5 cose da sapere sul Cenacolo Vinciano

Leonardo Ultima Cena

Carissimi, ultimamente Milano sta diventando una meta abituale per le mostre e gli eventi culturali (a proposito tenetevi pronti perché a breve ci sarà un appuntamento anche per voi a Milano 😉 ), dalla mostra di Giotto che potete leggere QUI, a quelle sui capolavori dal museo di Belle Arti di Budapest che trovate QUI, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

C’è però una mostra che ho visto a Milano e di cui conservo un ricordo indelebile.
Ricordate la mostra su Leonardo della scorsa estate (il post con la recensione lo trovate QUI)
Dopo aver visto la mostra mi sembrava naturale andare a vedere per l’ennesima volta il capolavoro che Leonardo ha lasciato a Milano, ovvero il Cenacolo Vinciano (che credo di aver visto almeno 8 volte 🙂 )

L’Ultima Cena, raffigurata da Leonardo da Vinci, è una tappa obbligata per tutti coloro che visitano Milano.

Tuttavia il capolavoro di Leonardo è quello che più di ogni altro è entrato nell’immaginario collettivo occidentale.
Quando si sente parlare dell’Ultima Cena alla maggior parte di noi viene in mente proprio l’opera di Leonardo.

Ma cosa conosciamo veramente di quest’opera?
Vediamo quali sono le 5 cose che bisogna sapere per conoscere il Cenacolo.

1.

Il Cenacolo viene realizzato da Leonardo da Vinci tra il 1495 e il 1498 per decorare il refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Leonardo era arrivato a Milano nel 1482 desideroso di mettersi alla prova alla Corte di Ludovico il Moro, dando libero sfogo al suo talento creativo in una delle città più grandi d’Europa a quel tempo.

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Santa Maria delle Grazie, Milano

2.

Ludovico il Moro sfrutta le abilità di Leonardo da Vinci e gli assegna molti incarichi in qualità di architetto, pittore, scultore e ingegnere.
Tra le opere che vengono commissionate all’artista c’è anche il Cenacolo, destinato a diventare un capolavoro della storia dell’arte.

Leonardo,_ultima_cenar

3.

Nel 1494 Santa Maria delle Grazie a Milano, sede dell’ordine dei Domenicani, diventa il luogo in cui Ludovico il Moro intende celebrare la propria famiglia, gli Sforza.
La chiesa e il convento di Santa Maria delle Grazie vengono ristrutturati completamente e tra gli artisti coinvolti c’è anche Leonardo Da Vinci.

ludovico il moro

Ludovico il Moro nella Pala Sforzesca, Pinacoteca di Brera, Milano

4.

Leonardo da Vinci sceglie il tema dell’Ultima Cena per decorare il refettorio del convento.
L’opera rappresenta il momento esatto in cui Gesù rivela ai discepoli che uno di loro lo tradirà.

«In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà» – Gv 13,21

La scena dipinta da Leonardo è carica di emozioni e di sentimenti opposti tra loro.
In ogni volto si può osservare un atteggiamento diverso, dallo stupore alla meraviglia, dalla rabbia all’incredulità.

Leonardo Cenacolo

Cenacolo (dettaglio)

5.

La superficie che Leonardo ha a disposizione è enorme.
Si tratta di una vera sfida per un genio come lui: 4 metri e mezzo di altezza e 9 di larghezza.
L’artista avrebbe potuto scegliere la tecnica dell’affresco per il suo capolavoro ma, richiedendo un’esecuzione rapida ed essendo lui noto per l’estremo perfezionismo e la lentezza, sceglie di sperimentare una tecnica nuova.
Leonardo decide di intonacare la parete e di dipingere l’opera come se avesse davanti a sé una tela.
Il risultato è perfetto nell’esecuzione, ma disastroso per la sua conservazione.

L’opera già dopo pochi anni è in pericolo e richiede costanti restauri, che sono proseguiti fino ai giorni nostri con continui interventi di salvataggio e di monitoraggio della situazione.
La superficie pittorica, se vista da molto vicino, appare sgretolata ed è testimonianza delle continue sperimentazione e invenzioni leonardesche, che hanno coinvolto tutti i settori in cui l’artista si è cimentato.

Nonostante la sua delicatezza e il persistente rischio che quest’opera venga perduta per sempre, il Cenacolo di Leonardo da Vinci rimane il capolavoro per eccellenza del Rinascimento, capace di stupirci ancora a distanza di secoli.

ultima-cena-leonardo

Cenacolo

La prima volta che ho visto il Cenacolo era il 1999 (nel secolo scorso! 😀 ) e mi capitò un’occasione unica … ammirare l’opera di Leonardo dai ponteggi che erano stati allestiti vent’anni prima per il restauro più delicato che la storia dell’arte ricordi.
In quel periodo nessuno, tranne addetti ai lavori e pochi fortunati, poteva ammirare la famosa parete dipinta da Leonardo da Vinci e non mi resi conto della fortuna che avevo finché non mi trovai a pochi centimetri dai personaggi che avevo visto solamente su qualche libro, rivista oppure in televisione.
Probabilmente fu in quel momento che realizzai che tanta bellezza doveva essere raccontata in modo nuovo e diverso.

Dopo quell’esperienza tornai ancora al Cenacolo molte volte, ma il perché ve lo racconto un’altra volta 😉

 

 

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5 thoughts on “5 cose da sapere sul Cenacolo Vinciano

  1. Le mani di Gesù dipinte da Leonardo da Vinci nel Cenacolo, uniche nel dipinto, la destra con la palma verso il basso e l’altra verso l’alto indicano che Gesù era ambidestro come naturalmente era Leonardo e in parte Michelangelo? I geni si somigliano nel volto e nell’intelligenza, Cfr. ebook. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

    • Se avessi voluto fare delle rivelazioni avrei intitolato il post “nuove scoperte sul Cenacolo” 😉
      Questo non è un blog di storia dell’arte e lascio volentieri lo spazio a chi è un vero studioso per le novità storiche e scientifiche sui capolavori dell’arte.
      Il post elenca le 5 cose da sapere, ovvero i fondamentali.

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