Venere di Urbino: 5 cose da sapere

Venere Urbino | Tiziano Vecellio

VENERE DI URBINO: 5 COSE DA SAPERE SUL DIPINTO PIU’ SENSUALE DI TIZIANO VECELLIO

La Venere di Urbino è una delle opere più sensuali di Tiziano Vecellio (per vedere quali altri dipinti ha realizzato ti consiglio di guardare la galleria fotografica delle opere di Tiziano).
Fu uno dei dipinti più famosi del Cinquecento e infatti furono numerose le copie e le riproduzioni nel corso dei secoli successivi.

Ecco le 5 cose da sapere sulla Venere di Urbino di Tiziano.

 Venere Urbino | chi è

1. QUANDO TIZIANO DIPINGE LA VENERE DI URBINO

La Venere di Urbino fu acquistata presso la bottega veneziana di Tiziano Vecellio nel 1538 da Guidobaldo della Rovere, duca di Camerino.
Da tempo il rampollo dei duchi di Urbino sollecitava il suo agente a Venezia perché acquistasse il dipinto della “donna ingnuda”, chiedendo il denaro necessario all’acquisto alla madre Eleonora Gonzaga.

La madre di Guidobaldo riteneva il desiderio del figlio un capriccio e non intendeva sborsare un solo ducato e sul fatto che avrebbe pagato, per evitare che l’artista vendesse il dipinto ad altri acquirenti.

2. CHI E’ LA VENERE DI URBINO

Per dipingere la Venere di Urbino Tiziano si servì della stessa modella che appare nel ritratto della “Fanciulla in pelliccia” conservato a Vienna e della “Bella” di Palazzo Pitti.
L’identità della ragazza non è mai stata svelata ma in questo dipinto la dea dell’amore è sensuale e fissa chi osserva come a voler comunicare qualcosa.

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Tiziano Vecellio | Venere di Urbino

Tiziano Vecellio, Venere di Urbino (dettagli).

3. ANALISI DELLA VENERE DI URBINO

Tiziano nella Venere di Urbino sembra far riferimento all’importanza della dimensione erotica nel matrimonio, perchè agli elementi simbolici tipici della dea dell’amore (le rose nella mano destra, il vaso di mirto sul davanzale della finestra) c’è il cagnolino acciambellato sul letto e le ancelle che tirano fuori da una cassa nuziale delle vesti.

La scena è inserita in un ambiente familiare, l’interno di un palazzo signorile, e molti studiosi interpretano questo dipinto come una richiesta che Guidobaldo della Rovere rivolgeva alla giovane moglie Giulia Varano da Camerino, sposata per ragioni politiche quando questa aveva solo dieci anni ma che al momento dell’acquisto dell’opera era ormai adolescente.
Guidobaldo sperava in pratica di convincere la sua sposa a non rinunciare all’aspetto amoroso del loro matrimonio e allo stesso tempo le ricordava i suoi doveri coniugali.

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4. FORTUNA DELLA VENERE DI URBINO

Quando la Venere di Urbino finalmente arrivò a Urbino, per la gioia di Guidobaldo della Rovere, la fama di Tiziano crebbe a dismisura e ricevette l’incarico di realizzare altre opere con il medesimo soggetto.
Pare che Tiziano per realizzare la Venere di Urbino si sia ispirato alla “Venere dormiente” di Giorgione (del 1510) ma l’opera di Tiziano è citata nella posizione de “La grande odalisca” di Ingres,  (1814) e ha ispirato “Olympia” di Eduard Manet (1863).

5. DOVE VEDERE LA VENERE DI URBINO

Nel 1631 la Venere di Urbino arrivò a Firenze come dote di Vittoria della Rovere, moglie del granduca Ferdinando II e quindi passò agli Uffizi di Firenze nel 1694, dove ancora si trova esposta.

Venere Tiziano ispirazioni

Dall’alto: “Venere dormiente” di Giorgione (del 1510); “La grande odalisca” di Ingres (1814); “Olympia” di Eduard Manet (1863).

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