Natura morta, Caravaggio e la Canestra di Frutta

Caravaggio | Canestra di Frutta

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NATURA MORTA, CARAVAGGIO E LA CANESTRA DI FRUTTA

Natura morta Caravaggio. La Canestra di Frutta di Caravaggio è considerata la prima natura morta italiana, un genere pittorico che esisteva già ed aveva una lunga tradizione alle spalle, di cui i maestri indiscussi erano stati i fiamminghi.

In Italia l’uso della natura morta era limitato a ornare e decorare, ma con Caravaggio diventa finalmente un soggetto completamente nuovo e rinnovato, cosa a cui l’artista non era nuovo dato che per tutta la vita non fece altro che realizzare capolavori che rinnovavano l’arte.

In questo post vi spiego perché.

Se ami Caravaggio non puoi perdere la mostra “Dentro Caravaggio” a Milano fino al 28 Febbraio 2018 e “L’eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio” dal 10 febbraio al 17 giugno 2018 a Forlì.

Caravaggio | Canestra di Frutta

Caravaggio con la Canestra di Frutta concede alla natura morta una dignità nuova, mettendola sullo stesso livello della pittura figurativa.
Non cerca una rappresentazione bella da vedere ma realizza un dipinto che è un’indagine sulla realtà, perché per Caravaggio dipingere significa fondamentalmente accettare la vita così com’è, senza abbellimenti e con tutte le sue imperfezioni.

Un’altra opera che rappresenta molto bene questo concetto è La Cena in Emmaus esposta alla Pinacoteca di Brera.

La Canestra di Frutta fu realizzata tra il 1594 e il 1598 a Roma e rientra nella prima produzione artistica del pittore.
Fu il cardinale Del Monte, protettore di Caravaggio, a commissionare l’opera per donarla al cardinale Federico Borromeo, che in quegli anni si trovava a Roma e oggi il dipinto è conservato presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

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Descrizione della Canestra di Frutta di Caravaggio

La Canestra di Frutta è appoggiata su un piano che non possiamo stabilire se sia un tavolo, una mensola o altro, inoltre lo sfondo è neutro e quindi per la prima volta la natura morta diventa la principale protagonista della rappresentazione.
I dettagli sono descritti perfettamente e anche la mela mangiata dal bruco, la foglia secca del fico o la polvere sugli acini d’uva meritano di essere ritratti sulla tela secondo Caravaggio.
C’è un’attenzione per i dettagli considerati superflui che mi ricorda un’altra opera di Caravaggio, la Crocifissione di San Pietro e lo sguardo terrorizzato del Santo che sta per essere crocifisso.

Ciò che rende questo dipinto un capolavoro di importanza fondamentale per l’arte sta tutto nel modo in cui l’artista elabora un nuovo modo di concepire la pittura e la natura morta.
Caravaggio rappresenta le cose come sono, per come le vede e senza filtri. Questo era il suo stile e anche in altre opere è evidente, come ad esempio la Morte della Vergine, a cui ho già dedicato un post.
C’è chi legge in questa rappresentazione la caducità della vita, una sorta di “memento mori” e di suggerimento a vivere ora perché il destino di ogni essere vivente è quello di morire.
Può darsi che sia così, ma io preferisco pensare che Caravaggio abbia osservato e dipinto, senza metterci troppa filosofia in quello che ha descritto.
E poi la grandezza dei grandi capolavori è proprio questa, la capacità di dare un significato nuovo ad ogni visitatore che osserva.
Che messaggio lascia a voi la Canestra di Frutta di Caravaggio?

 

 

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