Jan van Eyck opere: 5 cose da sapere

ritratto van Eyck

JAN VAN EYCK OPERE: 5 COSE DA SAPERE

Jan van Eyck opere e qualche curiosità sull’artista più influente e misterioso che l’arte occidentale abbia avuto.
Per comprendere l’altro Rinascimento, quello che si sviluppa fuori dall’Italia, bisogna nel cuore dell’Europa e più precisamente nelle Fiandre, soffermandosi sulla vicenda artistica di Jan van Eyck.

La perfezione delle opere di Jan van Eyck lascia senza fiato e la sua tecnica anticipa quella di molti altri grandi artisti che verranno dopo di lui.
In questo post vi racconto van Eyck attraverso 5 delle sue opere più belle.
Potendo scegliere, quale opera di Jan van Eyck è la tua preferita ?
Scrivilo nei commenti 🙂

Jan van Eyck opere: quali bisogna conoscere 

Polittico Agnello Mistico

Polittico Agnello Mistico – dettaglio

1. IL POLITTICO DELL’AGNELLO MISTICO

L’opera più importante di van Eyck è “Il Polittico dell’Agnello mistico” detto anche Polittico di Gand.
L’opera, realizzata per la Cattedrale di San Bavone a Gand, è formata da 12 pannelli su cui l’artista lavorò insieme al fratello maggiore Hubert, anch’egli pittore.
Jan van Eyck terminò l’opera nel 1432, dopo la morte di Hubert avvenuta nel 1426, e da subito venne considerata un capolavoro.
Nel corso dei secoli è stata bersaglio di tredici reati e sette furti.
L’ultimo furto avvenne l’11 aprile 1934, quando furono rubati due pannelli, uno di “Giovanni Battista” e l’altro dei “Buoni Giudici”. Fu richiesto un riscatto di un milione di franchi belgi e alla fine venne recuperato solamente un pannello, quello di “Giovanni Battista”. Purtroppo l’altro pannello non venne mai ritrovato.

Da anni l’opera è sottoposta ad un restauro importante che sta facendo emergere la bellezza dell’opera e dei colori.
Per saperne di più sul restauro e sull’opera vi consiglio di leggere anche il post Pittura fiamminga: un tour tra i capolavori delle Fiandre.

Il Polittico dell'Agnello Mistico

Il Polittico dell’Agnello Mistico

2. I CONIUGI ARNOLFINI

Jan Van Eyck è l’autore del famosissimo ritratto dei coniugi Arnolfini, una tavola dipinta nel 1434 e che ritrae due ricchi coniugi lucchesi.
In questo capolavoro l’artista inserisce tutte le caratteristiche dello stile fiammingo: gli effetti luministici e la cura dei dettagli.

Giovanni Arnolfini infatti era un ricco mercante lucchese, stabilito a Bruges fin dal 1420 e fece eseguire a Van Eyck, il dipinto che lo ritrae insieme alla moglie Giovanna.
Si tratta di un dipinto complesso, denso di significati simbolici e per certi aspetti anche misterioso dato che non si capisce se l’opera sia stata realizzata dopo la morte della moglie di Arnolfini.
Il dipinto, conservato presso la National Gallery di Londra, è una documentazione dello status sociale ed economico degli Arnolfini: i mobili, lo specchio alle spalle dei personaggi, il lampadario. L’occhio di chi osserva si posa su ogni particolare che sembra collocato per un motivo ben preciso.
Lo spazio della stanza, inoltre, mostrato da un diverso punto di vista attraverso lo specchio sul fondo.

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Jan Van Eyck | Coniugi Arnolfini

Jan Van Eyck, I Coniugi Arnolfini

3. RITRATTO DI UOMO CON TURBANTE ROSSO

Famoso per i suoi ritratti di un realismo meticoloso, Jan van Eyck è stato un artista importantissimo vissuto nella prima metà del XV secolo e la sua vita è avvolta nel mistero.
Le notizie certe che lo riguardano sono scarse, inclusi il luogo e la data di nascita esatti.
Le poche informazioni ci dicono che è nato probabilmente nel periodo tra il 1390 e il 1400, forse a Maastricht, che all’epoca faceva parte dei possedimenti del duca di Borgogna, nei Paesi Bassi.
A introdurlo nel mondo della pittura dovrebbe essere stato il fratello maggiore Hubert, ma nulla sappiamo sulla sua formazione.
Questo ritratto è uno dei più famosi di van Eyck e da molti considerato un autoritratto.

Jan van Eyck | Ritratto di uomo con turbante rosso

Jan van Eyck, Ritratto di uomo con turbante rosso (1433)

4. RITRATTO DI MARGARETA VAN EYCK

La pittura di Van Eyck è stata fondamentale in tutta l’Europa occidentale. Ecco gli elementi che la rendono così importante:
la luce, paragonabile per importanza alla prospettiva nella pittura italiana;
l’importanza del particolare rispetto all’insieme. Mentre le opere italiane vanno considerate prima nel loro insieme per poi scendere nei particolari, la pittura dei Van Eyck va letta a partire dai particolari per giungere all’insieme.
– La figura umana è rappresentata con un naturalismo che non cerca un’ideale di bellezza, tipico della pittura italiana. I difetti del volto ad esempio vengono evidenziati, privilegiando la fedeltà visiva.

Jan Van Eyck | Ritratto di Margareta van Eyck

Jan Van Eyck, Ritratto di Margareta van Eyck (1439).

5. L’UOMO DAL TURBANTE TURCHESE E ANELLO

Rispetto al ritratto all’italiana, il ritratto fiammingo è costituito dalla figura a mezzo busto, di tre quarti, collocata davanti a un fondo scuro, che include anche le mani, nelle quali, spesso, sono poste degli oggetti che rimandano alla professione dell’individuo raffigurato.
Il più antico ritratto realizzato da Van Eyck risale al 1429 e rappresenta un uomo con la veste di pelliccia abbinata al raffinato copricapo blu.

Verso il 1430 è probabile che l’artista abbia fatto un viaggio in Italia e sembra sicura la sua presenza a Firenze dove ha potuto vedere “l’Adorazione dei Magi” di Gentile da Fabriano e gli affreschi della Cappella Brancacci di Masaccio e Masolino.
Nei due sportelli esterni del Polittico di Gand ad esempio, le figure di Adamo ed Eva mostrano una costruzione prospettica che rivela l’influenza di Masaccio.
Un aspetto importante, che ha sicuramente agevolato i contatti internazionali e l’apertura culturale di Jan, è stato l’incarico di ambasciatore e le cosiddette “missioni segrete” che l’artista svolse per Filippo III di Borgogna a partire dal 1425.

Jan van Eyck | L'uomo dal turbante turchese e anello

Jan van Eyck, L’uomo dal turbante turchese e anello (1429 circa).

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