Andy Warhol dalla pubblicità alla Pop Art

Andy Warhol | Factory

Andy Warhol all’interno della Factory

ANDY WARHOL DALLA PUBBLICITÀ ALLA POP ART

Andrew Warhola, noto come Andy Warhol, è nato nel 1928 a Pittsburgh, ed è stato il più grande innovatore dell’arte nel Novecento passando dalla pubblicità alla Pop Art

L’intuizione che lo renderà celebre la prende a prestito dal linguaggio pubblicitario.
Egli ripete un’immagine più volte, in modo da farla entrare per sempre nella mente del pubblico, trasformando dei semplici oggetti d’uso comune oppure un personaggio famoso in un’opera d’arte.

Andy Warhol dalla pubblicità alla Pop Art

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Le opere di Simon Berger con i ritratti incisi nel vetro

img Simon Berger_photo credit Gallotti e Radice, Soloshow Unbreakable Identities, Milano Design Week 2022

LE OPERE DI SIMON BERGER CON I RITRATTI INCISI NEL VETRO

Le opere di Simon Berger con i ritratti incisi nel vetro sfidano le modalità della percezione e la materia stessa.
Si tratta di opere in cui il vetro è messo alla prova per liberare tutto il suo potenziale e trasformare la superficie liscia della lastra di vetro in un’intricata rete di crepe e fratture che ricreano il volto umano.

Simon Berger usa il martello, uno strumento che non dovrebbe avvicinarsi a un materiale fragile come il vetro ma che, nelle mani dell’artista non è uno strumento ma un amplificatore di effetti. Basta dare un’occhiata ai Reel di @simonbergerart, il suo profilo Instagram, per rendersi conto di quanto sia stupefacente la sua tecnica!

Le opere di Simon Berger

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Primi passi di Canaletto, pittore di vedute

Canaletto | Piazza San Marco

Canaletto, Piazza San Marco (1723 circa, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza)

PRIMI PASSI DI CANALETTO, PITTORE DI VEDUTE

I primi passi di Canaletto, pittore di vedute sono legate a un soggiorno a Roma tra il 1719 e il 1720 quando, al seguito del padre Bernando Canal, uno scenografo teatrale veneziano, Bernando Canal, conobbe probabilmente l’artista di vedute Gaspare Vanvitelli.

Sappiamo già come dipingeva Canaletto, ma in un recente saggio Charles Beddington ha sottolineato come l’esempio di Vanvitelli sia stata certamente l’ispirazione decisiva per intraprendere una carriera da vedutista, perseguita dal l’artista veneziano in modo del tutto originale.

Canaletto pittore di vedute

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Annibale Carracci e gli affreschi della cappella Herrera

img Cappella Herrera Ricostruzione Foto AlbertoNovelli

ANNIBALE CARRACCI E GLI AFFRESCHI DELLA CAPPELLA HERRERA

Annibale Carracci e gli affreschi della Cappella Herrera sono stati considerati per molto tempo uno dei punti più alti dell’arte del Seicento a Roma.
Tra il XV e il XVIII secolo la chiesa di San Giacomo degli Spagnoli in Piazza Navona fu uno dei luoghi più rappresentativi per la nazione spagnola nella città eterna.

Nel 1602 il banchiere castigliano Juan Enríquez de Herrera (1539-1610 circa), un protagonista della finanza internazionale del tempo, fece costruire nella chiesa la cappella di famiglia, affidandone la decorazione ad Annibale Carracci.
Nasce così l’ultimo grande capolavoro del maestro e una sfida per gli storici dell’arte perchè fu portato a termine dalla sua bottega, costituita dai migliori artisti attivi nella Roma del Seicento.

Annibale Carracci e gli affreschi della cappella Herrera

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Boldini e il mito della Belle Époque

Giovanni Boldini | Ragazza sdraiata con abito scozzese

Giovanni Boldini, Ragazza sdraiata con abito scozzese, 1891 c.a. Olio su tavola, 23,3×26,7 cm Collezione privata. Courtesy Gallerie Enrico

BOLDINI E IL MITO DELLA BELLE ÉPOQUE

Giovanni Boldini e la Belle Époque, i salotti, le nobildonne e la moda sono gli elementi di un pezzo della storia dell’arte e insieme del costume e della moda.
Osservando le opere di Boldini, infatti, si viene catapultati in un mondo fatto di letteratura e moda, musica e lusso, arte e bistrot.

Ecco chi era, davvero, Boldini: un ragazzo della provincia padana venuto dal basso, finito nei salotti dell’alta società, nel cuore pulsante della civiltà e di un’epoca che lo avrebbe consacrato quale uno dei suoi più iconici protagonisti.

Boldini e il mito della Belle Époque

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