Dall’arte all’imprenditoria: perché il ruolo della guida è sempre fondamentale

im maestro e allievo

Spesso e volentieri, al giorno d’oggi, sentiamo parlare di figure professionali che “si sono fatte da sé”. Il più delle volte si parla di giovani che, stando a quanto ci viene detto, sono riusciti ad avere successo nel lavoro (e magari anche nella vita), semplicemente grazie alle proprie forze. Ne è venuto fuori forse una sorta di pensare comune che spingerebbe a credere come effettivamente non siano così importanti delle figure guida per ottenere ciò che cerchiamo.

Dall’arte all’imprenditoria: perché il ruolo della guida è sempre fondamentale

img Dall’arte all’imprenditoria

In realtà, però, il passato ci insegna come la figura del “Maestro”, ovvero di una guida, sia pratica che sotto certi punti di vista spirituale, possa essere importantissima per l’ottenimento dei nostri obiettivi. In quest’articolo abbiamo deciso di citare una serie di figure professionali, o comunque figure appartenenti a vari ambiti lavorativi e non, i quali possono plasmarsi al meglio grazie alla presenza di un mentore.

IL MAESTRO NELLA CULTURA ARTISTICA

Quando si pensa ai Maestri in riferimento alla cultura artistica in generale, la mente non può fare altro che cadere inevitabilmente sul Medioevo. Era consuetudine, infatti, che gli artisti, nel senso più ampio del termine, si affidassero a dei Maestri per cominciare ad apprendere al meglio quanto volevano. Alcuni esempi preziosi?
Tra i più famosi “allievi-maestri” troviamo Cimabue e Giotto, Leonardo Da Vinci e Melzi, Ghirlandaio e Michelangelo. Questi sono soltanto alcune delle coppie divenute celebri nei secoli. In quegli anni, in particolar modo durante il XV e il XVI secolo, era comune in Italia che i giovani artisti si affidassero a delle figure di spicco per imparare a dipingere o scolpire.

ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE: ECCO GLI STARTUP MENTOR

Il discorso può tranquillamente essere trasportato al giorno d’oggi e anche a qualcosa di differente, ovvero all’imprenditoria. Ogni giorno nascono delle nuove attività imprenditoriali, le quali hanno assunto il nome di startup. Di cosa si parla nel dettaglio?
Non altro che di imprese emergenti, spesso organizzazioni temporanee, le quali possono crescere in maniera rilevante e indefinita. Nelle migliori ipotesi, le startup partono da un capitale iniziale di uno o più investitori, fino ad una eventuale quotazione in borsa su mercati finanziari. Tra i più grandi esempi degli ultimi anni, non possiamo fare altro che citare Mark Zuckerberg.

Ma questo tipo di imprenditori, fanno sempre tutto da soli? Ovviamente no.
In linea di massima, ognuno di essi si serve di quello che oggi ha preso il nome di startup mentor, non altro che un mentore, un consigliere, una sorta di guida che garantisce supporto e permette di perfezionare un determinato progetto con una visione esterna e autentica. Consigliamo di leggere l’articolo linkato, per saperne di più.

IL MENTAL COACH

Sempre sulla scia di quanto detto e concentrandosi su un’ottica attuale, può essere utile anche citare la figura del Mental Coach. Si tratta di un preparatore “mentale”, che deve essere comunque esperto e qualificato, che permette di far crescere un professionista sotto tutti i punti di vista.
In particolare, generalmente questa figura si serve di esperienze nel campo della programmazione neurolinguistica: sono ormai moltissimi gli sportivi che si servono oggi di un Mental Coach.

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