Alla maniera di Guido Reni

Michele Desubleo, Venere piange Adone, 1650 circa (Pinacoteca Nazionale di Bologna) Olio su tela, cm 221x163,5, inv. 197

Michele Desubleo, Venere piange Adone, 1650 circa (Pinacoteca Nazionale di Bologna)
Olio su tela, cm 221×163,5, inv. 197

 

Pinacoteca Nazionale di Bologna. Fino al 6 aprile si possono ammirare presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna 21 dipinti, realizzati da artisti attivi tra la prima e la seconda metà del ‘600 e che si formarono nell’ambito della scuola di Guido Reni o che furono influenzati dalla sua maniera.
Si tratta di una di quelle mostre che permette di confrontare opere solitamente non esposte al pubblico, perché provenienti dai depositi della Pinacoteca Nazionale di Bologna e per questo imperdibile.

Guido Cagnacci, Lucrezia, 1650 circa. Olio su tela, cm 100,2x89, inv. 6590 (Pinacoteca Nazionale di Bologna)

Guido Cagnacci, Lucrezia, 1650 circa. Olio su tela, cm 100,2×89, inv. 6590 (Pinacoteca Nazionale di Bologna)

Nella scuola di Guido Reni passarono secondo il Malvasia oltre duecento allievi italiani e stranieri, due generazioni di pittori che si sono misurati con gli insegnamenti e lo stile del grande maestro.
Il dialogo tra le opere realizzate dagli artisti formati alla scuola reniana, permette di cogliere la pluralità di differenti registri con cui gli allievi, educati nel mito del “divino” Guido, ne interpretarono la lezione, diffondendola in Italia e in Europa.
Il  salone di palazzo Pepoli Campogrande fa da cornice per l’esposizione, ma arricchisce anche il percorso espositivo.
Gli affreschi di Domenico Maria Canuti, che si perfezionò nella bottega di Guido Reni ma scelse poi lo stile barocco, fanno da contraltare alle diverse interpretazioni del classicismo reniano, illustrando le imprevedibili oscillazioni del gusto tra la prima e la seconda metà del Seicento bolognese.
I protagonisti di questa mostra sono autentici capolavori di artisti che divennero interpreti della lezione del classicismo di Guido Reni, diffondendo questo gusto nell’area bolognese, italiana ed europea.

Giovan Francesco Gessi, San Francesco riceve le stimmate, 1620/25.  Olio su tela, cm 263x183, inv. 451 (Pinacoteca Nazionale di Bologna)

Giovan Francesco Gessi, San Francesco riceve le stimmate, 1620/25.
Olio su tela, cm 263×183, inv. 451 (Pinacoteca Nazionale di Bologna)

Simone Cantarini, Ritratto di Guido Reni, 1636 circa. Olio su tela, cm 66x58, inv. 340 (Pinacoteca Nazionale di Bologna)

Simone Cantarini, Ritratto di Guido Reni, 1636 circa. Olio su tela, cm 66×58, inv. 340 (Pinacoteca Nazionale di Bologna)

INFO
ALLA MANIERA DI GUIDO RENI – Dipinti dai depositi della Pinacoteca Nazionale di Bologna
23 dicembre 2014 – 6 aprile 2015
Palazzo Pepoli Campogrande
via Castiglione 7
40124 – Bologna

LINK
http://www.pinacotecabologna.beniculturali.it/
https://www.facebook.com/PinacotecaBologna

La mostra è stata realizzata grazie al contributo dell’Accademia degli Indomiti di Bologna, col supporto amministrativo della Società di Santa Cecilia – Amici della Pinacoteca Nazionale di Bologna.

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2 pensieri su “Alla maniera di Guido Reni

  1. Buona sera,
    sono in possesso da generazioni di un dipinto di Guido Reni raffigurante Beatrice Cenci.
    Vorrei sapere se tra Voi di questo blog ci fosse qualcuno in grado di visionarlo e darmi un suo commento.
    Contattatemi per informazioni.

    Grazie

    • Buonasera Stefano, invia una e-mail con un’immagine e alcuni dettagli.
      L’indirizzo a cui scrivere lo trovi nella sezione “contatti”.

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