Intervista a Lorenzo Quinn, autore della mani che spuntano dal Canal Grande

Lorenzo Quinn - mani giganti Venezia

INTERVISTA A LORENZO QUINN, AUTORE DELLE DUE MANI ENORMI CHE SPUNTANO DAL CANAL GRANDE

In questo periodo si è parlato molto delle mani giganti che spuntano dal Canal Grande, conoscete il suo autore?

La Biennale Arte 2017 l’ho trovata più interessante al di fuori dei confini dei Giardini e dell’Arsenale, ma questo ve l’ho già detto nel post in cui vi racconto la mia visita alla 57. Biennale di Venezia.
In quello stesso post vi ho consigliato di andare a Venezia e di immergervi in tutto quello che la città ha da offrire. Prendete il primo vaporetto che percorre il Canal Grande e quando vi troverete all’altezza del Ponte di Rialto vedrete apparire due mani giganti che sorreggono il palazzo di Ca’Sagredo.
Quelle mani sono un’opera d’arte dell’artista Lorenzo Quinn.

Si tratta di “Support”, una delle opere più ammirate in questo periodo a Venezia e la più fotografata.
Ho rivolto alcune domande proprio all’artista perché ci spiegasse il vero significato di queste mani. Ecco cosa mi ha detto.

Il significato delle mani di Lorenzo Quinn che sorreggono un palazzo veneziano

Lorenzo Quinn | intervista

Image source: Creative Boom.com

Caterina Art post Blog: Due mani enormi emergono dal Canal Grande e sorreggono un Palazzo. Che significato ha quest’opera?

Lorenzo Quinn: Volevo generare una istintiva e immediata consapevolezza dell’impatto dei cambiamenti climatici su luoghi fragili come la città di Venezia: abbiamo un palazzo storico, testimone della lunga storia di questa città, assediato dal flusso di marea e curato da queste due grandi mani che lo sostengono.
Mani giovani, di un ragazzino (il modello è stato mio figlio Anthony che ha undici anni) perché solo se noi e i nostri figli salviamo i luoghi che testimoniano il passato possiamo trasmettere questa eredità a chi verrà dopo di noi.

Allo stesso tempo, mi sono accorto mentre realizzavo l’opera che queste grandi mani potevano anche destare un senso di allarme, proprio perché sono giganti rispetto al Palazzo di Ca’ Sagredo; anche questo è un concetto che secondo me vale la pena trasmettere e cioè che l’uomo ormai è in grado di salvare ma anche distruggere il pianeta in cui vive e con esso se stesso e il suo passato.

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mani venezia | Lorenzo Quinn | Biennale

Caterina ApB: Le mani sono una caratteristica dei suoi lavori.
Da dove nasce questo interesse per questa parte precisa del corpo?

L. Q.: Ho sempre visto le mani come lo strumento più potente a disposizione dell’umanità: possono creare e distruggere, irradiare amore oppure odio. Per questo, le considero un vero e proprio simbolo delle potenzialità della nostra specie, che può salvare il mondo ma anche distruggerlo – e autodistruggersi con esso.
Sono anche affascinato dal fatto che il gesto di due mani, anche rappresentate da sole, è in grado di esprimere un numero pressoché infinito di concetti.

Dal punto di vista tecnico, sono stato da sempre attratto dalla sfida di riprodurre le mani umane, perché sono il nostro elemento anatomico più complesso da rappresentare, quindi ogni mia nuova idea e ogni mia nuova scultura è anche per me un nuovo traguardo tecnico da raggiungere.

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Lorenzo Quinn | biennale Venezia

Caterina. ApB: Lei è figlio di Antony Quinn ma sua madre era la costumista veneziana Jolanda Addolori.
Che rapporto ha con la città di Venezia?

L. Q.: Venezia per me è molto speciale. Mia madre è veneziana ed anche mia moglie.
Mi sono sposato per rito religioso a Venezia nel 1991 ed ho anche celebrato i miei 50 anni proprio a Ca’ Sagredo.
Sembra proprio che dei momenti cruciali della mia vita occorrono a Venezia.

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Lorenzo Quinn

Image source: via Facebook @lorenzoquinnesculturas

LINK
Il sito ufficiale di Lorenzo Quinn – https://www.lorenzoquinn.com

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4 pensieri su “Intervista a Lorenzo Quinn, autore della mani che spuntano dal Canal Grande

  1. Apprezzo le sculture di Lorenzo Quinn, ma ritengo le “mani” una banale trovata. I significati che si attribuiscono al predetto manufatto lasciano il tempo che trovano. Il destino di tali effimere opere è di finire al più presto nella discarica.
    F.to Cesare Cacciavillani Motta

    • Solo il tempo deciderà se questa opera sia effimera. Se sarà capace di dire qualcosa anche a chi osserverà le immagini di questo evento temporaneo tra 20, 30 40 anni allora è arte vera, se invece verrà dimenticata sarà una delle tante opere.
      Per il momento resta una delle opere che incuriosiscono di più i visitatori, molto più di tante altre opere che attualmente sono presenti in Biennale e realizzate dai cosiddetti “artisti di fama”. 😉

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