Kartell Museo. Una storia fatta di sogni, tenacia e creatività

Kartell Museo | Kartell | Musei Milano

Kartell Museo. Una storia di sogni, tenacia e creatività.

Gli oggetti in plastica che utilizziamo quotidianamente sono moltissimi e ormai diamo per scontata la loro presenza.
Pochi sanno, però, che fino a qualche decennio fa la plastica non era considerata una buona materia per oggetti di uso domestico.

E’ stata necessaria una rivoluzione culturale e un cambiamento di stili di vita affinché la plastica entrasse nelle nostre case e nella nostra vita.
Il protagonista di questa rivoluzione è identificato da un brand che è associato allo stile, al design e alla qualità del made in Italy: Kartell.

Kartell è l’azienda italiana che da decenni usa la materia plastica per realizzare oggetti che sono entrati nel nostro immaginario collettivo e fanno parte della storia del design.
La sua storia è raccontata in un museo che ho visitato proprio in occasione delle celebrazioni per i 15 anni del Kartell Museo.

Kartell Museo | Sedia impilabile Dr. Glob | Philippe Starck | Kartell

Kartell nasce nel 1949 da un’idea di Giulio Castelli, che aveva avuto l’idea, assolutamente innovativa in quegli anni, di portare le materie plastiche all’interno di ogni casa.
La genialità la comprendiamo solo se, ripensando agli inizi degli anni cinquanta del Novecento, riflettiamo sul fatto che l’uso della plastica era limitato al campo tecnico e in un paese ricco di tradizione e di esperti artigiani la possibilità di affermazione di un prodotto industriale era ed è sempre stata legata alla qualità.

La sfida di Kartell sin dagli esordi è proprio questa.
Guadagnare la fiducia del mercato e proporre la plastica come materia alternativa al legno e al metallo.
Inizia così un lento ma inevitabile processo che porta nelle case di tutti oggetti, contenitori, mobili e accessori realizzati con la plastica, ma senza rinunciare allo stile e alla qualità.
Attraversando le sale del Museo Kartell sono rimasta impressionata dalla quantità di oggetti che hanno fatto parte della mia vita e che mi portano ora a scrivere che io sono realmente cresciuta con la plastica e molti dei prodotti Kartell hanno fatto parte della mia quotidianità fin da piccola.

Giulio Castelli, la moglie Anna Ferrieri e una serie di collaboratori, che negli anni si sono succeduti, hanno dovuto sfidare le perplessità, le difficoltà tecniche, inventare nuove forme e dimostrare che attraverso l’ingegno, la capacità e l’inventiva anche un materiale considerato povero e banale nascondeva grandi potenzialità ed era in grado di dare nuova forma ai sogni impossibili dei creativi di tutto il mondo.

Il Kartell Museo quest’anno compie 15 anni e ha deciso di festeggiarli con un nuovo allestimento, che racconta ancor meglio una storia iniziata molti decenni fa e che oggi non è ancora finita.
Il nuovo percorso espositivo propone tutti i prodotti più significativi e speciali progetti culturali, come l’installazione realizzata da Stefano Arienti proprio in occasione di questo speciale anniversario.
Il Kartell Museo è un viaggio per riscoprire gli oggetti più famosi del marchio, ma anche per scoprire che alcuni di quegli oggetti erano nelle nostre case sin da quando eravamo piccolissimi (avete presente ad esempio il vino per bambini con la paperetta? Era di Kartell!).
Si parte dal primissimo oggetto realizzato, un portasci esposto su una Fiat 500 d’epoca, per passare ai contenitori degli Anni ’50 firmati da Gino Colombini, le lampade e fino ai primi pezzi di arredamento che dagli Anni ’60 ad oggi hanno fatto la storia di Kartell.

La lista degli architetti che hanno collaborato comprende nomi del calibro di Anna Castelli Ferrieri, Joe Colombo e Philippe Starck e il Kartell Museo si trasforma in un viaggio nella storia del Made in Italy.

Kartell Museo | Kartell | musei Milano Kartell Museo | Kartell | Musei Milano Kartell Museo | Kartell | Musei Milano Kartell Museo | Bourgie |Ferruccio Laviani | Kartell

INFO
Museo Kartell
Via delle Industrie 3, 20082 – Noviglio (MI)

LINK
http://www.kartell.com – virtual tour

Related Post

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *