Gadget, musei e l’importanza di comunicare con il visitatore

GADGET, MUSEI E L’IMPORTANZA DI PENSARE ALLA COMUNICAZIONE MUSEALE IN MODO NUOVO

Gadget, musei e comunicazione. Che relazione hanno queste tre parole messe insieme?
Prima di rispondere a questa domanda ti voglio raccontare cosa mi è successo quando mi hanno chiesto: come dovrebbe comunicare un museo oggi?
Un giorno mi hanno fatto questa domanda a cui io ho risposto parlando di social e di come un museo oggi abbia molti strumenti nuovi per comunicare velocemente con tanti tipi di visitatore.
Il giorno dopo sono entrata in un museo e quando sono arrivata al bookshop non ho trovato neppure una matita con il logo del museo. In quel momento ho ripensato alla domanda che mi era stata fatta il giorno precedente e al fatto che una buona comunicazione museale è fatta anche di gadget e non solo di post da pubblicare sui social.

Un buon museo, che si preoccupa di comunicare in modo efficace, si riconosce anche dagli oggetti in vendita al bookshop.
In questo post trovi i tre motivi per cui i gadget nei musei possono migliorare la comunicazione museale.

Gadget musei e il piacere di portarsi a casa un pezzo di museo

Una bella visita al museo termina sempre nel bookshop, in quell’ultima sala che in tutti i musei del mondo non manca mai, dove non trovi solo libri e che, nel mio caso, può aumentare l’entusiasmo per il museo appena visitato oppure spegnere ogni desiderio di portarmi a casa un gadget.

Un buon museo si riconosce anche dal suo bookshop.
Ciò che rende l’esperienza del visitatore indimenticabile non è solo la pianificazione della visita, la prenotazione dei biglietti, le visite guidate, l’offerta didattica per i bambini e i ragazzi, la qualità del percorso espositivo. Anche il bookshop fa parte della visita e se i gadget dei musei sono poco attraenti oppure sono acquistabili ovunque, ovvero in un qualsiasi negozio di souvenir nei dintorni del museo, ecco che la magia della visita si spegne.

GADGET MUSEI DA COLLEZIONARE

Io appartengo a quella categoria di visitatori che acquisterebbe solo una tipologia di gadget nei musei, ovvero quei piccoli quaderni con il logo del museo per costruire, nel tempo, una collezione che mi ricordi tutti i musei che ho visto ma anche le mostre che in quello stesso museo ho visitato.

Ogni museo dovrebbe riservare una sezione del bookshop ai gadget museali personalizzati, ovvero una linea di quaderni, penne e oggetti che riportino il nome oppure il logo del museo oppure l’immagine di un’opera.
In questo modo il museo può realizzare non solo una serie di gadget personalizzati unici ma anche delle edizioni limitate legate a una mostra.

Se fosse così in tutti i musei che visito, potrei completare facilmente la mia collezione di quaderni, con tutte le tipologie legate non solo a una collezione permanente ma anche agli eventi. Perché un museo bello io lo visito con piacere più volte se è capace di darmi sempre un buon motivo per tornare.

Il bookshop è parte integrante della visita e se da un lato il museo è così bravo a creare mostre ed eventi e dare sempre un ottimo motivo per tornare a vedere le opere esposte, dall’altro lo spazio dedicato ai gadget deve essere sempre in grado di sorprendere sempre i visitatori con qualche novità.

GADGET MUSEI DA REGALARE

L’ultima volta che hai visitato un museo hai acquistato un gadget per te oppure un amico?
Nella maggior parte dei casi io faccio entrambe le cose, un acquisto è per me e uno è destinato a diventare un regalo per un amico oppure per le mie figlie.

Ogni museo dovrebbe pensare a tutti i tipi di visitatori quando decide di creare gli oggetti per il bookshop. Infatti, ci sono i visitatori ma anche coloro che il museo non l’hanno ancora visto ma che, magari attratti da un regalo proveniente proprio dal suo bookshop, diventeranno i visitatori di domani.
Un regalo, inoltre, dovrebbe essere unico e originale.

Cosa c’è di più bello di un regalo che può provenire solo dal bookshop di un museo e non acquistabile in un negozio qualsiasi?
Da questo punto di vista lo shop del MoMA di New York vende da anni oggetti unici e addirittura di design, che possono essere acquistabili anche online, ma che sono esclusivamente creati per il museo.
Ecco allora che il regalo diventa memorabile nel caso in cui a riceverlo sia un bambino ma anche se a riceverlo è un amico, un parente oppure un collega.
Significa che proprio nel giorno in cui hai visitato quel museo tu hai pensato a quell’amico, dando al regalo un significato più profondo.

GADGET MUSEI COME SOUVENIR

Poche persone al mondo possono permettersi di acquistare un capolavoro di Picasso oppure una scultura barocca, ma tutti possono comprare una cartolina oppure la stampa di un grande capolavoro.

I gadget dei musei sono come souvenir, che prolungano il piacere della visita e, se è stata un’esperienza bella, l’oggetto sarà acquistato con attenzione, magari pensando di usarlo tutti i giorni come un ricordo a cui pensare durante la giornata.

Ecco allora che la tazza da colazione, con rappresentato il dettaglio di un capolavoro visto in un museo, può rendere migliore l’inizio di una giornata, oppure la borsa di tela con un dettaglio d’arte può trasformare le commissioni quotidiane in un momento quasi poetico.
Ho anche scritto un post a proposito della Tazze da colazione originali per chi ama l’arte e che molti musei già presentano nei loro bookshop.

La visita a un museo non termina nel momento in cui si esce dall’edificio, ma continua anche nei giorni e nei mesi successivi perché certamente ci sono opere che hanno lasciato il segno in ogni visitatore, che vorrà cercare altre informazioni e collegamenti, magari legami con altri musei, chiese e palazzi della stessa città in cui il museo si trova.
Gadget, musei e comunicazione fanno parte di quel grande lavoro di valorizzazione e diffusione dell’arte e della conoscenza.

All’inizio di questo post ti avevo invitato a riflettere sulla relazione stretta che esiste tra le parole Gadget, musei e comunicazione.
Si tratta di un legame fondamentale, che ogni museo dovrebbe tenere in considerazione quando costruisce una strategia di comunicazione.
Nessun museo dovrebbe sottovalutare l’importanza dei gadget museali perché costituiscono un elemento importante per diffondere la conoscenza delle opere custodite e delle attività che il museo realizza per valorizzarle.

A proposito di arte e comunicazione, ho intervistato la direttrice del museo Thyssen-Bornemisza di Madrid che mi ha raccontato alcune cose interessanti su come un museo dovrebbe programmare il suo modo di comunicare e come dovrebbe usare i social.
LEGGI ANCHE – Arte e comunicazione: la parola al Museo Thyssen-Bornemisza

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