Nicola Migliozzi e la poesia del mito

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Nicola Migliozzi libera la mitologia e la cultura classica dalle barriere del tempo, consegnandole alle nuove generazioni con la delicatezza della poesia.
Ha scelto di dipingere sulla pietra lavica, un supporto originale e legato alla sua terra.
Ha riscoperto tecniche antiche come la tecnica della pittura pompeiana, creando frammenti che sembrano provenire da un antico passato per raccontare storie che hanno un valore anche per i nostri giorni.
I suoi personaggi sono Ulisse, Calipso, le Divinità classiche, le Maschere del teatro, figure evanescenti ispirate dagli affreschi di Pompei, che rievocano imprese eroiche con la sensibilità di un poeta.
Le sue opere mi hanno incuriosita e ho deciso di conoscere meglio questo artista rivolgendogli qualche domanda.

Ragazza di colore - 2008 - 40x50

D: Maestro Migliozzi, cosa significa per lei essere un artista?
R: Ogni persona definisce il termine artista come vuole, in rapporto alla propria sensibilità e cultura. E’ sbagliato, quindi, legare questo termine ad un unica definizione. Per me il termine artista può significare la capacità di pensare un’idea e realizzarla a regola d’arte, cioè trasferire su vari materiali i propri sentimenti. Condizione essenziale sono: impegno, capacità e sensibilità.

D: Uno dei supporti su cui dipinge è la pietra lavica e i soggetti sono tratti dalla classicità. Quale percorso personale e artistico lo ha portato a fare queste scelte? Quanto è stato influenzato dall’arte del passato?
R: E’ stata l’Arte che è venuta a cercarmi.
Mi ha trovato che ero in culla e all’età di 4 anni mi ha guidato la mano facendomi scarabocchiare sulla parete di casa tinteggiata poco prima. Mia madre che non gradiva un figlio artista mi ha fortemente sgridato.
Per anni ho seguito i Maestri Fortunato Iodice (scultore) e Giovanni Ragozzino (pittore) che hanno illuminato il mio percorso artistico inducendomi al lavoro quotidiano. Sono stato affascinato da tutte le tecniche pittoriche, scultoree e grafiche. Negli ultimi anni ho sviluppato la tecnica della Pittura su pietra lavica e la tecnica della Pittura pompeiana.
Per quanto riguarda la Pittura su pietra lavica, la compattezza dei materiali impiegati e le successive cotture in appositi forni rendono questi lavori praticamente indistruttibili.
La ricerca quarantennale sulla Pittura pompeiana mi ha portato alla convinzione che non si tratti né di affresco né di encausto; bensì una tecnica suggestiva che si avvicina alla tempera.
Alcuni critici(tra i quali Claudio Strinati) hanno trovato interessante questa mia esperienza.
L’Arte del passato è come una grande madre che accoglie tutti e tutti la devono rispettare, ammirare e studiare.

D: Come lavora? Quando inizia ha già un’idea o si lascia ispirare da una poesia, da un paesaggio, dalle persone che incontra?
R: Lavoro quotidianamente seguendo un’idea che posso modificare in corso d’opera, qualsiasi cosa può essere fonte d’ispirazione.

Da un affresco pompeiano - 2011 - 40x30 Onirica bellezza 2002 - diam 50 Senza maschera - 2010 - 95x185

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Il sito web di Nicola Migliozzi

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2 pensieri su “Nicola Migliozzi e la poesia del mito

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