GLASSTRESS. WHITE LIGHT / WHITE HEAT

In the past days i saw in Venice an amazing exibition.
It’s Glasstress. White Light / White Heat, a huge event beside the 55th Biennale in Venice, that involves artists from all over the world and it fascinates spectators with his extraordinary glass art works. Adriano Berengo, founder of the Berengo Studio and editor of the exposure with James Putnam, brings together 65 internationally known artists. Many of them utilezes glass, that is ductile and bright, for the first time, and they creates precious art-works. What they have realuxed is simply awesome. Rod Arad presents the masterpiece “Last Train”, to which is dedicated a whole room. It’s composed of a mechanic arm with a hand that wears a ring with a huge diamond and together they move creating drawings, cutting on the glass. But this is just one of the breath-taking marterpieces, in the exhibition, that hyonotizes me, also because they come from glass, born from fire, that from fluid comes to be solid, with a immense variaty of sapces, colours, transparencies and reflexes. The exhibition takes place in 3 areas: Palazzo Cavalli – Franchetti / Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arte (Campo S. Stefano), the Berengo Centre for Contemporary Art and Glass (Murano), the Grande Confraternita of San Teodoro School (San Marco).
Nei giorni scorsi ho visto a Venezia una mostra meravigliosa.
Si tratta di Glasstress. White Light / White Heat, un grande evento collaterale alla 55° Biennale di Venezia, che coinvolge artisti provenienti da tutto il mondo e affascina con straordinarie opere in vetro. Adriano Berengo, fondatore di Berengo Studio e curatore della mostra insieme a James Putnam, ha riunito nella propria fornace 65 artisti di fama internazionale. Molti di loro si sono confrontati per la prima volta con il vetro, materiale duttile e luminoso, e ne sono nate opere di grande valore artistico e comunicativo. Ciò che hanno realizzato è semplicemente straordinario.
Ron Arad presenta l’opera Last Train, cui è dedicata un’intera stanza. Si tratta di un braccio meccanico con una mano che indossa un anello con un grande diamante e insieme si muovono creando dei disegni, incisi su lastre di vetro. Il progetto si avvale della collaborazione di artisti internazionali che, lavorando in streaming sul loro I-PAD collegato al macchinario, riproducono i propri disegni sul vetro. Ma si tratta solo di una delle tante opere spettacolari della mostra, che mi ha incantata anche perché nascono da un materiale come il vetro nato dalla forza del fuoco e che da materia fluida diventa solido, con una varietà illimitata di superfici, colori, trasparenze e riflessi. L’esposizione è ambientata in tre sedi: Palazzo Cavalli – Franchetti / Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti (Campo S. Stefano), il Berengo Centre for Contemporary Art and Glass (Murano), la Scuola Grande Confraternita di San Teodoro (San Marco).

GLASSTRESS: White Heat / White Light – project overview from Cultureshock Media on Vimeo.



Ilya and Emilia Kabakov, The Eternal Emigrant, 2013, vetro, cm 51x35x2



Jaume Plensa, Blake in Venice, 2013, vetro di Murano e acciaio inox, dimensioni variabili_3



Zak Ovè, Time Tunnel, 2013, vetro, acciaio e ottone, dimensioni variabili
  



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