Ca’ d’Oro, le opere della Galleria Giorgio Franchetti di Venezia da vedere

img galleria Giorgio Franchetti Ca' d'Oro

Tra i Musei di Venezia che bisogna assolutamente vedere almeno una volta nella vita c’è la Ca’ d’Oro. Le opere custodite al suo interno fanno parte della collezione della Galleria Giorgio Franchetti di Venezia e sono inserite nelle sale di un palazzo con una storia lunga e ricca di sorprese.

Non si tratta di uno dei musei più visitati di Venezia, tuttavia la Ca’ d’Oro Venezia espone alcuni autentici capolavori che vale la pena di scoprire.

Ca’ d’Oro, le opere della Galleria Giorgio Franchetti di Venezia da vedere

La storia della Ca’ d’Oro l’ho raccontata nel post Ca’ d’Oro, Galleria Giorgio Franchetti. Una storia che vale la pena conoscere perché inizia nel 1421 e, tra passaggi di proprietà, declino e successivi tentativi di restaurare l’antica bellezza del palazzo, si giunge ai nostri giorni con una storia ancora tutta da scrivere su questo edificio che ora è uno dei musei più belli che si affacciano sul Canal Grande.

La Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro fu inaugurata nel 1927 e prende il nome di un illustre nobile uomo che decise di trasformare questo palazzo in un luogo di arte e bellezza. Molte delle opere attualmente conservate nel museo sono state, infatti, acquistate proprio dal Barone Giorgio Franchetti, che donò l’intero edificio e le sue opere allo Stato italiano.

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Ecco le opere da vedere assolutamente.

San Sebastiano di Andrea Mantegna

Non esistono prove certe ma è probabile che quest’opera di Mantegna sia quella che fu ritrovata nel suo studio dopo la sua morte, nel settembre del 1506.
Probabilmente il San Sebastiano di Mantegna era un dipinto che l’artista aveva realizzato per il vescovo Ludovico Gonzaga ma che, alla morte dell’artista, entrò nella collezione di Pietro Bembo.
Che l’opera fosse destinata a un Gonzaga non stupisce, dato che Mantegna fu il grande artista della corte mantovana e autore della celebre Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova.

San Sebastiano | Mantegna

San Sebastiano di Mantegna

Le sue opere, come il Cristo Morto di Mantegna esposto a Brera, sono celebri per le prospettive ardite e anche il San Sebastiano di Mantegna, conservato presso la Ca’ d’Oro, conferma questa abitudine dell’artista nel stupire chi osserva. Il Santo sembra uscire fuori dal dipinto poiché il suo piede sinistro poggia su un piano esterno alla nicchia mentre quello destro è ancora alzato nel movimento. In questo dipinto San Sebastiano è descritto in una posizione dinamica ciò rende quest’opera realizzata in tarda età un capolavoro e quasi un testamento spirituale della vita e delle opere di Mantegna.

Giuditta di Tiziano

La Giuditta di Tiziano conservata presso la Ca’ d’Oro è in realtà composta dai frammenti di affresco che è un tempo ricoprivano il fianco esterno del Fondaco dei Tedeschi a Rialto.
Il giovane Tiziano si era dedicato a quell’impresa insieme a un suo grande amico, il famoso Giorgione, autore della Tempesta, che aveva realizzato gli affreschi sulla facciata principale verso il Canal Grande. Per i due giovani artisti si trattava di una commissione importantissima perché dovettero realizzare gli affreschi in uno dei luoghi più importanti e simbolici della città, il centro commerciale di Venezia, affacciato sul Ponte di Rialto.

Giuditta | Tiziano

Giuditta di Tiziano

Nonostante ora l’opera sia quasi illeggibile, dimostra come il giovane Tiziano avesse già una sicurezza dei suoi mezzi espressivi tale da realizzare quello che i suoi contemporanei descrivevano già come un capolavoro.
Le caratteristiche ambientali di Venezia non hanno permesso a quest’opera di conservarsi nella sua integrità, ma osservare i pochi dettagli rimasti ci permette di comprendere la grandezza di questo artista e anticipa i grandi capolavori che ha realizzato successivamente, come ad esempio la Venere di Urbino.

Venere allo Specchio di Tiziano

In questo dipinto di Tiziano la protagonista è Venere, la dea dell’Amore e della Bellezza, raffigurata nell’atto di coprirsi. Il soggetto non è nuovo e può essere definito come: Venere Pudica.
La Venere si sta osservando allo specchio, probabilmente. Uno specchio che si trova oltre la tenda.

Venere allo Specchio | Tiziano

Venere allo Specchio, Tiziano

In realtà questa donna potrebbe essere Venere ma anche una nobildonna veneziana del Cinquecento, che tenta di coprirsi con un abito raffinato. L’acconciatura ricercata, i gioielli preziosi e il trucco del volto ci forniscono informazioni chiare sulla classe sociale di questa donna.
Inoltre questa donna, o Venere, è una delle tante donne di Tiziano, che l’artista ha reso celebri e immortali.

L’Annunciazione di Carpaccio

Quest’opera proviene dalla Scuola Piccola degli Albanesi a Venezia per cui il carpaccio ha realizzato un ciclo di tele.
Studiosi sono concordi nel considerare quest’opera non realizzata direttamente da carpaccio ma dai suoi assistenti di bottega.

Annunciazione | Carpaccio

Annunciazione, Carpaccio

L’Annunciazione di Carpaccio è stata realizzata nel 1504, periodo in cui la bottega di carpaccio vantava numerose commissioni di rilievo e per soddisfare tutte le richieste si avvaleva di moltissimi aiutanti. È probabile che il maestro supervisionasse tutte le opere realizzate in questo periodo, compresa questa, e che intervenisse solo nella parte finale ovvero prima della consegna ai committenti.

Stai cercando una dose d’arte allora durante il tuo soggiorno a Venezia? Non perdere allora il Museo Fortuny oppure Ca’ Rezzonico, il Museo del Settecento veneziano e tutti gli altri straordinari musei della città. Scopri come pianificare la tua visita leggendo la guida su cosa vedere a Venezia, che contiene la lista dei musei, delle mostre e dei luoghi che dovresti assolutamente vedere.

 

 

 

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