Il Novecento – il Liberty a Venezia

Fortuny 2

Ciao ragazzi!
Questo post lo scrivo dalle vacanze, perché anche se mi sto godendo un po’ di giorni di relax non riesco a fare a meno di raccontarvi sensazioni, progetti e ispirazioni.
Io sto ricaricando “le pile” perché mi attende un autunno fitto di impegni.
L’elenco di alcuni dei prossimi appuntamenti e delle mostre che andrò a vedere e di cui vi mostrerò in anteprima le immagini lo trovate QUI – mostre d’autunno.
Poi ci sarà anche qualche altra novità … ma vi spiegherò tutto più avanti 😉
E voi, che progetti avete per l’autunno?
In attesa di leggervi nei commenti vi ho preparato un post, in collaborazione con St-ART, su una delle opere più belle che abbia visto recentemente e per merito di una mostra.

 

Fortuny

Vittorio Zecchin (1878-1947) “One Thousand and One Nights / Le Mille e una Notte” (1914), olio su tela. Palazzo Fortuny, Venezia.

Lo scorso autunno i Musei Civici di Venezia hanno dedicato la prima mostra ad una delle donne più affascinanti, eccentriche e stravaganti del Novecento: la Marchesa Luisa Casati Stampa – leggi QUI la recensione della mostra.
L’esposizione era ospitata presso Palazzo Fortuny a Venezia, un antico palazzo del Quattrocento ma che conserva ancora il fascino misterioso del suo ultimo proprietario: l’artista spagnolo Mariano Fortuny e fondatore nel 1919 della fabbrica di stoffe e che divenne famosa in tutta europa.
L’atelier di questo artista fuori dagli schemi aveva proprio sede nel suo Palazzo veneziano, dove si dedicava alla creazione e alla stampa di abiti e tessuti in seta e velluto.

All’interno di questo Palazzo, che ora è un museo e una testimonianza della creatività di un’artista che ha dominato la scena intellettuale e artistica internazionale a cavallo tra ‘800 e ‘900, si trovano anche delle opere sensazionali come il dipinto ad olio di Vittorio Zecchin e di cui vi mostro le immagini in questo post.

Guardando le foto, che ho scattato durante l’inaugurazione della mostra dedicata alla Marchesa Casati, alcuni di voi avranno pensato subito alle opere di Klimt!
Vittorio Zecchin, nato e vissuto a Venezia nell’isola di Murano (la culla dell’arte vetraria come testimoniano le molte botteghe ancora in attività e il museo dedicato al vetro – ve lo ricordate vero? – leggi il post sul restyling del museo) tra il 1878 e il 1947 non rimase indifferente alle suggestioni dei primi del Novecento.
Soprattutto fu letteralmente folgorato dalla mostra del 1910 alla Biennale di Venezia dedicata a Gustav Klimt.

Zecchin traduce tutti gli stimoli creativi che provengono da Vienna in opere di grande impatto visivo e raggiunge il massimo della propria espressione artistica nel 1914 proprio con il sontuoso ciclo de “Le Mille e una Notte”, esposto a Palazzo Fortuny.
Quindi si tratta di un ciclo di dodici pannelli!
Il ciclo intero era stato realizzato per decorare la sala da pranzo dell’Hotel Terminus di Venezia grazie alla magia dei racconti orientali delle “Mille e una notte”.
Le vicende di Aladino e del fastoso corteo di principesse e guerrieri che lo accompagnano verso la promessa sposa, offre a Zecchin l’occasione di trasferire su tela tutta la maestria dell’arte vetraria veneziana e il nuovo stile di Klimt.
L’opera è dipinta, ma impreziosita dall’oro applicato con tecniche proprie dell’arte vetraria e allo stesso tempo si intuisce l’influenza della tradizione veneziana dei mosaici bizantini e delle vetrate dei palazzi di Venezia.

Un opera che ha il sapore del capolavoro perché è uno degli esempi più riusciti della pittura Liberty italiana di inizio Novecento.

Fortuny 1

Fortuny 3

LINK Vai alla pagina di St-ART dedicata a quest’opera – clicca QUI.

 

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