Mario Gatto e Puccini: l’abbraccio di due artisti fra i secoli

Mario Gatto | Come il grano

Mario Gatto, Come il grano

MARIO GATTO E PUCCINI: L’ABBRACCIO DI DUE ARTISTI FRA I SECOLI

Poche cose scuotono come un’opera d’arte e ancora meno ti mettono in difficoltà propriamente allo stesso modo: al giorno d’oggi misurarsi con il lavoro di un artista è quasi come misurarsi con quello che Mallarmè definiva il dramma della pagina bianca. Disorienta, spiazza … ma emoziona.

L’esposizione dei lavori di Mario Gatto presso la galleria Arte Spazio Tempo in Campo del Ghetto Nuovo a Venezia è un perfetto esempio di come il visitatore contemporaneo approcci l’arte: si avvicina circospetto, incuriosito ma anche intimidito, entra in punta di piedi, come se “NessunDorma sia un monito e non un semplice titolo, esamina ogni quadro con uno sguardo leggermente interrogativo teso a cercarne i significati nascosti e si muove con passo felpato, attento a non perdere nessun dettaglio di una storia che l’artista ha sapientemente saputo intrecciare senza pretendere comprensione.

Mario Gatto | NessunDorma

Mario Gatto, NessunDorma

Questa è la preziosità di ciò che ci si presenta davanti: ognuno di noi può vederci la propria verità.

Entrare in galleria al cospetto delle note di colore di Mario Gatto è assimilabile a quando si entra a teatro a ridosso dell’inizio dello spettacolo: si ha una sensazione di quiescenza, di silenzio, di aspettativa che solo chi sta per assistere ad una messinscena può provare.

Subito gli occhi corrono al quadro in fondo alla sala, “Spazio metafisico, e la sensazione è ulteriormente amplificata: quella piazza vuota, nelle sue severe geometrie delineate dall’acrilico, non può che rimandare ai lavori di De Chirico e lasciare ai visitatori il respiro necessario per spaziare liberamente nella mostra. Ognuno può infatti vedere in questa assenza di protagonisti ciò che gli è più necessario per proseguire la visita: chi ci vede il vuoto creato da chi sta cercando disperatamente il nome di Calaf prima dell’alba, chi ci vede un semplice omaggio al maestro della Metafisica, chi invece ne vuole solo apprezzare le rigorose linee disegnate e l’increspatura della tempera “quasi fosse un’intenzionale imperfezione”.

“Spazio metafisico lascia a noi il tempo necessario per acclimatarci trai dipinti di Mario Gatto e curiosare, agganciati da questa libertà visiva, nel fondo dell’ambiente, dove ci attendono invece opere completamente diverse.

Mario Gatto | Spazio metafisico

Mario Gatto, Spazio metafisico

Ecco che qui i modelli di Gatto passano da De Chirico a Kandinskij, Mirò, forse Dalì … da una solida geometria che imbriglia lo spazio e trasmette quella limpidezza necessaria ad abbracciare la produzione dell’artista ecco che ci prepara alle esplosioni di colori, ai riverberi di luce, a note tonali che da semplici acrilici si trasformano in forme, sagome e figure che invadono le tavole e le fanno proprie. Quali le interpretazioni qui? Chi ci ha visto la ricerca frenetica del nome del principe, ecco dove erano sparite le figure della piazza metafisica, sono tutte concentrate in questi villaggi fittizi, quasi incollati allo sfondo come in un collage mentre gli occhi di “Sguardi divisi”, quelli della principessa, scrutano l’andirivieni dei suoi servitori; altri ci hanno invece visto una ripresa dei Carnevali di Mirò e forse un assaggio di ciò che la produzione di Mario Gatto possa offrire se la creatività non viene razionalizzata dalla materia.

Ritornando sui nostri passi lo sguardo si posa sull’opera principale, “NessunDorma, che dona il nome all’intera mostra, e che, nella sua malinconia, stempera quell’entusiasmo che aveva invece dominato lo spazio precedente preparandoci per il prossimo ambiente, e poi in “Fiori d’asfalto, l’opera probabilmente meno compresa, in posizione quasi defilata rispetto al resto della mostra ma che invece ha un enorme potenziale per il semplice fatto di essere posta in dialettica con la tastiera di “NessunDorma“, le viti, l’acciaio corten, lo specchio utilizzati sembrano quasi emulare, come a voler rappresentare una tastiera futurista che suoni per tutti i visitatori le melodie di Puccini per accompagnarli nel percorso dell’esposizione.

Mario Gatto | Fiori d'asfalto

Mario Gatto, Fiori d’asfalto

E poi, dopo un ultimo richiamo alle geometrie in “Verso il cielo, un paesaggio sterile ma estremamente coerente con le sagome dell’ambiente in fondo alla galleria, eccoci pronti ad accogliere un nuovo nucleo di opere pittoriche in un continuo riverbero di colore: tra le più popolari “Paesaggio interiore e “Spensieratezza, due opere connotate da una tinta densa, viscosa quasi come fossero state dipinte a suon di spugna sulla superficie della tavola in un momento di intensa gioia, sentimento che travalica anche le geometrie effervescenti dei quadri precedenti e si stacca dal filone narrativo della Turandot prediligendo invece un’intensa joie de vivre. Come lo stesso Mario Gatto dice sono queste le opere che “vedo e sento dentro in questo momento”.

Al termine del viaggio giungiamo nel centro di dipinti caldi, terrosi, avvolgenti … l’abbraccio finale dei due artisti, Mario Gatto e Puccini, che dopo averci fatto provare un turbinio di emozioni colorate ci salutano così: ecco che la pioggia di luce in “Esplosione solare e i fasci di “Incontri sono il perfetto nesso alle geometrie iniziali, stavolta non più fredde e meccaniche, ma calde e familiari, un calore che si raffredda lentamente volgendoci verso l’uscita, verso i “Senza titolo, verso le nebulose di grigi, marroni e neri che ci accompagnano verso l’uscita.

Abbiamo assorbito sensazioni e stimoli, fino al saluto affettuoso finale dell’artista … la mostra in cui eravamo entrati di soppiatto ci ha permesso un incontro con l’artista o noi stessi? La musica nel cuore ci accompagna in Ghetto a Venezia con un sussurro: “NessunDorma.

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA

NessunDorma
A cura di Lisa Balasso e Giulia Bacianini
Dal 5 al 30 settembre 2021
Galleria Arte Spazio Tempo a Venezia campo del Ghetto.

Mostra organizzata da ArteDesignVenezia.org e supportata da Synthesis Arredamenti

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