Chi era la Muta di Raffaello e dove verderla oggi

Raffaello | la Muta

CHI ERA LA MUTA DI RAFFAELLO E DOVE VEDERLA OGGI

Chi era in realtà la Muta di Raffaello e perchè l’artista ha corretto più volte l’opera?
Questo ritratto ha scatenato le ipotesi degli studiosi, sollecitato le indagini negli archivi e alimentato molte storie ma ancora non ha svelato i suoi misteri.

Non sappiamo quasi nulla della vera identità della Muta di Raffaello ma in questo post ti racconto le vicende che hanno reso quest’opera ancor più affascinante e ti svelo dove puoi vederla oggi.

La Muta di Raffaello

Raffaello | Ritratto femminile

CHI È LA MUTA DI RAFFAELLO

Tra le opere più importanti dell’artista di Urbino, il Ritratto femminile noto come la Muta di Raffaello è anche tra i suoi dipinti più discussi, soprattutto a causa dell’identificazione della figura femminile ritratta.
Non vi è certezza, infatti, di chi si nasconda dietro l’enigmatico volto di giovane donna ritratta nel dipinto, la cui storia inizia nella Firenze dei primi anni del XVIII secolo.

Raffaello è stato uno dei grandi maestri del Cinquecento e osservando quest’opera non possiamo che domandarci cosa stia pensando e cosa stia osservando.

Nel 2014 la Muta di Raffaello è stata sottoposta ad approfondite indagini diagnostiche che hanno rivelato tanti “pentimenti” dell’artista soprattutto nelle linee del volto e nell’abito, ma non hanno permesso di procedere nell’identificazione della figura ritratta.

Alcuni studiosi, tuttavia, hanno ipotizzato che la donna ritratta sia Giovanna Feltria della Rovere, figlia di Federico da Montefeltro e madre di Francesco Maria, erede del ducato di Urbino, che in quegli anni era colei che proteggeva e sosteneva l’artista.
Sono proprio i “pentimenti” di Raffaello a far supporre che l’artista avesse potuto mettere mano più volte al ritratto, evidenziandone le caratteristiche psicologiche e i sentimenti più profondi e che forse solo lui conosceva.
Fu proprio Giovanna a scrivere una lettera di presentazione per il gonfaloniere Pier Soderini in cui illustrava il talento e le virtù di Raffaello.
In questo modo al suo pupillo si aprirono le porte della Repubblica di Firenze, cuore della cultura e dell’arte del Rinascimento.

Nonostante il velo di mistero che ancora l’avvolge, il Ritratto femminile di Raffaello è una delle opere più ammirate dell’artista di Urbino insieme all’affascinante Fornarina.

DESCRIZIONE DELLA MUTA DI RAFFAELLO

La Muta di Raffaello è ritratta di tre quarti, come altri ritratti dello stesso periodo dell’artista, che si ispirava all’impostazione dei dipinti di Leonardo da Vinci.
La posa permette di osservare l’abbigliamento, curato nei minimi dettagli ma non particolarmente sfarzoso, ma soprattutto la componente psicologica.
C’è qualcosa che turba l’animo di questa donna, un velo di tristezza infatti sembra di scorgere nei suoi occhi e forse qualche rimpianto.

Il periodo in cui il dipinto viene realizzato (1507-1508) corrisponde alla fase iniziale dell’attività di Raffaello, a cui vengono affidati i primi importanti incarichi, nonostante avesse appena vent’anni.
Tra il il 1503 e il 1504, forse su commissione di Giovanna Feltria della Rovere, figlia di Federico da Montefeltro e duchessa di Sora, Raffaello realizzò alcune opere alcune importanti opere come San Giorgio e il Drago, ora al Louvre, e molti hanno ipotizzato che la Muta di Raffaello potesse essere proprio Giovanna.

DOVE VEDERE LA MUTA DI RAFFAELLO

La Muta di Raffaello si trova a Urbino, nella Camera della Duchessa della Galleria Nazionale delle Marche.
Il suo percorso però inizia a Firenze.
Siamo certi infatti che il quadro si trovava a Palazzo Pitti, tra i beni del gran principe di Toscana Ferdinando de’ Medici, tra il 1702 e il 1710.
Successivamente, nel 1713, fu spostato nella villa della famiglia Medici di Poggio a Caiano e 60 anni più tardi lo si trova agli Uffizi, prima nella sala dell’Ermafrodito e poi nella Tribuna.

Nulla sappiamo invece della sua collocazione nel Seicento poiché da un lato l’ipotesi che si trovasse  in entrambi la descrizione dell’effigiata è troppo generica perché vi si possa identificare il soggetto del dipinto.

Dal 1927 è in deposito permanente alla Galleria Nazionale delle Marche dove, nel 1975 fu trafugata insieme ad altre opere e poi recuperata l’anno successivo in Svizzera.

Raffaello sanzio | la Muta

LIBRI CONSIGLIATI SU RAFFAELLO

  • Raffaello. Il giovane favoloso Dopo cinquecento anni Raffaello continua a stupire per il suo eccezionale talento, per aver saputo ritrarre le donne più sensuali del suo tempo e aver costruito immagini meravigliose e vive, nelle quali ogni personaggio ha un proprio ruolo, una propria presenza scenica, una propria storia da raccontare.
  • Raffaello. Il trionfo della ragione – Nello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello, il protagonista è lo spazio umano, terreno, perfettamente razionalizzato. Il racconto cristiano diventa, forse per la prima volta nella storia, accessorio. È un cambio di prospettiva radicale che testimonia l’essenza del Rinascimento.

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