Michelangelo opere: quali sono e dove si trovano le opere più belle di Michelangelo Buonarroti

 Michelangelo Pietà | capolavori Vaticano

Michelangelo, Pietà Vaticana

MICHELANGELO OPERE: QUALI SONO E DOVE SI TROVANO LE OPERE PIÙ BELLE

Sono tanti i capolavori di Michelangelo, opere famose e importantissime che tutti dovrebbero ammirare almeno una volta nella vita.
Perché Michelangelo è l’artista rinascimentale per eccellenza.

Nel post Michelangelo Buonarroti: 5 cose da sapere ho già scritto le caratteristiche fondamentali della sua arte.
In questo post, invece, condivido con voi la lista delle opere più belle del grande maestro del Rinascimento e i luoghi dove ammirarle.

Michelangelo opere: quali sono le opere da vedere e dove si trovano 

Michelangelo | Tondo Doni

Michelangelo, Tondo Doni. Galleria degli Uffizi, Firenze.

MICHELANGELO OPERE IN ITALIA

David – Galleria dell’Accademia, Firenze.
La sua collocazione originaria era nella Piazza della Signoria a Firenze, di fronte a Palazzo Vecchio, dove ora si trova una copia. Per motivi di sicurezza e di conservazione, infatti, la scultura più celebre di Michelangelo è collocata all’interno della Galleria dell’Accademia di Firenze.
Il David di Michelangelo è considerato, sin dalla sua prima apparizione, un perfetto esempio di bellezza maschile, simbolo del Rinascimento e dell’arte italiana.
Per saperne di più su questo capolavoro leggete il post Il David di Michelangelo: chi è e dove si trova.

Tondo Doni – Galleria degli Uffizi, Firenze.
Commissionato dal ricco banchiere Agnolo Doni, questo è l’unica opera su supporto mobile di Michelangelo, che ha probabilmente anche disegnato la cornice.
Michelangelo con questo dipinto realizza un capolavoro dove le figure sembrano sculture, i colori sono sgargianti e in cui la torsione dei corpi sarà di ispirazioni alle future generazioni di artisti, fino ai giorni nostri.
Al centro vi è la rappresentazione della Sacra famiglia, e alle spalle di essa è posto San Giovannino, e ancora più indietro, sullo sfondo, le figure di giovani nudi forse anticipazione dei Prigioni eseguiti per il mausoleo di Giulio II.
Per Michelangelo la migliore pittura è quella che si avvicina alla scultura, su questo non ci sono dubbi!

Mosè di Michelangelo | Tomba di Giulio II

Tomba di Giulio II a Roma. Il Mosè di Michelangelo.

Tomba di Giulio II – Basilica di San Pietro in Vincoli, Roma.
Michelangelo arriva a Roma chiamato da Papa Giulio II Della Rovere, che viene a sapere che a Firenze c’è un giovane artista di enorme talento.
Il Papa chiese al giovane Michelangelo di realizzare il suo monumento funebre, una struttura architettonica con quaranta statue di proporzioni colossali.
Il progetto faraonico non fu portato a termine secondo il progetto previsto e subì sospensioni e ridimensionamenti in corso d’opera, che provocarono anche grandi dissidi tra Michelangelo e il Papa.
Qualche anno dopo completò l’opera con il Giudizio Universale.

Piazza del Campidoglio – Roma
Michelangelo Buonarroti si occupò anche della ristrutturazione della Piazza del Campidoglio a Roma.
Il committente era Papa Paolo III Farnese, che voleva ridare dignità ad un luogo che veniva usato come pascolo per le capre.
Michelangelo si preoccupò di progettare l’intera area, palazzi e scalinata compresi.
Decise anche di trasferire la statua equestre di Marco Aurelio, che allora si trovava in piazza San Giovanni, per posizionarla a centro della Piazza.
La statua originale è oggi conservata nei Musei Capitolini, mentre sulla piazza è visibile una sua copia.
I lavori iniziarono tra il 1534 e il 1538, ma furono così lenti che Michelangelo non potè vederli ultimati.

Pietà Rondanini – Museo della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco, Milano
Questa è l’ultima scultura di Michelangelo ed è considerata il suo testamento spirituale.
Presenta tutte le caratteristiche del suo immenso talento e anche quella caratteristica fondamentale del “non finito” e che sembra far uscire l’opera dal marmo.
La scultura della Pietà si trovava nella casa romana dell’artista e dopo alcuni passaggi di proprietà arrivò a Milano, dove oggi è custodita.
I dettagli sull’opera li potete leggere nel post Pietà Rondanini: l’ultima opera di Michelangelo

scultura Michelangelo | pietà Rondanini

Image source: http://museumreportage.goppion.com

MICHELANGELO OPERE NELLA CITTA’ DEL VATICANO

La Pietà vaticana – Basilica di San Pietro in Vaticano.
Si tratta della prima scultura realizzata a Roma da Michelangelo, che all’epoca aveva poco più di vent’anni (1497-1499).
Tealizzata subito dopo il David. questa scultura è uno dei suoi più grandi capolavori ed è anche l’unica opera in cui è visibile la sua firma.
La fascia sul manto di Maria riporta la dicitura in latino MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT (‘Lo fece il fiorentino Michelangelo Buonarroti’).

Cappella Sistina – Musei Vaticani, Città del Vaticano.
Nel 1508 furono commissionati a Michelangelo gli affreschi per la Cappella Sistina, ai quali lavorò fino al 1512.
L’impresa era colossale e complessa, tanto più che doveva dipingere, disciplina che non sentiva proprio come la più congeniale.
Il tema generale che l’artista sviluppa è il mistero della Creazione di Dio, che raggiunge il culmine nella realizzazione dell’uomo a sua immagine e somiglianza, ma tutta la Cappella Sistina sembra anche una celebrazione del corpo umano.
Il lavoro fu massacrante per Michelangelo, perennemente costretto a stare piegato su un ponteggio, continuamente insoddisfatto del risultato e indispettito dai ritardi nei pagamenti pattuiti con il Papa.
Per saperne di più su questo capolavoro potete leggere l’apprendimento nel post 
5 cose da sapere sulla Cappella Sistina

Image source: Storiaviva Viaggi

MICHELANGELO OPERE NEL MONDO

Prigioni – Museo del Louvre, Parigi.
Una delle questioni più complesse in tutta l’opera di Michelangelo è certamente il problema del “non-finito”, visibile in sei statue che si trovano al Louvre e chiamate “Prigioni” (altre quattro simili si trovano alla galleria dell’Accademia di Firenze).
Il numero di statue lasciate incompiute dall’artista è così elevato da far pensare che non si sia trattato solo di mancanza di tempo, ma di una volontà precisa dell’artista.
Secondo gli storici e gli studiosi Michelangelo parte dal presupposto che l’artista aiuta le forme ad uscire dal marmo, portandole alla luce, quindi sottolinea questa caratteristica per fare in modo che si percepisca lo sforzo della materia di liberarsi del superfluo per manifestarsi.
C’è però un’altro motivo legato agli incompiuti, la sua enorme insoddisfazione per ogni opera realizzata, che sembrava non corrispondere mai all’ideale che aveva in mente e che lo spingeva a continui ripensamenti.

Prigioni Michelangelo | museo del Louvre

Prigioni di Michelangelo al Louvre

LEGGI ANCHE – Museo del Louvre: breve storia di un museo

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