Venere di Botticelli: La Nascita di Venere e la musa di Botticelli

Venere Botticelli

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VENERE DI BOTTICELLI: LA NASCITA DI VENERE E LA MUSA DI BOTTICELLI 

Venere Botticelli. L’ultima volta che visitato Firenze ho dedicato il mio tempo ai grandi capolavori e chi mi ha seguita su Instagram ha visto quali sono stati i luoghi che ho visitato e quali opere ho ammirato.
Il giorno in cui sicuramente mi sono emozionata di più è stato quando ho visto gli Uffizi e i suoi capolavori.
In realtà era la seconda volta che entravo in questo museo straordinario e non mi sono persa neppure una delle opere più importanti degli Uffizi e tra quelle che desideravo rivedere di più c’era la Nascita di Venere di Sandro Botticelli.

La Venere di Botticelli  è una delle opere più belle che siano mai state realizzate secondo me.
Ma vi siete mai chiesti se sia esistita veramente quella donna che Botticelli dipinge come Venere?
In questo post vi svelo chi è la modella a cui Botticelli si è ispirato per rappresentare la dea della bellezza.

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Sandro Botticelli è l’artista fiorentino che nel Rinascimento ha saputo più di altri creare immagini suggestive e di rappresentare l’ideale di bellezza nelle delicate forme femminili.
Nella Nascita di Venere la dea della bellezza appare, dopo essere appena nata dalla spuma del mare, sull’isola di Cipro come veniva raccontato dai testi antichi.

Con questo dipinto Botticelli realizza una grande allegoria profana dove ogni dettaglio è realizzato con precisione ed è collocato con un significato preciso e in cui tutto s’ispira alle proporzioni ideali dell’arte classica greca e romana, ma che sarà un punto di riferimento per le generazioni di artisti che verranno dopo di lui (tra questi Jean-Auguste-Dominique Ingres per il dipinto La Sorgente).

La musa di Botticelli

Sembra che la Venere di Botticelli sia stata commissionata dal fratello minore di Lorenzo de’Medici, e pare che la modella per rappresentare Venere sia Simonetta Cattaneo Vespucci, ritenuta una delle donne più belle di Firenze.
Simonetta morì nel 1476, a soli 23 anni, e Botticelli completò la Nascita di Venere nove anni dopo mantenendo vivo il ricordo di questa ragazza che forse per lui era qualcosa di più che una musa, forse era innamorato di lei come lo era il fratello di Lorenzo il Magnifico e come lo era, prima di loro, il marito Marco Vespucci.

Quel che è certo è che Simonetta era considerata la donna più affascinante di Firenze ed è rimasta nella storia perché sia Botticelli che Domenico Ghirlandaio e anche Piero di Cosimo l’hanno immortalata nelle loro opere con i suoi capelli biondi e i lineamenti delicati.
Nella Nascita di Venere Simonetta è la dea che rappresenta l’ideale di bellezza femminile intesa come purezza e nobiltà d’animo.
Quest’opera quindi sarebbe un’allegoria dell’amore.

Botticelli in realtà non la dimenticò mai e prima di morire (nel 1510) chiese di essere sepolto accanto a Simonetta e ancora oggi potete trovarli vicini nella chiesa di Ognissanti a Firenze.
Io sono andata a trovarli e sono ancora l’uno accanto all’altra.

LEGGI ANCHE: Cosa fare a Firenze: itinerario per il vostro primo weekend a Firenze.

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Consigli per la visita

Per vedere la Venere di Botticelli dovete entrare agli Uffizi.
Consiglio di prenotare i biglietti per evitare la fila all’ingresso.
Basta collegarsi al sito ufficiale (attenzione ai tanti siti non ufficiali che ci sono sul web!) per la vendita dei biglietti : https://www.b-ticket.com/b-ticket/uffizi/info_venue.aspx

Io però non sono riuscita a fare la prenotazione on-line perchè sembrava non ci fossero biglietti.
Ho chiamato il call center e ho prenotato facilmente nel giorno e fascia oraria che volevo (i biglietti li ho pagati direttamente in biglietteria).
Call center di Firenze Musei al numero 0039-055-294883 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30.

 

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One thought on “Venere di Botticelli: La Nascita di Venere e la musa di Botticelli

  1. “The Beauty comes, and had I tongues of fire,
    So many songs did Beauty e’er inspire,
    Who sees her, of his wits is dispossessed,
    And who possessed her was too highly blessed…”

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