Il Novecento – Henry Rousseau

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Buon lunedì a tutti!
Questa è la settimana più bella dell’anno secondo me. Perché anche per chi non si trova in vacanza c’è la possibilità di assaporare un po’ di pace e tranquillità.
In ufficio i telefoni squillano pochissimo, se vivi vicino al mare puoi decidere di passare una serata rilassante sulla spiaggia, se abiti in città non c’è il traffico di sempre e puoi passeggiare in centro in totale tranquillità e magari sederti sulla panchina di un giardino senza preoccuparti di chi ti sta intorno.

E’ proprio con questa immagine in mente che ho scritto questo post sull’opera “Il Sogno” di Rousseau, realizzato in collaborazione con St-ART, e che dedico ai sognatori di Ferragosto 😉

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Henry Rousseau (1844 – 1910) “The dream/Il sogno” (1910), Oil on canvas, 204 x 298 cm, Museum of Modern Art, New York

Vi avevo raccontato, qualche tempo fa, della straordinaria mostra che Palazzo Ducale ha dedicato al Doganiere più famoso del mondo – potete leggere QUI il post.
Il successo è stato tanto da far prorogare la mostra fino a Settembre, quindi siete ancora in tempo per andare a visitarla.
Non dimenticate, però, di stampare la guida breve alla mostra che avete ricevuto a marzo e riservata agli iscritti alla newsletter.
Se non sei ancora iscritto CLICCA QUI e richiedi la guida in arretrato.

Tra le opere più famose di Rousseau ci sono alcuni capolavori che rappresentano la natura selvaggia con foreste primordiali popolate da animali feroci.
Malgrado la leggenda, che lo stesso Rousseau contribuì a diffondere, di un periodo trascorso in Messico sotto le armi al seguito dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo (che ritorna spesso nei miei post ultimamente 🙂 ve lo ricordate QUI?), in realtà l’artista realizza delle opere di pura fantasia.

Nell’opera “Il Sogno” l’atmosfera è onirica e irreale.
Una donna nuda distesa su un divano rosso scuro è completamente circondata da una fitta vegetazione, mentre volge lo sguardo verso un misterioso suonatore di flauto.
A rendere ancor più surreale la scena è la presenza di animali che, a noi occidentali del XXI secolo, sembrano i protagonisti di una favola della Disney. 

Rousseau rappresenta paesaggi esotici, giungle e foreste senza mai essere uscito dai confini francesi, ma trovando ispirazione nelle sue passeggiate al Jardin des Plantes di Parigi, frequentando i parchi di Montparnasse e di Montmartre, visitando il Museo di Storia Naturale.
Sicuramente, però, subì anche il fascino di alcune illustrazioni, pubblicate ai primi del Novecento, di animali degli zoo e delle piante dell’orto botanico di Parigi e che divennero molto popolari.

La vegetazione, gli animali e gli essere umani rappresentati da Rousseau non sono mai minacciosi, anzi sembrano vivere in un stato di quiete.
Le sue giungle del Doganiere sono un riferimento importante per molti artisti durante tutti gli anni venti del Novecento e contribuiscono a definire il linguaggio realista in Europa.

Volete un esempio della fortuna del maestro in questo periodo storico?
Nel 1914 esce in Italia, per le edizioni della rivista “La Voce”, un numero monografico dedicato a Rousseau, mentre molti iniziano a parlare di ambienti primordiali, primitivi e di una natura rousseiana.

“Tutto è ritornato come nelle età primordiali. E, con Henri Rousseau, costruisco la nuova pittura europea. Arrestarmi a mezza strada mi parrebbe tradimento” – Carlo Carrà (“La parentesi dell’io” in La Voce, 30 aprile 1916)

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LINK Vai alla pagina di St-ART dedicata a quest’opera – clicca QUI.

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