Carlo Bernardini: intervista all’artista

Carlo Bernardini | arte contemporanea

Carlo Bernardini – courtesy Bruna Genovese.

CARLO BERNARDINI

Vi ricordate di Art Bag rivista con sorpresa?
Ne aveva parlato Alice Traforti sul blog, che ha fatto qualche domanda a Carlo Bernardini, uno degli artisti che partecipano al progetto, per capire la sua ricerca e apprezzare
ancora di più il multiplo presentato all’interno della rivista.
Ecco a voi l’intervista.

CHI E’ CARLO BERNARDINI

Carlo Bernardini, nato a Viterbo nel 1966, vive e lavora a Milano.
La sua ricerca artistica è incentrata sulla percezione dello spazio indagato attraverso il fascio di luce che penetra una realtà tutta da rivelare.
Non è pura scultura, la dimensione della sua opera va oltre le tre dimensioni estendendosi a tutto l’ambiente circostante.

L’INTERVISTA A CARLO BERNARDINI

Alice Traforti: Iniziamo a parlare della tua ricerca proprio attraverso il multiplo collezionabile con Art Bag.
Che sorpresa hai riservato ai collezionisti?

Carlo Bernardini: Si tratta di un disegno dell’installazione realizzata al Palazzo Litta di
Milano nel dicembre 2009; penetrando internamente all’edificio e legando insieme i volumi
dell’area esterna con le sale interne è stato un intervento complesso e trasgressivo su un’architettura storica, lasciando le finestre aperte agli agenti esterni, toccando e
penetrando muri e pavimenti, cosa che di solito è impossibile nei palazzi storici.
Avevo appositamente scritto un testo per il progetto di questo intervento, di cui riporto
queste parole per chiarirne il senso:

“L’installazione si appropria dello spazio e lo fagocita nel suo interno eludendone la fisicità.
È un rapporto di dominio quello che la forma spaziale instaura con il luogo, lo penetra, lo
feconda, lo riduce in suo potere sino a trasformarlo in essa stessa.
È un gioco dei ruoli quello in cui lo spazio si trasforma da contenitore in opera: il disegno di luce lo attraversa penetrandovi, ed una volta all’interno ne oltrepassa le mura senza soluzione di continuità.
La linea in fibra ottica passa di stanza in stanza perforando le pareti e sforando attraverso i
pavimenti, coniugando l’ambiente esterno con l’interno in un unico disegno: ‘lo spazio
permeabile’, il luogo in cui ‘la luce genera lo spazio’ ”.

Carlo Bernardini | progetto installazione

Progetto per “La luce che genera lo spazio”, 2009 – 70 esemplari firmati e numerati.

Alice Traforti: La tecnologia è una forte componente della tua poetica. Perché hai
scelto la fibra ottica?

Carlo Bernardini: Ho iniziato nel 1996 ad operare con la fibra ottica a luce esterna,
perché cristallizza la luce in una forma fisica.
Nella fibra ottica ho trovato sia un mezzo nuovo d’espressione – non inflazionato da altri
artisti – sia un mezzo ideale per evidenziare lo spazio come un ‘disegno mentale’, un disegno che sfrutta, al posto di una superficie, lo spazio totale e il buio come un foglio
scuro sul quale strutturarsi in negativo.
L’installazione in fibra ottica è quindi un disegno nello spazio che va a trasformare lo
spazio stesso e le coordinate percettive dell’osservatore.

Carlo Bernardini

Dimensioni Invisibili, 2016 – fibre ottiche, 5,22×18,50x 7mt – Milano, La Porta di Milano,
Aeroporto di Malpensa, (Terminal 1)

Carlo Bernardini artista

Dimensioni Invisibili, 2015 – installazione ambientale in fibre ottiche, 10x28x27mt –
Oscar Niemeyer Museum, Bienal de Curitiba

Alice Traforti: Vuoi svelarci quali sono i tuoi prossimi progetti e dove sarà possibile vederli?

Carlo Bernardini: Ne ho diversi, ci vorrebbe molto per parlarne e per scaramanzia
preferisco non farlo.
Si tratta comunque di sconfinamenti nello spazio totale, trasformandolo nell’opera stessa; l’obiettivo resta quello di eludere la fisicità dei luoghi e spostare il tiro capovolgendo il senso allo spazio ambientale, trasformandolo da contenitore in opera, che a mio modo di
vedere è una delle linee sperimentali quanto mai aperte nelle ricerche visive odierne.

Submerged Breath, 2013 – fibra ottica, dimensione ambiente, 4x37x28mt –
Metz, Moselle Canalisée, Square Du Luxembourg, Moyen Pont.

Per approfondire ecco il link ufficiale dell’artista: http://carlobernardini.carlobernardini.it/

LEGGI ANCHE: Intervista a Rabarama, il corpo come emozione.
Intervista a cura di: Alice Traforti.

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