DADA: nascita del Dadaismo

Manifesto Dada | dada | dadaismo

Nascita del Dadaismo

Dada è un movimento artistico nato a Zurigo nel 1916 e che vide tra i suoi primi aderenti intellettuali di diversa estrazione uniti dal desiderio di rifiutare ogni valore della tradizione.
Vi ho già annunciato che nel 2016 si celebra il centenario Dada e Zurigo sarà ovviamente al centro dell’attenzione.
La data da ricordare è il 5 febbraio.

Fu proprio il 5 febbraio 1916 che il regista teatrale, scrittore e filosofo Hugo Ball fonda a Zurigo il Cabaret Voltaire, teatro delle serate Dada.
Questa data è da tutti considerata la data ufficiale di inizio del movimento dadaista

 Francis Picabia | dada | dadaismo

Chi erano e cosa facevano i dadaisti

Hugo Ball raccoglie un’esigenza, che era particolarmente viva nei giovani intellettuali, che avevano trovato a Zurigo un luogo sicuro per stare lontano dalle atrocità della Prima Guerra Mondiale.
La speranza di un futuro diverso, lo spirito di libertà, la lotta alle convenzioni del passato erano i desideri di questi ragazzi che si ritrovavano al Cabaret Voltaire per proporre le loro composizioni musicali, le letture di poesie, mostre d’arte, conferenze e la sperimentazione di diversi linguaggi artistici.
Una delle caratteristiche principali del dadaismo è di non avere programmi, di ribellarsi a tutte le forme d’arte preconfezionate. Quindi sin dagli inizi le serate Dada non avevano regole ed era lasciato tutto al caso.

I protagonisti di queste serate erano Hugo Ball, Hans Arp, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck, Tristan Tzara, Francis Picabia.
Le idee dadaiste si diffondono con grande rapidità e presto diventa un movimento internazionale e che a New York crea le premesse per il ready-made di Marcel Duchamp.

Significato del termine DADA

Il termine Dada fu scelto per caso da Tristan Tzara che, sfogliando un dizionario di francese, trovò quest’espressione che i francesi utilizzano per descrivere un giocattolo.
Tzara definì Dada una parola senza senso, un puro suono della bocca.
Era evidentemente il termine perfetto per identificare un movimento artistico la cui unica regola era l’imprevisto e la casualità.

Marcel Duchamp | orinatorio | dada

.

 

Related Post

Condividi su

9 pensieri su “DADA: nascita del Dadaismo

    • Hai fatto bene a ricordarlo Rino. Julius Evola è un artista e intellettuale controverso ma la sua influenza nella cultura italiana è stata probabilmente più penetrante di quel che si pensa o si vuole ricordare.
      Il pensiero di Evola e anche la sua parabola umana è complessa, ma certamente è stato un esponente importante del dadaismo e credo anche il primo italiano ad avvicinarsi al movimento.

    • Intendi Hans Richter il regista?
      Sinceramente non lo sapevo, ma sono andata a recuperare i vecchi libri del mio unico esame universitario di Storia del cinema perché ricordavo di aver letto qualcosa e forse anche visto lo spezzone di Dreams That Money Can Buy (“I sogni che il denaro può comprare”).
      Di lui so solo che, oltre ad essere uno sperimentatore, ha realizzato questo film composto da episodi ideati da artisti dell’avanguardia: Léger, Duchamp, Ernst, Calder e Man Ray.

      Mi hai aperto una finestra meravigliosa sull’infinito mondo del cinema, grazie. Approfondirò! 😉

  1. Cari Fans dei Da Da,
    i dadaisti non sono mai stati artisti (basta analizzare a fondo le loro opere) e con l’arte non avevavno niente a che fare se non il fatto che la usassero come copertura idologica per i loro bollettini di guerra criptati. (Riviste d’arte), Dada era un centro direzionale strategico per la preparazione e realizzazione della futura Israele. (infatti i dadaisti sono tutti rigorosamente ebrei).

    La Svizzere ” neutrale”, neutrale non lo è mai stata in quanto base logistica della comunità ebraica internazionale eversiva da diversi secoli (ripassare la Storia) . Non è un caso che l’ebreo Lenin, animatore di masse e insurrezionalista abitasse a pochi passi dal famoso Caffè Voltaire.
    Lenin? Si …come tanti altri eversivi, anarchici compresi.
    Quindi le opere dadaiste vanno inquadrate come validi “cimeli storici” perchè opere crittografiche per comunicazioni di guerra, ma lungi dall’essere artistiche. Il fatto che poi abbiano ricamato
    nella Storia dell’Arte ciò che andava catalogato come ” l’Arte della Storia” questo errore ci è costato caro: la storia dell’Arte Moderna e Contemporanea andrebbe rivista tutta. Ecco perchè l’Arte oggi si è impantanata in mille rivoli incomprensibili o nei Cataloghi d’Arte come fossero opere dell’Arte.

    Cara Caterina, ti sei mai chiesta come mai Léger, Duchamp, Ernst, Calder e Man Ray. fossero tutti rigorosamente ebrei? Non penso che l’Arte sia territorio ideale per i soli “Eletti”.

    L’Arte, per noi italiani, è altra cosa… e non è un caso che noi italiani siamo titolari del 70% delle opere artistiche mondiali. In questa percentuale ci sono anche validi artisti ebrei che qui da noi hanno operato con dovizia e serietà.

    Dada no! … forse un eccezione? Questa si!
    Si salva una sola artista donna che ci ha dato la chiave di lettura del movimento DaDa: Lei una nota ” burattinaia”. le sue opere sono chiare e limpida come lei, svelandoci che: Dada sono “burattinai”.

    Enea
    .

    • C’è già stato chi, come te, aveva paura degli ebrei. Ne aveva così tanta che decise di sterminarli e francamente mi sembra che sia stata una delle pagine più orribili della storia.
      Le avanguardie per Hitler erano “la beffa culturale ebreo-bolscevica”. Lui si considerava un vero artista e un uomo dai gusti raffinati e per questo decise di imporli a tutti, eliminando prima le opere non allineate con i pensieri della sua mente malata e poi di eliminare fisicamente gli artisti, meglio se ebrei.
      In tutta questa follia però è curioso come nel 1939, proprio quando la Germania stava per entrare in guerra, vende le opere di “arte degenerata” tolta dai musei anni prima.
      Quando c’è da raccogliere soldi per fare una guerra non si guarda in faccia a nessuno, giusto? E si sa che i soldi non hanno colore e ideologia!
      Il 30 giugno proprio in Svizzera, nel corso di un’asta cui furono vendute dai nazisti parecchie opere che Hitler rifiutava.
      Il resto è storia.

  2. Caterina… Caterina…
    la mia non voleva essere una polemica antiebraica o antisemita, piuttosto, penso che Lei abbia preso dal lato sbagliato la mia critica ai Dadaisti. Intendevo dire che, l’utilizzare l’Arte per scopi eversivi (anche se i candidati dada ritenevano nobile il loro gesto) non giustifica la devianza dadaista dall’Arte, tanto più che, anche loro sono d’annoverare tra i responsabili dell’ascesa del Nazismo tedesco in Germania.

    Mia Dama, se me lo permette, vorrei aggiungere memoria alla sua memoria sulla storia del movimento dadaista. Sempre in Svizzera, la corrente DADA si è spaccata in due quando durante uno spettacolo teatrale criptato la vecchia corrente ufficiale scese dai palchi infuriata per andare sul palco a menare di santa ragione la nuova corrente dadaista che si rifugiò poi in Germania, la quale, sosteneva nello spettacolo la “linea dura” da adottare per l’ascesa di Israele (progettata in Svizzera)

    Domanda: Cosa stavano rappresentando?

    Furono talmente furiose le botte tra loro che, il rappresentante ufficiale del vecchio DADA, con un bastone spaccò l’osso dell’ avambraccio al capo della nuova corrente filogermanica, corrente che divenne poi la Bauhause tedesca.

    Mia Dama Caterina, le ricordo (giusto per una ciliegina amara sulla sua torta squisita che mi ha tirato in faccia) che il bell’imbusto di Adolf Hitler era un ebreo come la moglie Eva Braun… come il famigerato Heinrich Luitpold Himmler capo della SS,… come tutti gli alti ufficiali, i sottufficiali nazisti e industriali finanziatori dell’impresa nazi, i quali, hanno inscenato tutti insieme la seconda guerra Mondiale… quindi?

    Visto che i vertici del Nazismo tedesco erano rigorosamente ebrei “aschenaziti”, le ricordo che gli aschenaziti sono oggi l’80% della popolazione ebraica non semita in Israele, in quanto, hanno molestato gli appartenenti delle altre 12 tribù ebraiche, scappando dal territorio. Ma qui mi fermo altrimenti usciamo dal seminato DADA.

    Quindi, quando Dada si autoacclama “Avanguardia” si autodefinisce divisione militare o militante nascosta sotto le false spoglia di artisti (Duchamp compreso) . Mi spiego meglio:

    Poiché l’Avanguardia (dal lat. primi agminis ) è stata inventata da Giulio Cesare duemila anni fa (spie e sabotatori infiltrati nei paesi Galli per poi attaccarli e sottometterli) , ciò che intendo è, che la parola Avanguardia in arte non è mai esistita prima dell’invasione degli schieramenti ebraici a cavallo del ‘800 e ‘900 in questo delicato Ministero (artistico) e che a mio avviso andrebbero espulsi in quanto non pertinente con l’Arte stessa, ma appartenenti al Ministero della Difesa meglio conosciuto come lo Stato Maggiore.
    Quindi la parola Avanguardia e vanguardia, poichè deriva dal francese bellico avant-garde ; la parte anteriore di un esercito o di un corpo di milizia più comunemente chiamato Vanguardia, quella di DaDa va catalogata come “Arte della Storia” e che nulla ha a che fare con la “Storia dell’Arte” due discipline in antitesi tra loro.

    Ciò che gli ebrei (signori degli eserciti) chiamano “Avanguardia distruttrice” , noi italiani chiamiamo “Ordine” ciò che mira al sublime.

    L’Arte Sublime si manifesta sempre sul finire di un Impero, ne consegue la “decadenza” rapida grazie all’avanzare disordinata, distruttiva, caotica che dovrà sulle ceneri della Fenice infiammata far risorgere il proprio “modello d’Arte” che finirà con l’assomigliare negli anni e per lussuria a quella decaduta. Bauhaus fu il primo “Ordine” verso l’armonia della nuova società capace di rappresentare la nascente “era industriale”. Infatti, nessuna delle MUSE-Arte è mai stata raffigurata Armata… ma sempre spoglia, seducente, nuda, una ragione ci sarà o no?

    Artemide dalla gonnella succinta, scagliò i suoi cani contro chi spiandola Nuda l’ebbe intravvista con le ancelle alla Fonte. (Vedi la fine disperata davanti alla propria opera incompleta e mai capita della spia dadaista Duchamp che volle vedere oltre il “Nudo” senza autorizzazione e conoscenza dell’Arte.

    Però, bontà sua, ci hanno pensato le scimmie moderne a osannarlo senza mai capire ciò che lui stesso non ha mai capito, realizzandosi la sua opera, ma solo alla fine dell’ultimo decennio del ‘900 giunto alla decadenza con straordinarie opere contemporanee al limite del “sublime”.

    Simpaticamente

    Enea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *