Charles Pollock. Una retrospettiva.

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Come nasca un’artista e quali siano gli stimoli importanti per far maturare la sua creatività è un mistero. Forse il genio nasce da un mix fatto di buoni insegnanti, ottime ispirazioni, temperamento duttile e colpi di fortuna.
Dopo aver visto le mostre che la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dedica a Jackson Pollock, penso che le opere dell’artista dell’action painting ora non sarebbero esposte nei musei più importanti del mondo se non ci fosse stato nella sua vita il fratello Charles.
Fino al 14 settembre 2015 a Venezia è possibile visitare la più esaustiva retrospettiva mai realizzata su Charles Pollock, fratello maggiore del celebre genio dell’espressionismo astratto americano Jackson Pollock.
Qui, come promesso nel post in cui vi ho raccontato della mia visita al Murale di Pollock, dedico uno spazio anche a Charles Pollock. Una retrospettiva, che ha aspettato probabilmente tutta la vita il suo momento e che ora è arrivato.

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Non illudetevi! Quando vedrete le opere di Charles Pollock (in questo post trovate una selezione delle opere in mostra) non ritroverete il guizzo geniale di Jackson e neppure opere realizzate con la tecnica del dripping.
Nei lavori di Charles c’è tutto tranne la casualità e il gesto fisico, ma al contrario un segno molto controllato e la pianificazione di ogni pennellata.
I due fratelli avevano caratteri completamente diversi.
Tanto ribelle e impulsivo era Jackson, quanto responsabile e riflessivo Charles. Tuttavia il fratello maggiore fu sempre una guida per quello minore e lo dimostrano le lettere in cui Charles cerca di convincere l’adolescente Jackson che l’arte è studio prima di tutto e che se vuole diventare un’artista dovrà impegnarsi a fondo.

La storia di Charles Pollock (Denver 1902 – Parigi 1988) è estremamente interessante e incarna a suo modo un pezzo di storia americana. Maggiore dei cinque figli di LeRoy e Stella Pollock, che furono due genitori fuori dal comune e che incoraggiavano i loro bambini allo studio e all’impegno politico, nonostante dovessero lottare tutti i giorni per sostenere la numerosa famiglia.
Il padre cambiò molti mestieri e fu agricoltore, tagliapietre, muratore e molto altro, la madre invece era una sarta. I Pollock erano una famiglia modesta, ma privi di pregiudizi, che viveva in ambienti dove non si percepivano le differenze razziali e di classe, sentendosi a loro agio tra i lavoratori di colore e persone appartenenti ad altre religioni.
La cosa che mi ha colpito di più guardando le foto di famiglia e leggendo le lettere esposte in mostra è che i fratelli Pollock vissero in una famiglia molto unita, in cui vigeva una specie di regola non scritta, ovvero quella di sostenersi incondizionatamente.
Charles si trasferisce a New York nel 1926, dove studia arte con Thomas Hart Benton, e nel 1930, insieme al fratello Frank, convince il più giovane Jackson a raggiungerli.
Nel 1935-‘36 lascia New York per trasferirsi a Washington, DC, dove lavora per la Resettlement Administration, agenzia federale legata al New Deal. Scelta questa che lo allontana da quel gruppo emergente di artisti avanguardisti newyorkesi, che stava portando il fratello Jackson alla scoperta di un nuovo tipo di arte.
Dopo un periodo come insegnante di design e tipografia in Michigan alla fine degli anni ‘40, nel 1950 realizza il suo primo grande dipinto astratto Fuochi d’artificio. Nel 1956 produce il primo gruppo di opere astratte, la serie Chapala, ispirata a un lungo soggiorno sul lago Chapala in Messico.
Tra il 1962-’63 si prende una pausa dall’insegnamento e viaggia in Europa. Fu il primo dei fratelli Pollock a recarsi nel vecchio continente!
Scopre i grandi maestri classici dell’arte italiana e conosce artisti e realizza in questo periodo una nuova serie di dipinti astratti, la serie Roma. Da questo momento in poi grazie a numerose mostre, a un corpo sempre maggiore di opere, e all’amicizia con diversi artisti, Charles si lega movimento avanguardista conosciuto poi come Color-field, caratterizzato da una pittura a campi di colore molto estesi su tele di canapa, quell’avanguardia da cui si era distaccato qualche decennio prima.
Charles Pollock continua a dipingere campi di colore astratti anche dopo il suo trasferimento a Parigi nel 1971, dove trascorrerà il resto della sua vita, fino al 1988, anno della sua scomparsa.

La mostra è l’occasione unica di ammirare opere mai esposte prima, e attraverso lettere, riproduzioni fotografiche e bozzetti documenta lo stretto rapporto tra Charles, Jackson, e gli altri membri della famiglia Pollock in una luce intima e privata.

“Se Charles avesse fatto l’idraulico ci saremmo tutti occupati di tubature” – Sanford Pollock

La famiglia Pollock al completo

La famiglia Pollock al completo

Charles Pollock, senza titolo - 1930

Charles Pollock, senza titolo – 1930

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Jackson Pollock, Marina - 1934

Jackson Pollock, Marina – 1934

Guggenheim Collection 4Charles e Jackson

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INFO
Charles Pollock. Una retrospettiva
23 aprile – 14 settembre 2015
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
A cura di Philip Rylands

LINK
http://www.guggenheim-venice.it

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