Vita e opere di Antonio Canova

Venere e Adone | Canova

VITA E OPERE DI ANTONIO CANOVA

Antonio Canova nasce a Possagno, vicino Treviso, il 1° novembre del 1757.
E’ figlio di uno scalpellino e impara i primi segreti del mestiere nella bottega del nonno paterno.
Canova dimostra subito di possedere un grande talento e viene inviato a Venezia dove frequenta gli studi degli scultori più importanti e realizza le sue prime opere.

Una di queste opere è il Dedalo e Icaro, che ho già descritto come il suo capolavoro giovanile.
Grazie a questa scultura Canova riesce a guadagnare i soldi necessari per compiere il viaggio decisivo a Roma, dove completa la sua formazione e diventare lo scultore più importante del suo tempo.

Antonio Canova | Venere e Adone

A Roma Antonio Canova rimane affascinato dalla bellezza dalla scultura greca e romana, ma ha anche la possibilità di farsi conoscere sulla scena artistica internazionale.
Qui studia la scultura antica, che approfondisce anche attraverso un viaggio a Pompei, Ercolano e Paestum, ma conosce gli artisti e gli intellettuali che teorizzano un nuovo ritorno al classico.
C’è una sala del Museo Correr di Venezia che descrive come Canova diventa il massimo esponete del Neoclassicismo e io l’ho descritta nel post che racconta il percorso che porta Canova da Venezia a Roma.

Il successo arriva con la scultura Teseo sul Minotauro, commissionata dall’ambasciatore veneziano in visita a Roma e che gli apre le porte del mondo ecclesiastico e aristocratico e con esse gli incarichi più importanti e la fama internazionale.
Le sue sculture sono apprezzate e richieste in tutta Europa.
Quando i Francesi, nel 1798, occupano Roma Antonio Canova torna in Veneto e si dedica alla pittura, ma nel 1800 sarà di nuovo a Roma e con l’inizio del periodo napoleonico viene scelto come ritrattista ufficiale dall’imperatore, per il quale realizza varie opere e nel 1802 riceve l’incarico di “Ispettore Generale delle Antichità e delle Arti dello Stato della Chiesa”, oltre a quello della tutela e valorizzazione del patrimonio artistico.

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Si deve ad Antonio Canova il recupero di molte opere trafugate da Napoleone in Italia e nel 1815 riceve dal governo inglese l’incarico per un parere sull’autenticità dei marmi provenienti dal Partenone.
Mentre Papa Pio VII, riconoscendo la sua opera in difesa dell’arte italiana, gli attribuisce il titolo di Marchese d’Ischia, insieme ad un vitalizio di tremila scudi che Canova decide di destinare al sostegno delle accademie d’arte.
Queste richieste dimostrano che il suo valore veniva riconosciuto da qualunque governo, ma anche che fu in grado di destreggiarsi anche nelle situazioni più ambigue ed era fortemente convinto che non si dovesse far mancare il sostegno per la crescita di future generazioni di artisti.
Rimase legato per tutta la vita alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, che ancor oggi conserva modelli e opere che Canova inviava perché fossero usati come strumento didattico per gli studenti.
A queste opere è stato dedicato un nuovo allestimento e l’ho raccontato in un post speciale su Canova alle Gallerie dell’Accademia.

Antonio Canova muore a Venezia il 13 ottobre 1822 e il suo corpo è sepolto nella sua Possagno, all’interno della Chiesa Parrocchiale che egli stesso aveva progettato.
A Possagno si trova ancora la sua casa natale a cui è annessa la Gipsoteca canosina, con i bozzetti di tutte le opere dell’artista.

Venere e Adone | Antonio Canova

Antonio Canova, Venere e Adone (1789 – 1794)

INFO
Fondazione Canova onlus
Via Canova 74
31054 Possagno – TV

LINK
https://www.museocanova.it

 

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