Il Pantheon

Pantheon | Roma

Roma. Il Pantheon

C’è un luogo che non manco mai di visitare quando mi trovo a Roma: Il Pantheon.
Sicuramente tornerò a visitare questo edificio anche quando ci vedremo a Roma in occasione dell’evento del 5 dicembre che sto organizzando con l’Associazione Miramuseo e che sarà dedicato a Caravaggio.
In fondo al post trovate le informazioni sugli eventi in programma e come fare per prenotarsi.

Il Pantheon è imponente ed ha ispirato gli architetti di tutte le epoche per la sua struttura, per la tecnica di costruzione e forse anche perché è l’unico monumento architettonico dell’antica Roma che si è conservato integro.

Pantheon | Jefferson Memorial | dollaro americano

Dall’alto: dettaglio della moneta americana da 5 cent e il Jefferson Memorial. In entrambi i casi gli edifici rappresentati si ispirano e quasi riproducono il Pantheon di Roma.

La fortuna del Pantheon

Il Pantheon ha affascinato molti artisti e non gli è rimasto indifferente un architetto rinascimentale come Andrea Palladio, che ha sempre preso spunto dallo stile classico per adattarlo allo stile di vita del suo tempo e che nella sua Rotonda a Vicenza si è proprio ispirato alla struttura e alla cupola del Pantheon.
Molte sono le chiese, le biblioteche e gli edifici che in tutto il mondo ricordano la magnificenza di questo edificio e sarebbe impossibile elencarle tutte, ma sicuramente è curioso come alcuni dei più importanti edifici degli Stati Uniti d’America riproducano la struttura del Pantheon grazie allo stretto legame tra Palladio e Thomas Jefferson, che ha permesso di costruire il Nuovo Mondo.
Ecco perché quando abbiamo tra le mani una moneta da 5 cent americana oppure vediamo la biblioteca dell’Università della Virginia e il Jefferson Memorial osserviamo edifici che a noi sembrano familiari!

Storia e descrizione del Pantheon

Sulla facciata del Pantheon si legge “M. Agrippa L. F. Cos. tertium fecit” e ci ricorda che questo edificio fu fondato nel 27 a.C. da Agrippa. In realtà però quello che ammiriamo oggi è la ricostruzione dell’edificio fatta eseguire dall’imperatore Adriano tra il 120 e il 124 d.C., poiché alcuni incendi ne avevano danneggiato la struttura.

Il motivo principale per cui il Pantheon si è conservato intatto fino ai nostri giorni è dovuto al suo cambio d’uso.
Nel 609 d.C. Bonifacio IV trasformò il tempio in una chiesa cristiana (fu il primo caso di un tempio pagano diventato d’uso cristiano) dedicandola a “Santa Maria dei Martiri” (chiamata anche “Santa Maria della Rotonda”) e collocando al suo interno molti corpi di martiri cristiani.
L’edificio resta tuttora una chiesa in cui si celebrano regolarmente le funzioni religiose dai Canonici del Capitolo del Pantheon.

Il portico è composto da 16 colonne di granito e nel timpano era collocato un bassorilievo in bronzo con la rappresentazione della Battaglia degli Dei e dei Giganti, che è stato rimosso nel Seicento da Urbano VIII e concesso a Bernini per fonderlo e realizzare il Baldacchino di San Pietro e altre opere.
Le porte in bronzo sono, invece, originali.

La particolarità del Pantheon, e che conferisce agli interni un aspetto solenne e grandioso, è data dalla cupola e dal suo “occhio”  che fa entrare la luce e l’aria.
La sua cupola è il modello di tutte le cupole costruite nei secoli successivi in Europa e nel mondo, sia nelle chiese cristiane che nelle moschee musulmane.
La cupola del Pantheon è un’opera architettonica di dimensioni eccezionali (del diametro di 43,44 m) realizzata con una tecnica di costruzione basata sull’utilizzo di cassettoni e sull’uso di materiali sempre più leggeri mano a mano che si procede verso l’alto.
Il materiale di base è il calcestruzzo ma nella parte più bassa è mischiato con scaglie di mattoni, salendo è associato a scaglie di tufo e nella parte superiore è mescolato con lapilli vulcanici.

A partire dal Quattrocento il Pantheon venne arricchito da affreschi e tra questi il più famoso è l’Annunciazione di Melozzo da Forlì (si trova nella prima cappella a destra vicino all’entrata), ma è anche il luogo dove sono stati sepolti alcuni dei più importanti artisti.
Questo è un altro dei motivi che mi portano al Pantheon ogni volta che mi trovo a Roma, perché qui riposano Raffaello Sanzio (accanto alla sua promessa sposa che morì tre mesi prima di lui) ed Annibale Carracci e dell’architetto Baldassarre Peruzzi. 
In questo edificio si trovano inoltre le tombe di Vittorio Emanuele II di Savoia (primo Re d’Italia), del Re Umberto I di Savoia e della Regina Margherita.

Pantheon | Roma

Gli eventi di The ART post Blog: Milano e Roma

Manca poco!
Il 5 dicembre ci vediamo a Roma per una passeggiata nel centro della città e che ci porterà alla scoperta della vita di uno degli artisti più misteriosi e controversi della storia, permettendoci di ammirare alcuni dei suoi capolavori come la Crocifissione di San Pietro nella Chiesa di Santa Maria del Popolo.

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2 pensieri su “Il Pantheon

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