Mattia Preti a Roma dopo Caravaggio

Mattia Preti | Sofonisba | mostre Roma

Mattia Preti “Sofonisba” – Cosenza, Galleria Nazionale di Palazzo Arnone.

Ciao a tutti, manca pochissimo ormai ai primi due eventi di The ART post Blog per incontrarci e ammirare insieme alcuni dei capolavori conservati nelle città di Milano e Roma.
Vi confesso che sono un po’ emozionata e quando scopro che ci sono delle belle mostre da vedere nei giorni in ciò ci incontreremo, mi viene voglia di metterle in agenda tutte 🙂

Come ad esempio la mostra presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini, che ospita per la prima volta a Roma un’esposizione dedicata alla figura e all’opera di Mattia Preti, uno dei maggiori esponenti dell’arte italiana del Seicento.
L’intento della mostra è quello di approfondire un aspetto ancora poco chiarito della vicenda artistica del pittore: la sua formazione nella Roma papale dopo la morte di Caravaggio.
Perfetto per la nostra passeggiata alla scoperta proprio de “L’altro Michelangelo …. Merisi da Caravaggio“.

Mattia Preti | Soldato | mostre Roma

Mattia Preti “Soldato” – Rende, Museo Civico.

Un artista nella Roma dopo Caravaggio

Ventidue capolavori, provenienti da prestigiose istituzioni europee e italiane, permettono di ripercorrere le tappe iniziali della carriera di Mattia Preti dal suo arrivo a Roma fino al 1649, anno che prelude alla piena affermazione pubblica dell’artista e alle grandi decorazioni dei primi anni Cinquanta del Seicento.
Mattia Preti si trasferirà poi a Napoli nel 1653 e infine a Malta nel 1661, dove morirà nel 1699.

Tra le opere esposte sono presenti alcuni interessanti inediti e veri capolavori della produzione giovanile dell’artista, divisa tra committenze private e prime affermazioni pubbliche: il Soldato del Museo Civico di Rende, il Sinite Parvulos e il Tributo della moneta di Brera, per la prima volta messi a confronto con il Tributo della Galleria Corsini, la Negazione di Pietro di Carcassonne, la Fuga da Troia di Palazzo Barberini, ma anche il Miracolo di San Pantaleo, probabilmente la sua prima committenza pubblica romana.
Una sezione della mostra, inoltre, è dedicata al complesso rapporto con il fratello Gregorio, pittore anch’egli, con cui Mattia Preti collaborò direttamente.

Il percorso espositivo è volutamente incentrato sul confronto con le opere presenti nell’allestimento storico della Galleria Corsini realizzate dai pittori ai quali Mattia Preti si ispirò, dando vita a un ricco e articolato dialogo: dal San Giovannino di Caravaggio, al Trionfo d’Amore di Poussin, dall’Erodiade di Vouet alla Salomé di Guido Reni, dal Presepe e l’Ecce homo di Guercino.

La mostra è ideata da Vittorio Sgarbi e Giorgio Leone, attuale direttore della Galleria Corsini.
Come si fa ad andare a vedere insieme i capolavori di Caravaggio come la Vocazione dei San Matteo nella Chiesa di San Luigi dei Francesi e la Crocifissione di San Pietro nella Chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma e poi non andare a vedere questa mostra?
Vi “abbuffate” anche voi come me di tutte le mostre possibili?

Mattia Preti | Pindaro | mostre Roma

Mattia Preti “Pindaro” – collezione privata.

INFO
MATTIA PRETI: un giovane nella Roma dopo Caravaggio
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini
28 ottobre 2015 -18 gennaio 2016

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