I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia

Mostra Babis Gauguin | Palazzo Roverella

I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia

LA MIA VISITA ALLA MOSTRA “I NABIS, GAUGUIN E LA PITTURA ITALIANA D’AVANGUARDIA” 

Mostra Palazzo Roverella. Questo caldo autunno con le sue giornate assolate fa apparire tutto più bello e mi fa sentire ancora un po’ in vacanza.
Rovigo e Palazzo Roverella non sfuggono a questa magica atmosfera e quando arrivo un venerdì mattina alla stazione del treno di Rovigo non posso fare a meno di aprire l’applicazione di Google Maps e raggiungere a piedi mostra I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia.

Più che a Rovigo mi sembra di passeggiare in una cittadina francese, che ha conservato i suoi palazzi Liberty e già mi preparo mentalmente ad immergermi in una mostra che mi incuriosisce, perché ha un titolo con un sapore di Francia, molto Gauguin e un profumo d’Italia.

In questo post vi racconto la mia visita alla mostra di Palazzo Roverella 😉

Palazzo Poverella | mostra Babis

Maurice Denis

Quando arrivo davanti a Palazzo Roverella non so esattamente che tipo di mostra aspettarmi!
Forse qualche grande capolavoro di Gauguin, oppure un percorso sui Nabis. Le mostre migliori di solito sono quelle che si vanno a vedere senza aspettative, perché ti sorprendono sicuramente.
A me capita sempre!

La mia visita alla mostra I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia

La mostra I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia è un viaggio di colori e di emozioni, le sale hanno colori intensi come il giallo, il blu, il verde, ma creano un percorso unico.
La mostra si ispira ad una frase di Paul Gauguin, che dichiara con forza: “Voglio una pittura che sia semplice, molto semplice”.
E la semplicità è il filo conduttore del percorso della mostra che parte dalla regione francese della Bretagna, dove Gauguin e il gruppo dei pittori Nabis mostrano che una pittura diversa dall’Impressionismo, per concludersi in Italia, dove un gruppo di giovani artisti vengono influenzati da questa ventata di novità.

I Nabis

Il viaggio parte proprio dai Nabis.
Ma i Nabis chi?
Il termine è ebraico, significa “profeti”, e definisce un gruppo di artisti nati tra il 1860 e il 1870, che rifiutano l’Impressionismo e si dichiarano discepoli di Gauguin.
LEGGI ANCHE: 
il significato della parola Impressionismo e l’importanza di questo movimento artistico.

La Bretagna è il luogo che li incanta per la semplicità, la stessa che questi artisti cercavano nella vita e nell’arte facendosi profeti di qualcosa di nuovo.
I Nabis creano delle vere e proprie comunità, la più importante a Pont-Aven, dove vivono alla ricerca di uno stile di vita più genuino, dove religione, misticismo e anche l’esoterismo si mescolano e diventano forza creativa.

Paul Gauguin

Gauguin arriva a Pont-Aven nel febbraio 1888.
Il suo passaggio è fondamentale perché offre l’opportunità al movimento di confrontarsi con un artista che già aveva iniziato un percorso di semplificazione delle forme e che aveva iniziato quel passaggio che lo porterà a far parte del gruppo degli artisti del post-Impressionismo.
Lo stile di Paul Gauguin sta tutto in una frase scritta a caratteri cubitali all’interno del percorso della mostra.

“Come vedete questi alberi?
Gialli, quindi metteteci del giallo, il giallo più bello della vostra tavolozza.
E quest’ombra? Decisamente blu, allora dipingetela con un colore oltremare puro.
E queste foglie?
Rosse, ebbene usate il vermiglio”

I Nabis e Gauguin non si sentono in dovere di rappresentare la realtà così come la vedono, ma di descrivere la semplicità essenziale della vita.
La loro caratteristica sono colori intensi, assenza dei dettagli, un’esplosione di emozioni.

La pittura italiana d’avanguardia

Questi stimoli innovativi si diffondono in tutta l’Europa e anche in Italia.
La seconda parte della mostra di Palazzo Roverella racconta proprio la stagione dell’arte italiana che tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento è stata influenzata proprio dai Nabis e da Gauguin.
Il gruppo veneziano di Ca’Pesaro con artisti che dopo l’esperienza fondamentale a Parigi e in Francia , trovano la loro Pont Aven nella laguna veneziana.
Il gruppo di Ca’ Pesaro si chiamava così perché questi artisti si riunivano ed esponevano nella Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, che ancora oggi si trova nel Palazzo di Ca’Pesaro che si affaccia sul Canal Grande.

La mostra si conclude con una sezione che è una rivelazione!
Opere di artisti e talenti incredibili, ovvero gli eredi dell’esperienza dei Nabis costituiscono i protagonisti del Sintetismo, dove la “semplicità”, diventa caratteristica di un filone della pittura del primo Novecento.
Perché andare a vedere questa mostra a Rovigo?
Perché quando uscirete vi sentirete più ricchi. Avrete visto opere che difficilmente ritroverete insieme e che sapranno raccontarvi la storia di un gruppo di pittori che hanno usato la tavolozza per descrivere un modo interiore fatto di emozioni universali.

Paul Gauguin | Donne di Tahiti

Paul Gauguin, Donne di Tahiti (191) – dettaglio)

Emile Bernard | Donne bretoni sulla spiaggia

Emile Bernard, Donne bretoni sulla spiaggia e covone di alghe (1888)  dettaglio

 

Oscar Ghiglia | Ugo Ojetti nello studio

Oscar Ghiglia, Ugo Ojetti nello studio (1908)

Paul Gauguin | donna bretone vista di schiena

Paul Gauguin, donna bretone vista di schiena (1886) – dettaglio

Palazzo Roverella

Rovigo, Palazzo Roverella

Oscar Ghiglia | la camicia bianca

Oscar Ghiglia, la camicia bianca (1909)

INFO
I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia
17 settembre – 14 gennaio 2017
Rovigo, Palazzo Roverella

LINK
www.palazzoroverella.com

 

 

 

 

 

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4 pensieri su “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia

    • Sono proprio le mostre che rischiano di passare inosservate quelle che sono più ricche di emozioni.
      Ci sono delle vere chicche in mostra, come ad esempio i dipinti di Marius Borgeaud, un pittore svizzero che non conoscevo e che ha realizzato opere di una semplicità e bellezza che ho visto solo in Rousseau 😉

    • Grazie Lara per le belle parole. E’ un mostra molto bella, di quelle che proprio non ti aspetti. Fatti trasportare dalle storie favolose che i dipinti esposti raccontano.
      C’è una bella foto che ritrae alcuni degli artisti italiani seduti al tavolo di un caffè. Quando la vedrai osservali e pensa che erano giovanissimi, anche se non sembra dal loro aspetto, e che avevano già vissuto tantissimo e che avevano “sete” di bellezza e tanta voglia di trasformare il mondo 🙂
      Anche per questo ho amato questa mostra.

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