Il Futurismo

Carlo Carrà| Manifestazione interventista

Carlo Carrà, Manifestazione interventista (1914)

Il Futurismo

Il Futurismo è un movimento d’avanguardia nato nel 1909 con la pubblicazione in Francia del Manifesto del Futurismo.

La pubblicazione avviene su Le Figarò ad opera di Filippo Tommaso Marinetti e il documento è l’annuncio dell’inizio di una battaglia contro tutto ciò che era tradizionalismo ed era in netto contrasto con la cultura romantica ottocentesca.

Futuristi | Russolo | Carrà | Marinetti | Boccioni | Severini

Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini a Parigi per l’inaugurazione della prima mostra del 1912.

Il Futurismo lanciava la sfida per un rinnovamento totale della società e un gran numero di artisti aderì immediatamente ai suoi principi, favorendo la pubblicazione negli anni successivi di molti altri manifesti sulle singole arti.

Nel 1910, infatti, veniva pubblicato il Manifesto tecnico dei pittori futuristi redatto dai più importanti artisti italiani del primo Novecento: Boccioni, Carrà, Russolo, Severini e Balla. Ma ce ne saranno molti altri, come il Manifesto sulla Ricostruzione Futurista dell’Universo, di cui avevo scritto qualche tempo fa, redatto da Giacomo Balla e Fortunato Depero.

Se dovessi descrivere il Futurismo in poche parole direi: velocità, rivoluzione, guerra, città, teatralità, progresso.
Gli artisti futuristi si riunivano, discutevano e litigavano, sperimentando e ideando nuovi linguaggi, che si adattassero alle grandi trasformazioni che stavano travolgendo la vita sociale, politica e artistica del Novecento.
Il periodo storico è carico di contraddizioni e il Futurismo sembra abbracciare tutte le promesse che il futuro porta con sé e non può distinguere l’arte dalla politica.
Per questo motivo molti Futuristi diventano interventisti e si arruolano nella Prima Guerra Mondiale, come Boccioni che morì durante un’esercitazione nel 1916 (ho dedicato un post alla mostra di Boccioni a Milano nella ricorrenza del centenario della morte).
Altri si schierano politicamente e aderiscono al Fascismo, come Marinetti, tanti continueranno a sperimentare la potenza dell’immagine e del linguaggio per comunicare in modo nuovo.

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