L’universo di Bjork al MoMA

Björk, “Mutual Core” fotogramma, 2012, diretto da Andrew Thomas Huang

Buon inizio di Week-end ragazzi! Come ogni sabato vi presento, in collaborazione con Artspecialday, le ultime novità dal mondo dell’arte e oggi vi racconto di una mostra veramente speciale.
In queste settimane c’è una mostra che sta facendo discutere e sta dividendo il pubblico tra entusiasti e delusi.
Si tratta della grande retrospettiva che il Museum of Modern Art di New York (il MoMA) dedica alla cantante Bjork e che è visitabile fino al 7 giugno 2015.
Bjork è da sempre nota per essere un’artista estremamente versatile e che si è sempre distinta per la contaminazione di generi diversi. Compositrice, musicista, cantante, artista visuale, attrice, ma soprattutto uno spirito libero e che fugge da qualsiasi definizione e che ora il MoMA rappresenta attraverso un percorso cronologico e che tenta di tracciarne un ritratto attraverso fotografie, suoni, video, immagini, strumenti musicali, costumi di scena e opere multimediali.
Ma l’operazione del MoMA ha avuto esiti diversi agli occhi dei primi visitatori e ora la stampa internazionale si sta interrogando se un percorso visivo, multimediale ed esteso nello spazio sia la rappresentazione del lavoro di una musicista o un’opera d’arte.

 

fotogramma da “Black Lake,” commissionato dal Museum of Modern Art, New York, e diretto da Andrew Thomas Huang

Per alcuni questa è una mostra che celebra il talento e il fascino di un’artista completa e che riesce a coniugare vari generi, per altri è un percorso caotico e che espone le memorie di 20 anni di carriera di una cantante ma senza tracciarne una descrizione precisa.
Di certo c’è solo che un tempio dell’arte come il MoMA continua a stupire e conferma la sua vocazione a sovvertire le regole, mettendo in mostra uno dei personaggi più eccentrici della contemporaneità, trasformando la sua vita in un capolavoro da ammirare.
Ogni abito, ciascun video musicale, tutti gli oggetti esposti fanno parte di un percorso che si fa arte e si fonde in un unica grande opera e che si propaga in tutte le direzioni.

Non è facile dare un ordine alla produzione magmatica di un’artista che ha debuttato giovanissima nella musica, che ha vinto un premio come miglior attrice protagonista a Cannes nel 2000 per il film “Dancer in The Dark” di Lars Von Trier, la scelta avanguardista di trascrivere graficamente un intero album, Biophilia (2011), attraverso un’app che consente di creare musica e di vederla diventare colore e forme geometriche. Nel 2011, proprio l’applicazione ibrida Biophilia è stata la prima App ad essere inclusa nella collezione del MoMA.

La sfida del MoMA non è quella di consacrare l’ingresso di una musicista nel tempio delle arti visive, ma proporre un’esperienza visiva e sonora interattiva. Si tratta, quindi, solo dell’ultima sperimentazione di un’artista che non tenta di replicare i successi del passato, ma che è in continua ricerca e che in tutti i suoi lavori ha un solo obbiettivo, quello di accompagnare i visitatori dentro la musica.
Nella retrospettiva di New York ci si può anche immergersi in Black Lake, una video installazione appositamente realizzata per questa mostra e di cui qui sotto potete vedere il trailer.
Per il solo fatto di aver scritto di questa mostra mi viene voglia di prendere l’aereo e di andare a vederla, oppure sperare che arrivi anche in Europa 😉


Björk “Black Lake” Trailer

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Bjork  3

Bjork  1

INFO
Björk
8 Marzo – 7 Giugno, 2015
MoMA – Museum of Modern Art

LINK
http://www.moma.org/visit/calendar/exhibitions/1501

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