Affordable Art Fair Milano e l’arte contemporanea ai tempi dei social

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AFFORDABLE ART FAIR E L’ARTE CONTEMPORANEA AI TEMPI DEI SOCIAL: L’INTERVISTA

La filosofia di Affordable Art Fair è semplice: rendere l’arte accessibile a tutti perché chiunque può diventare un collezionista.
Dopo l’intervista per capire che rapporto c’è tra arte e comunicazione secondo il museo Thyssen- Bornemizsa di Madrid, continuano gli appuntamenti dedicati alla comunicazione dell’arte ai tempi dei social.

In questo post pubblico l’intervista a chi sta dietro le quinte di Affordable Art Fair Milano. La direttrice Manuela Porcu e la fair manager Laura Gabellotto.
Mi hanno raccontato di come usano i social e di come comunicano un evento globale sul territorio nazionale.

Affordable Art Fair e l’arte contemporanea ai tempi dei social

Come si comunica l’arte contemporanea in questi tempi in cui il flusso delle informazioni è incessante?
Come i professionisti del settore stanno usando i social?

Alcune indicazioni già le hanno riferite al mio blog galleristi importanti come Tiziano Todi della Galleria Vittoria e Stefano Contini della Galleria Contini. 
Ora è venuto il momento di Affordable Art Fair Italia, la fiera londinese che da molti anni ormai è approdata anche in Italia e si rivolge ai nuovi collezionisti e a chi vorrebbe diventarlo.

La filosofia di Affordable Art Fair è quella di rendere l’arte accessibile a tutte le tasche e di far conoscere nuovi artisti emergenti.
Ecco cosa mi hanno raccontato sul loro modo di comunicare.

Caterina Stringhetta: Quando è iniziata l’avventura italiana di Affordable Art Fair in Italia?

Manuela Porcu: Affordable Art Fair Italia è nata nel 2011 a Milano.
Per un anno è stata realizzata sul territorio italiano con due edizioni, a Milano e a Roma, ma in seguito si è deciso di concentrare tutte le energie su una sola edizione sul territorio nazionale e Milano

Caterina Stringhetta: Qual è stato il primo canale social che Affordable Art Fair Italia ha iniziato a usare e come è cresciuta la vostra presenza sui social network?   

Laura Gabellotto: Il primo canale social che abbiamo iniziato a usare è stato Facebook nel 2010 quando abbiamo iniziato a lavorare alla prima edizione di Affordable Art Fair Italia. In realtà poi avevamo creato un gruppo e non una pagina, quella è arrivata poco dopo.

Manuela Porcu: Inizialmente abbiamo fatto un bel po’ di esperimenti e dopo essere sbarcati su Facebook abbiamo creato i profili Twitter, Pinterest e Instagram e alla fine ci siamo concentrati sugli strumenti social che per noi sono più efficaci e Facebook, in questo momento, è molto importante per comunicare i contenuti e i valori di Affordable Art Fair Italia.

Caterina Stringhetta: Qual è stato il primo canale social che Affordable Art Fair Italia ha iniziato a usare e come è cresciuta la vostra presenza sui social network?

Manuela Porcu: I social sono un mezzo più efficace di un sito web per veicolare le informazioni, inoltre è più facile raggiungere il pubblico a cui Affordable Art Fair Italia si rivolge.
Facebook ci consente di costruire un dialogo con tutti coloro che sono interessati al nostro modo di proporre l’arte contemporanea.

Caterina Stringhetta: Qual è il pubblico a cui vi rivolgete e cosa volete comunicare ?

Manuela Porcu: Non abbiamo un pubblico generico a cui ci rivolgiamo. Ogni volta che costruiamo un post pensiamo ad una tipologia di pubblico precisa.
Ogni contenuto social è realizzato di volta in volta per il giovane collezionista, per il gallerista, per l’appassionato e per tutti quei soggetti che possono condividere uno dei temi che Affordable Art Fair Milano vuole sviluppare.
Noi desideriamo appassionare le persone all’arte e il nostro obiettivo è che le persone partecipino ai nostri eventi e visitino gli stand delle gallerie presenti dove possono incontrare galleristi, artisti e possono iniziare a collezionare arte.
In fondo Affordable Art Fair nasce per rendere l’arte contemporanea più accessibile e noi vorremmo che chi viene in fiera comprenda che l’arte può essere collezionata da chiunque.

Caterina Stringhetta: Oltre ai canali social quali altri strumenti Affordable Art Fair Italia usa per comunicare con i visitatori e anche con i galleristi? 

Laura Gabellotto: Abbiamo un sito internet collegato alle altre edizioni che si svolgono in tutto il mondo. Inoltre, inviamo delle newsletters con contenuti specifici per i galleristi e per i visitatori.
Le nostre newsletters sono un mezzo per tenere informato il nostro pubblico sugli eventi e le opportunità di ogni edizione.

Caterina Stringhetta: Quali profili Affordable Art Fair Italia segue? Quali sono le ispirazioni per comunicare l’arte contemporanea sul web e sui social?

Manuela Porcu: cerchiamo di stare attenti a quello che accade intorno a noi ma la comunicazione di un progetto come Affordable Art Fair è talmente particolare che è fondamentale mantenere la nostra originalità.
Inoltre ogni edizione nel mondo è collegata alle altre, pur mantenendo una propria autonomia e libertà sulla scelta dei canali di comunicazione da utilizzare.
Il sito internet ufficiale è globale e al suo interno ogni edizione nel mondo ha una propria pagina e una sezione specifica dedicata all’e-commerce per i collezionisti.

Laura Gabellotto: Il fatto che Affordable Art Fair sia un progetto internazionale ha permesso anche di creare un network di gallerie che partecipano a quasi tutte le 10 manifestazioni sparse nel mondo. Questo gruppo di gallerie è naturalmente presente anche in Italia e contribuisce a creare un legame con tutte le manifestazioni.

Caterina Stringhetta: che ruolo ha la comunicazione social nella costruzione di ogni edizione di Affordable Art Fair Milano?

Manuela Porcu: I social sono importantissimi e Facebook è veramente fondamentale per noi. In questa fase però è d’obbligo portare avanti un progetto di comunicazione che continui anche a usare i canali di comunicazione tradizionali (pubblicità, stampa, etc…).
La comunicazione social è importante ma l’arte contemporanea ha bisogno di diffondersi con tutti i mezzi attualmente a disposizione.

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