L’ autoritratto allo specchio di Escher

Mano con sfera riflettente (Autoritratto allo specchio) | Maurits Cornelis Escher

Autoritratto allo specchio di Escher

Nel 1927 Escher si trasferisce a Roma con la sua famiglia.
Il soggiorno dell’artista in Italia è fondamentale nel suo percorso artistico ed è uno degli elementi fondamentali per comprendere il significato delle opere di Escher.

La sua casa romana si trovava al terzo e quarto piano di in un’elegante palazzina di via Poerio n. 122, che tutt’ora esiste, dove l’artista aveva anche il suo studio.
La stanza in cui lavorava è facilmente riconoscibile in alcune sue opere, tra cui la più famosa Mano con sfera riflettente (Autoritratto allo specchio).

Mano con sfera riflettente (Autoritratto allo specchio) | Maurits Cornelis Escher

Mano con sfera riflettente (Autoritratto allo specchio) è sicuramente l’opera più nota di Escher e sembra richiamare i grandi capolavori fiamminghi del Quattrocento.
In realtà è molto di più, perché rappresenta l’autoritratto dell’artista (un selfie del secolo scorso!) che gioca continuamente con le immagini e che crea mondi paralleli, intriganti rebus per adulti che vogliono continuare a giocare con la creatività.

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L’opera è esemplare dell’arte di Escher e vederla da vicino, come è capitato me a Treviso per la mostra dedicata ad Escher, è emozionante.
Qui l’artista si ritrae nel riflesso di una sfera, pertanto si tratta di un gioco di specchi, perché non è la sua immagine che vediamo, ma la sua immagine riflessa e poi descritta dalla mano dell’artista.

Escher costruisce le sue opere partendo da una serie di studi conosciuti come Gestalttheorie, ovvero la “teoria della forma”, da cui trae le regole di percezione visiva che permettono di ottenere effetti precisi.
Nella sua casa romana il disegno delle mattonelle del pavimento furono realizzate da Escher in persona, dove le forme che si vedono in realtà non esistono ma nascono dall’intrecciarsi di due strisce di colore diverso.
La sua arte è costruita su questi continui giochi ottici.

P.S. La sua abitazione romana è attualmente una residenza privata e pare che il pavimento sia stato rimosso.

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2 pensieri su “L’ autoritratto allo specchio di Escher

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