Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio: storia e descrizione

Riposo durante la fuga in Egitto | Caravaggio

Michelangelo Merisi da Caravaggio. Riposo durante la fuga in Egitto, 1596-1597
Olio su tela, 135,5 x 166,5 cm – Galleria Doria Pamphilj, Roma

RIPOSO DURANTE LA FUGA IN EGITTO DI CARAVAGGIO

Quando è stato dipinto il Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio e chi fu il committente?
Decisamente si tratta di una delle mie opere preferite di Michelangelo Merisi e credo che chiunque debba poterla vedere almeno una volta nella vita, perchè si tratta di uno dei grandi capolavoro dell’arte.

In questo post trovi la descrizione e le curiosità sull’opera di Caravaggio.

Riposo durante la fuga in Egitto

Caravaggio | Riposo durante la fuga in Egitto

RIPOSO DURANTE LA FUGA IN EGITTO: DESCRIZIONE DELL’OPERA

II Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio è un’opera del 1597 in cui sono presenti molti dettagli che potrebbero, da soli, essere dei piccoli capolavori di Natura Morta.
Sullo sfondo della scena, in cui l’angelo suona una ninna nanna al Gesù Bambino cullato da Maria, un paesaggio meraviglioso e uno dei pochissimi che Caravaggio ha dipinto.
Sembra quasi che Caravaggio conoscesse la Tempesta di Giorgione e si sia ispirato a quel capolavoro per realizzarlo.

La natura e il paesaggio sono meno rigogliosi nel punto in cui si trova Giuseppe, mentre sono più rigogliosi accanto a Maria e al Bambino.
Tuttavia, è l’angelo a catturare l’attenzione di chi guarda, un ragazzo delicato che indossa una veste leggera che lascia intravedere le forme del corpo.

Fino a qualche anno fa si pensava che Caravaggio dipingesse senza preparare la tela con un disegno. In realtà le ultime analisi radiografiche realizzate sulle sue opere, compresa questa tela, dimostrano che l’artista tracciava un disegno oppure delle incisioni, che guidavano poi la sua mano durante la stesura del colore.
Il Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio è una preziosa testimonianza della prima maniera di dipingere di Caravaggio. In questo periodo, infatti, l’artista dipingeva senza discostarsi troppo da quella che era la prassi esecutiva tradizionale del suo tempo, preparando il supporto con un colore chiaro su cui poi disegnò la composizione.

Nel 1983 è stata individuata la partitura che Caravaggio ha dipinto e che Giuseppe mostra all’angelo.
Si tratta delle note del compositore fiammingo Noel Bauldewijn (1480-1529), ispirate al Cantico dei Cantici. L’opera originale s’intitola “Quam pulchra es” e fu composta nel 1519 e stampato a Roma nel 1526.

CHI ERA IL COMMITTENTE E DOVE SI TROVA OGGI IL QUADRO DEL RIPOSO DURANTE LA FUGA IN EGITTO

Quando Giulio Mancini, a dieci anni dalla morte di Caravaggio, scrive la storia della vita dell’artista sostiene che il Riposo durante la fuga in Egitto fu realizzato per monsignor Fantin Petrignani.
Indica anche alcuni dettagli interessanti sul committente, che viveva a Roma, nella parrocchia di San Salvatore in Lauro e che presso di lui Caravaggio andò a vivere nel momento in cui smise di lavorare nella bottega del Cavalier d’Arpino, nel 1594.

Non tutti gli studiosi concordano sul fatto che questo monsignore sia il committente dell’opera.
In molti sostengono, infatti, che il dipinto sia stato realizzato per Girolamo Vittrice, che fu committente anche di un’altra opera di Caravaggio: la Deposizione dei Musei Vaticani. Secondo gli studi effettuati, dopo la morte di Girolamo, il dipinto del Riposo durante la fuga in Egitto venne venduto a Camillo Pamphilij, entrando a far parte della collezione presso cui si trova ancora.
Il dipinto, infatti, si trova esposto presso la Galleria Doria Pamphilj di Roma.

CURIOSITA’ SUL RIPOSO DURANTE LA FUGA IN EGITTO DI CARAVAGGIO

Recentemente il Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio è stato sottoposto ad alcune indagini di laboratorio.
I dati emersi sono stati presentati in occasione della mostra a Milano “Dentro Caravaggio”, che si è svolta a Milano nel 2017, ed è stato rivelato che il materiale usato da Caravaggio per dipingere l’opera è una tela di fiandra.

Si tratta di un materiale anomalo per un dipinto e un tipo di tessuto che, nel Cinquecento, solitamente veniva usato per realizzare le tovaglie.
L’ipotesi è che, probabilmente, all’artista venne commissionata l’opera in un momento di grandi ristrettezze economiche, tanto che non poteva permettersi il denaro per comprare la tela su cui dipingere.
Caravaggio, dunque, si procurò una tovaglia, molto più economica dei materiali usati dai pittori, riuscendo a realizzare uno dei dipinti più intensi e belli della sua carriera e della storia dell’arte.

Caravaggio | Riposo fuga in Egitto

IL LIBRO PER APPROFONDIRE

  • Dentro Caravaggio – Il libro, curato da Rossella Vodret, è il catalogo della mostra realizzato al Palazzo Reale di Milano nel 2017 e presenta saggi dei più importanti studiosi di Caravaggio e lo studio di opere autografe e di alcuni selezionati documenti provenienti dall’Archivio di Stato di Roma e di Siena relativi alla vicenda umana e artistica del pittore.
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