L’amore di Swatch per l’arte: intervista a Carlo Giordanetti

Carlo Giordanetti | Swatch

L’AMORE DI SWATCH PER L’ARTE: INTERVISTA A CARLO GIORDANETTI

Cosa spinge un brand come Swatch a collaborare con tanti artisti e creare una residenza per artisti a Shanghai?
Ho provato a rispondere a questa domanda quando ho partecipato alla giornata conclusiva di “SuperaMenti. Pratiche artistiche per un nuovo presente”, il progetto ideato dalla Collezione Peggy Guggenheim insieme a Swatch Art Peace Hotel.
In quell’occasione ho conosciuto e intervistato Stefano Ogliari Badessi, in arte S.O.B., che qualche anno fa era stato selezionato per una residenza d’artista presso lo Swatch Art Peace Hotel e che mi ha raccontato della sua collaborazione con Swatch.

Quel giorno c’era anche Carlo Giordanetti, CEO di Swatch Art Peace Hotel, e mi è venuto naturale avvicinarlo per fargli qualche domanda sul legame tra Swatch, l’arte e gli artisti. Ecco cosa mi ha detto.

Intervista a Carlo Giordanetti, CEO di Swatch Art Peace Hotel

Stefano Ogliari Badessi | Karole Vail | Carlo Giordanetti

Stefano Ogliari Badessi, S.O.B., Karole Vail direttrice della Collezione Peggy Guggenheim, Carlo Giordanetti CEO Swatch Art Peace Hotel. Photo_MatteoDeFina

Caterina Stringhetta: Prima di incontrarci ho dato un’occhiata al tuo profilo Instagram e c’è molta arte. Quanto è importante l’arte nella tua vita personale e professionale?

Carlo Giordanetti: Nella mia vita l’arte è importantissima e ho una passione per diverse forme d’arte. Amo molto le arti visive ma anche l’Opera e il teatro.
Sono convinto che l’amore per l’arte sia come un elemento del nostro DNA e sia parte di me da sempre. Ho però avuto anche una famiglia che mi ha incoraggiato ad essere curioso rispetto all’arte e quindi ho coltivato negli anni questa mia passione innata.
La fortuna poi di lavorare per Swatch mi ha concesso l’opportunità di occuparmi degli artisti contemporanei e relazionarmi con loro.

Caterina Stringhetta: Come nasce un progetto tra Swatch e un artista? Quando scatta il colpo di fulmine che porta a un progetto concreto?

Carlo Giordanetti: Il primo approccio tra Swatch e l’artista è puramente estetico. Per quanto riguarda i progetti che seguo personalmente deve nascere una sintonia che permette di individuare quell’elemento o quella visione che possa entrare in azione con i valori estetici, e non solo, di Swatch.

Caterina Stringhetta: Swatch è un mecenate dei tempi moderni?

Carlo Giordanetti: Assolutamente sì. Sin dai tempi di Keith Haring Swatch ha sempre collaborato e sostenuto gli artisti celebri e i nuovi talenti, affrontando argomenti leggeri ma anche temi più profondi.
Il destino poi ha voluto che si concretizzasse la fantastica opportunità di creare lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, di cui mi occupo direttamente. Si tratta del coronamento di un sogno per me perchè, con la residenza per artisti di Shanghai, Swatch va ben al di là del prodotto e incoraggia la ricerca artistica pura.

Swatch è un mecenate che concede all’artista l’opportunità di prendersi il proprio spazio ed è anche un committente molto generoso perchè, anche quando dobbiamo realizzare un prodotto, lasciamo all’artista piena autonomia. Questa libertà si traduce in progetti artistici che diventano concreti e questo permette anche a noi, marchio svizzero, di trasgredire e di affrontare temi non convenzionali. Come quando Swatch, in collaborazione con David LaChapelle, ha creato “Time Tranny” l’orologio con il volto della modella transgender Amanda Lepore.

Caterina Stringhetta: Quali sono i progetti per il futuro per Swatch? C’è un artista con cui state collaborando per realizzare un progetto particolare in questo momento?

Carlo Giordanetti: In questo momento c’è un artista presso Swatch Art Peace Hotel che sta lavorando con un materiale innovativo che è in grado, interagendo con l’atmosfera, di rompere le molecole inquinanti.
L’artista sta usando questo materiale per le sue creazioni ma in Swatch stiamo cercando di capire se la creatività, nell’utilizzare questo materiale, si può tradurre anche in un nuovo tipo di Swatch.

I partecipanti al workshop "Superamenti" di Swatch in collaborazione con la Collezione Guggenheim di Venezia. Photo_MatteoDeFina

I partecipanti al workshop “Superamenti” di Swatch in collaborazione con la Collezione Guggenheim di Venezia. Photo_MatteoDeFina

swatch | moma

Tornando alla domanda con cui ho iniziato a scrivere questo post, direi che l‘amore di Swatch per l’arte è parte del suo Dna e si traduce in sostegno degli artisti contemporanei ma si trasforma anche passione smisurata per tutte le forme d’arte, collaborando con le maggiori istituzioni culturali del mondo.

Non solo Swatch ha collaborato con la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia per la realizzazione del progetto di “SuperaMenti. Pratiche artistiche per un nuovo presente”, ma nel marzo 2021 ha annunciato anche il lancio di sei modelli in edizione speciale con il MoMA di New York. Sei orologi unici, ispirati alle opere della collezione MoMA, che includono opere di Vincent van Gogh, di Gustav Klimt, di Henri Rousseau, di Piet Mondrian, di Tadanori Yokoo.

L’intera collezione l’ho pubblicata in un post sul mio profilo Instragram (dagli un’occhiata e fammi sapere quale orologio preferisci) Gli orologi sono disponibili nei negozi Swatch di tutto il mondo, sul sito swatch.com, nei MoMA Design Store globali e sulla pagina store.moma.org.

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