Artisti. Le 5 case-museo da visitare!

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29x18xbandiera 0inglese.jpg.pagespeed.ic.B4zuCIsWey National Geographic Traveler Photo Contest 2014 

Ciao a tutti! Vacanze finite o ancora da iniziare? Non vi preoccupate se l’estate sembra finita senza essere neppure iniziata, perché nei prossimi week-end potreste magari andare a visitare una delle case d’artista più belle d’Italia. Avete letto i miei post sulle case-museo degli scrittori italiani e quello sulle case degli scrittori più famosi del mondo?
Ecco qui la mia top 5 delle case-museo d’artista che preferisco! Come sempre attendo i vostri commenti e i vostri suggerimenti sulle vostre case-museo preferite 🙂

Tiziano

1. TIZIANO VECELLIO. La casa natale di Tiziano si trova a Pieve di Cadore ed è un edificio a due piani del XV secolo, situato non lontano dalla piazza principale. Tiziano era molto affezionato a questa casa dove trascorreva l’estate per sfuggire all’afa di Venezia. Si tratta di una tipica dimora cadorina con una scala esterna in legno che porta al primo piano dove è sospeso sulla facciata un lungo ballatoio. Un documento di compravendita redatto nel 1557 ci informa chefu l’unica casa posseduta dall’artista in Cadore. Dopo vari passaggi di proprietà venne dichiarata monumento nazionale e acquistata dalla Magnifica Comunità di Cadore nel 1926. Al pianterreno si può visitare la sala “nobile” con pareti rivestite in legno e alcune riproduzioni di opere dell’artista. Nella sala da pranzo, nota come stanza degli autografi, sono conservate copie di documenti autografi del pittore.

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Giotto

2. GIOTTO. Giotto proveniva da una modesta famiglia di contadini di colle di Vespignano a Vicchio nel Mugello vicino a Firenze. Qui si trova quella che è considerata la sua casa natale, accanto alla chiesa di San Martino. Si tratta di un’antica e sobria residenza medioevale che, secondo gli studi della Soprintendenza, era l’appendice di una casa signorile più grande, ma che nel corso dei secoli ha subìto diverse modifiche. E’ una di quelle case-museo che io definisco “virtuali, perché ormai del suo famoso abitante non rimane praticamente nulla, ma fornisce l’opportunità di conoscere Giotto più da vicino e di ammirare i paesaggi che probabilmente lo ispirarono.

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3. LEONARDO DA VINCI. La casa dove, secondo la tradizione, nacque Leonardo si trova nella campagna toscana, vicino a Vinci. È una casa piccola, costruita in pietra e circondata da ulivi secolari. Dopo un accurato restauro, è stata riaperta al pubblico nel 2012. Il nuovo allestimento offre ai visitatori alcune interessanti riproduzioni delle opere del Maestro ad altissima risoluzione e permette di avvicinarsi in modo insolito alla sua biografia e alle sue vicende artistiche. La casa è piccola ma suggestiva, dotata di meraviglie tecnologiche per conoscere meglio l’universo del grande artista. L’applicazione “Leonardo Touch” consente di interrogare le opere dell’artista, leggendone la descrizione e comparandole con opere di altri artisti del tempo. E’ possibile anche ammirare e ascoltare l’ologramma di Leonardo a grandezza naturale, che narra la sua vita e che costituisce la maggiore attrazione per i visitatori, soprattutto quelli più piccoli.

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Depero

4. FORTUNATO DEPERO. La Casa d’Arte Futurista Depero è l’unico museo fondato da un futurista. Fu unfatti proprio Depero, nel 1957 a realizzare questo progetto in cui il Futurismo viene musealizzato. L’edificio si trova nell’elegante centro storico di Rovereto e Depero curò personalmente ogni dettaglio: i mosaici, i mobili, i pannelli dipinti. In occasione del centenario del Futurismo (nel 2009), il Mart ha dato una seconda vita a Casa Depero e con un impegnativo restauro, ha recuperato le zone originali progettate dall’artista, completandole con due nuovi livelli ispirati al gusto di Fortunato Depero. Dentro si possono ammirare, esposti a rotazione, circa 3000 oggetti lasciati dall’artista alla città di Rovereto, fra dipinti, disegni, tarsie in panno, grafiche e giocattoli. Casa Depero ospita anche un ricco programma espositivo, che reinterpreta l’originaria vocazione di questo luogo al dialogo tra artisti e comunità locale.

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fotuny

5. MARIANO FORTUNY. Scenografo, disegnatore di vestiti e costumi di scena, fotografo, pittore, inventore di un nuovo sistema di illuminazione teatrale, Mariano Fortuny ha spaziato in svariati campi delle arti applicate ottenendo successo e fama. Il museo Fortuny è in uno dei principali palazzi di Venezia e celebra la sua creatività. Mariano Fortuny y Madrazo nasce a Granada in una famiglia di artisti. Suo padre era un pittore di fama internazionale, ma sarà la madre, Cecilia de Madrazo, discende da una famiglia di pittori, ad indirizzare verso l’arte il piccolo Mariano che cresce a Parigi, dove frequenta l’Accademia delle Belle Arti e ottiene i primi riconoscimenti come pittore e scenografo. A diciott’anni, arriva a Venezia, che diverrà la sua città. Nel 1897 sposa Henriette Negrin, una giovane sarta francese conosciuta a Parigi, che lavorerà con lui e insieme faranno la storia della moda e del costume. La loro tunica “Delphos” conquisterà le donne di tutto il mondo e la indosseranno icone dello stile come Peggy Guggenheim, Sarah Bernhardt e Eleonora Duse. Nel 1909 il brevetto del vestito Delphos è registrato a Parigi e il successo commerciale dell’abito e delle stoffe in seta damascate che Fortuny ha iniziato a creare fa sì che nel 1922 apra una fabbrica sulla Giudecca con un centinaio di persone che vi lavorano e che esiste ancora oggi.

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