Divisionismo

Traghetto Ave Maria | Giovanni Segantini

Giovanni Segantini, Traghetto all’Ave Maria (II versione), 1886.

DIVISIONISMO: LA NASCITA DELLA PITTURA MODERNA IN ITALIA 

Divisionismo. L’Europa tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento è un continuo susseguirsi di movimenti artistici e nuovi artisti che contribuiscono a tracciare un nuovo corso per la storia dell’arte.
Anche l’Italia è coinvolta da questo fermento creativo e vede l’affermarsi del Divisionismo.

Il Divisionismo si afferma nel 1891 alla Triennale di Brera, con la prima esposizione pubblica di un gruppo di giovani pittori: Giovanni Segantini, Giuseppe Pelizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Emilio Longoni.
Ciò che questi artisti propongono sconvolge e divide la critica e il pubblico, non solo perché usano una tecnica pittorica nuova, che consiste nell’accostamento di punti di colore sulla tela, ma anche per le interpretazioni inedite di temi come la natura e la società.

Battello sul Lago Maggiore | Angelo Morbelli

Morbelli Angelo, Battello sul Lago Maggiore, 1915.

Il Divisionismo è simile al Pointillisme francese che, come vi ho già raccontato, ha come esponente principale George Seurat.

Entrambi i movimenti si affacciano nel panorama artistico quando ormai la novità della pittura impressionista si è esaurita, ma il suo modo di intendere la pittura continua a influenzare generazioni di artisti.
Questi artisti fanno entrare nei loro dipinti non solo i princìpi dell’impressionismo, ma anche le teorie sul colore studiate dal chimico Chevreul a partire dal 1840, che nota come l’accostamento di due colori appaia come un colore unico se lo si osserva da lontano.

LEGGI ANCHE: il post che ho dedicato all’Impressionismo con la descrizione della portata rivoluzionaria del movimento, ma anche il post sul Post-Impressionismo per capire cosa accade dopo la crisi dell’Impressionismo.

Fu Vittore Grubicy de Dragon a diffondere per primo in Italia le tecniche e i successi dei pittori del Pointillisme, che vennero adottati dagli artisti italiani e che faranno parte del Divisionismo.
Con il movimento francese i Divisionisti italiani condividono solo l’uso dei colori puri, non mescolati, ma applicati direttamente sulla tela con piccoli tocchi e che l’occhio di chi osserva deve ricomporre in un’immagine unica.
A differenza del Pointillisme, che usa la tecnica come il fine ultimo del messaggio dell’opera, il Divisionismo utilizza la tecnica come un mezzo per esprimere il messaggio dell’opera, che indagava la realtà e inseriva anche elementi che appartengono al Simbolismo.

LEGGI ANCHE: il post in cui ho spiegato cos’è il Simbolismo.

Gli artisti divisionisti, quindi, non sono seguaci del movimento francese, ma formano un movimento autonomo e condividono con il Pointillisme solo le basi tecniche e teoriche.
Al centro dell’indagine della pittura divisionista c’è la rappresentazione della luce e della natura, ma non si tratta di opere che rappresentano solo paesaggi, ma panorami dell’anima che fanno spazio anche alle tematiche sociali in cui emergono le differenze sociali presenti nella società.

Primavera in alta montagna | Emilio Longoni

Longoni Emilio, Primavera in alta montagna, 1912 ca.

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2 pensieri su “Divisionismo

  1. Articolo che capita a fagiolo! Sono stato proprio la settimana scorsa a Milano a vedere la mostra su Boccioni a palazzo Reale e in seguito al Museo del 900. Lì ho trovato diversi riferimenti al Divisionismo (che non conoscevo) e difatti volevo informarmi maggiormente su questa corrente che in effetti mi ricordava parecchio i “puntinisti”. Per le opere che ho visto mi pare piuttosto corretta la descrizione che ne date, soprattutto sulle differenze di tematica e “fine” rispetto al puntinismo.
    Comunque sto iniziando a seguire un po’ questo blog e mi piace parecchio!

    • Grazie Zabriskie per aver iniziato a seguirmi.
      Il Divisionismo è un movimento totalmente autonomo dal Pointillisme e anche nella mostra di Rovereto si sottolinea questo aspetto, fondamentale anche per capire perché molti artisti dal Divisionismo passano al Futurismo.
      La mostra di Boccioni in realtà si sposterà in autunno a Rovereto ed è la prosecuzione della mostra attualmente in corso . Si tratta di un progetto che il Mart sta portando avanti e che ovviamente si ricollega alla Casa Futurista di Depero, che si trova proprio a Rovereto.
      Alla mostra di Boccioni avevo dedicato una mini guida che puoi scaricare gratuitamente qui : http://www.theartpostblog.com/archivio-guide/

      A luglio invece, gli iscritti alla newsletter riceveranno la mini guida proprio alla mostra di Rovereto e che sto preparando in collaborazione con il Mart 😉

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