Alberto Giacometti: 5 cose da sapere

Alberto Giacometti | opere

ALBERTO GIACOMETTI: 5 COSE DA SAPERE

Alberto Giacometti è l’artista svizzero famoso per le sue sculture filiformi e solitarie.

Artista visionario, Alberto Giacometti ha lasciato un segno importante nell’arte, realizzando opere che indagano l’animo dell’uomo, che l’artista vede come un essere solo e anonimo ma sempre in posizione eretta.

Membro del movimento surrealista da cui poi prenderà le distanze (per saperne di più sui surrealisti leggi il post il Surrealismo: le opere e gli artisti), Giacometti è stato un artista capace di interpretare l’uomo del Novecento e le sue fragilità.
In questo post trovi le 5 cose che devi sapere per conoscere Alberto Giacometti.

Alberto Giacometti: 5 cose da sapere

Alberto Giacometti | scultura

1. QUANDO NASCE ALBERTO GIACOMETTI

Alberto Giacometti nasce il 10 ottobre 1901 a Stampa, vicino al confine italo-svizzero.
Il padre Giovanni era un famoso pittore esponente del post-impressionismo svizzero che trasferisce  l’amore e la passione per l’arte ai suoi figli e anche ad Alberto che, dopo il diploma alla Scuola di arti e di mestieri di Ginevra, si trasferisce a Parigi nel 1922 per studiare con lo scultore Émile-Antoine Bourdelle (un allievo di Rodin).

2. ALBERTO GIACOMETTI E IL SURREALISMO

Alberto Giacometti comincia a prendere coscienza dell’impossibilità di riprodurre la realtà così come la percepisce, un tema che diventerà centrale nella sua arte.

Nel 1928 aderisce al Surrealismo ma la sua continua insoddisfazione lo porta a prendere le distanze dal movimento finché verrà espulso dal movimento nel 1935.

3. LO STILE DI GIACOMETTI

Dopo l’allontanamento dal Surrealismo Alberto Giacometti non espone per oltre dieci anni, ma continua a lavorare ed è in questo periodo (tra il 1936 e il 1940) che realizza le sculture che sono già un anticipazione del suo stile maturo.
Questi pezzi sono caratterizzati dalla presenza di un unico soggetto isolato nello spazio, e basati su modelli che Giacometti conosceva personalmente, come il fratello Diego, l’amica e artista Isabelle Rawsthorne e la sorella Ottilia.
Giacometti è anche perfettamente inserito nella comunità intellettuale europea e avrà un rapporto d’amicizia tormentato con Pablo Picasso.
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Le sue sculture sono sottili come la carta perché continuava a scolpire finché non diventavano come le aveva immaginate: un traguardo che si rivelava spesso irraggiungibile.

Alberto Giacometti | capolavoro

4. IL SUCCESSO E LA CRISI

Durante la seconda guerra mondiale, Giacometti lascia Parigi e si trasferisce a Ginevra, dove incontra la sua futura moglie, Annette Arm, nel 1943.
Tornato a Parigi nel 1945, l’artista comincia a scolpire la sua personale visione del mondo realizzando le sue famose figure allungate, nel 1946 e 1947.
In questo periodo nascono le lunghe figure filiformi di donna, forme fragili e dai contorni frantumati, dove lo spazio circostante sembra corrodere le figure.

Tra il 1948 e il 1956 la sua fama si afferma in tutto il mondo.
Espone a Londra, Parigi, Zurigo e Basilea e nel 1953 esordisce nella scenografia teatrale, disegnando l’unico albero della pièce “Aspettando Godot” dell’amico Samuel Beckett.

Nel 1956, Giacometti attraversa una crisi artistica, innescata dalla sua ossessione per Isaku Yanaihara, un filosofo giapponese che aveva posato per lui.
La crisi dura due anni, finché Giacometti non incontra Yvonne Poiraudeau, la prostituta conosciuta come Caroline.
Questo incontro segna l’inizio dell’ultimo periodo artistico di Giacometti, quello degli “ultimi ritratti”.

5. QUANDO MUORE GIACOMETTI

Dal 1958 al 1960 Alberto Giacometti dipinge circa trenta ritratti di Caroline.
Nel 1964 a posare per lui è lo scrittore e mercante d’arte americano James Lord, vicenda raccontata nel film Final Portrait: il film su Alberto Giacometti che descrive perfettamente il suo tormento interiore e il suo stile.

La sua opera finale è la serie di 150 litografie di tutti i luoghi in cui aveva vissuto.
Alberto Giacometti muore nel 1966, lasciando un numero infinito di quadri incompiuti nel suo studio.

Albero Giacometti | studio

Albero Giacometti nel suo studio di Parigi.

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