Le storie dell’Impressionismo a Treviso

Claude Monet | La scogliera a Etretat

Claude Monet, La scogliera a Etretat, 1885.

Le storie dell’Impressionismo a Treviso

Mostra Impressionismo a Treviso. Nei prossimi mesi Treviso sarà in primo piano per una mostra dedicata all’impressionismo, che porterà in Italia 120 opere per raccontare la storia dell’impressionismo attraverso i suoi artisti.
Le opere di Manet, Degas, Renoir, Monet, Pissarro, Sisley, Toulouse Lautrec, Van Gogh, Gauguin, Seurat e molti altri grandi artisti saranno protagonisti di una mostra che io ho già messo in agenda tra quelle da non perdere.

La mostra di Treviso sarà un grande racconto del periodo che va dall’Ottocento fino ai primi anni del Novecento e non mancherà di esporre le opere dei grandi nomi dell’impressionismo.
So già che molti di voi stanno già pensando che di mostre sull’impressionismo se ne fanno fin troppe, ma vi assicuro che questa è diversa e in questo post vi spiego perché.

Claude Monet | Covoni

Claude Monet, Covoni (effetto di neve) 1891.

La mostra “Storie dell’Impressionismo” è ideata e curata da Marco Goldin, che torna a Treviso dopo un lungo periodo di successi scanditi da grandi mostre realizzate nel Nord Italia e che lo ha visto anche artefice dell’arrivo in Italia della Ragazza con l’orecchino di perla, che è stata una delle prime mostre che ho raccontato nel blog.
In realtà ho visto praticamente tutte le mostre che ha realizzato (l’ultima è stata quella dedicata ai notturni nell’arte “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento“) e ho sempre apprezzato il suo modo di interpretare un’esposizione d’arte.
Le sue mostre hanno fatto storia, nonostante le critiche del mondo accademico, perché hanno dimostrato come sia possibile accorciare le distanze tra i visitatori e l’arte, togliendo la polvere dalle sale di una mostra per svelare le storie e la bellezza che un capolavoro può esprimere, riuscendo a trasmettere emozioni, passioni e desiderio di conoscenza ed anche per questo la mostra di Treviso non sarà sicuramente la solita mostra sull’impressionismo.

La mostra di Treviso sarà un percorso, che ci accompagnerà alla scoperta della nascita, dello sviluppo e della trasformazione dell’impressionismo.
Sarà suddivisa in nove sezioni e inizierà con i grandi capolavori della pittura accademica di Ingres e Bouguerau, per poi concentrarsi sull’affermazione dei pittori impressionisti, fino alla fase conclusiva di questa stagione ma che in realtà già vede l’alba di un nuovo inizio e trova in Cézanne un anticipatore del cubismo di Picasso e delle avanguardie del Novecento.

Le sezioni della mostra.

  1. Ingres e il ritratto. Il Salon e l’Accademia nell’Ottocento – Il romanticismo è protagonista di uno stile classico e in questo ambiente matura la rivoluzione degli Impressionisti.
  1. La scuola di Barbizon e la natura nuova – Un nuovo modo di vedere il mondo e la natura si fa strada nell’arte e le immagini acquistano una luce nuova.
  1. Il paesaggio fotografato in Francia – L’invenzione della fotografia, la competizione tra immagini fotografiche e dipinte.
  1. La nascita dell’Impressionismo e la sua affermazione – La quotidianità che diventa protagonista nelle opere dei grandi maestri dell’impressionismo.
  1. L’impressionismo in pericolo, gli anni Ottanta – La spaccatura tra il gruppo dei realisti che fa capo a Degas e quello dei pittori del plein-air, la strada intrapresa da Monet e che porterà il padre dell’impressionismo alla porta d’ingresso della pittura astratta.
  1. Monet dalla crisi del plein-air alle ninfee. Dalla realtà allo spazio interiore – L’artista che mette maggiormente in crisi l’impressionismo è Monet, che sostituisce la visione reale con quella interiore, trasformando il paesaggio in una rappresentazione psicologica.
  1. I ciliegi fioriscono. L’impressionismo e l’amore per il Giappone – la cultura giapponese e la sua influenza sugli impressionisti.
  1. Il caso Van Gogh – un artista geniale e la sua mancata comprensione da parte dei suoi contemporanei. Una decina di opere e che raccontano il rapporto dell’artista con la cerchia degli impressionisti.
  1. Fine dell’Impressionismo. Cézanne e i suoi anni estremi – le impressioni diventano forme geometriche. Il mondo è cambiato e ora è pronto per le avanguardie e il cubismo di Picasso.

Dallo scorso anno la città di Treviso sembra essersi risvegliata da un torpore culturale durato troppi anni.
Nell’autunno del 2015 ha riaperto, dopo oltre un decennio di restauri, il Museo Bailo con le sue collezioni (evento eccezionale che vi ho raccontato nei giorni dell’inaugurazione), c’è stata la mostra dedicata a El Greco, fatta di scoperte e sorprese e che ho visto anche insieme a voi che mi seguite in 2 diversi eventi, c’è stata anche la mostra su Escher al Museo dei Santa Caterina.
Sarà proprio il rinnovato Museo di Santa Caterina a Treviso la sede della mostra sulle storie dell’Impressionismo, ma che sarà solo la parte centrale di un ricco programma culturale in città.

Le altre esposizioni in programma a treviso dal 29 ottobre al 17 aprile 2016.

Tiziano Rubens Rembrandt. L’immagine femminile tra Cinquecento e Seicento. Tre capolavori dalla Scottish National Gallery di Edimburgo.

Da Guttuso a Vedova a Schifano. Il filo della pittura in Italia nel secondo Novecento.

De Pictura. 12 pittori in Italia.

Pierre Auguste Renoir | la piccola Irene

Pierre Auguste Renoir, Mademoiselle Irène Cahen d’Anvers (La piccola Irene), 1880.

Vincent van Gogh | Salici potati al tramonto

Vincent van Gogh, Salici potati al tramonto, 1888.

INFO
Storie dell’Impressionismo 
Treviso, Museo di Santa Caterina
Dal 29 ottobre 2016 al 17 aprile 2017

LINK
http://www.lineadombra.it/ita/

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4 pensieri su “Le storie dell’Impressionismo a Treviso

  1. La Mostra l’ho visitata il il primo giorno dell’inaugurazione, pomeriggio alle 16,15 Gruppo di Cassano Magnago (Varese). Come al solito, il tempo è sempre molto ristretto, le sale piccole che si riempivano con altri gruppi… le opere, solo alcune “meritevoli” sia come formato che come contenuto. L’accostamento poi (farcitura la chiamerei ) con la pittura giapponese, era a mio modesto parere , improponibile, tante e vero che ad una mia domanda ( sul bus di ritorno) ai 52 partecipanti, nessuno si “ricordava ” o associava l’una all’altra. Concludendo vorrei dire che propinare queste mostre come Storia dell’Impressionismo, non rende merito all’impegno di che Organizza e, e men che meno ai visitatori, che affrontano kilometri su kilometri per una Mostra così concepita.Walter Fontana

    • Sul fatto dei tempi ti dò ragione. E’ una mostra che ha bisogno di essere vista con calma perchè sono tantissimi i concetti che esprime.
      Dagli esordi dell’Impressionismo, al suo sviluppo contemporaneamente alla pittura classica, fino alla crisi dei suoi ideali e allo sviluppo di uno stile post-impressionista.
      Però le opere esposte sono di prima grandezza. Ci sono Van Gogh, Monet, Renoir, Courbet e tantissimi altri che sono gli artisti fondamentali.
      Ho dedicato alla mostra di Treviso la guida breve di Novembre proprio perchè ha bisogno di alcune spiegazioni.
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      Scrivimi alla mail che trovi nei Contatti 😉 http://www.theartpostblog.com/contatti/

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