Uffizi Firenze opere: i capolavori da non perdere

UFFIZI FIRENZE: LE OPERE DA NON PERDERE

Firenze è famosa in tutto il mondo per essere la culla del Rinascimento e per i suoi musei, che conservano i capolavori degli artisti più importanti di tutti i tempi.
Tra i suoi musei il più importante, e il più famoso nel mondo, è la Galleria degli Uffizi.

In fondo al post trovi le informazioni su come prenotare i biglietti agli Uffizi e saltare la fila.

Uffizi Firenze: le opere che non puoi perdere 

Gli Uffizi di Firenze conservano la più bella collezione d’arte del mondo e il palazzo che la ospita è il primo museo pubblico della storia.
La prima volta che sono entrata ho avuto l’impressione di non avere abbastanza tempo per vedere tutte le opere che avrei voluto, la seconda volta invece ho fatto una selezione e mi sono concentrata solo su quelle che considero imperdibili.
In questo post ho raccolto le foto dei capolavori che vanno visti, se vai a vedere gli Uffizi a Firenze.

Filippo Lippi, Madonna col Bambino e due angeli (1460-1465 c.).
Delicata e bellissima è questa Madonna che siede su un trono di cui si intravede il morbido cuscino ricamato.
Lo sguardo verso il suo bambino è dolce e malinconico allo stesso tempo, come se avesse già capito tutto sul destino di suo figlio.
La finestra che si apre davanti a un paesaggio affacciato sul mare, le vesti e le acconciature ispirate alla moda del tempo danno a questo dipinto una naturalezza nuova rispetto alle altre opere dello stesso periodo.
Alcuni studiosi ipotizzano che la modella che Filippo Lippi ha usato per dipingere il volto della Vergine sia quella di Lucrezia Buti, la monaca che divenne sua moglie.

Filippo Lippi | Madonna col Bambino

Filippo Lippi, Madonna col Bambino e due angeli

Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne (1620 circa).
Artemisia Gentileschi è una delle pittrici italiane più conosciute ed apprezzate del XVII secolo, che seguì la scuola caravaggesca.
In quell’epoca, in cui non era facile per una donna affermarsi come pittrice, Artemisia fu la prima donna ad entrare a far parte dell’Accademia di Arti e Disegno di Firenze.
Figlia di Orazio Gentileschi, pittore di scuola caravaggesca, Artemisia si trasferì a Firenze per fuggire dallo scandalo in cui fu coinvolta a Roma dopo l’accusa di stupro rivolta al pittore Agostino Tassi.
Questo drammatico fatto è documentato dagli atti processuali e dalle cronache dell’epoca ed è un simbolo delle violenze a cui sono state sottoposte per secoli le donne.

In “Giuditta che decapita Oloferne” l’eroina della Bibbia Giuditta, esempio di virtù e castità, viene rappresentata nell’atto di tagliare la testa del nemico Oloferne, condottiero assiro da lei ingannato con la seduzione pur mantenendo salva la propria purezza.
La tela fu probabilmente dipinta per Cosimo II de’ Medici e completata a Roma appena dopo il ritorno di Artemisia, dopo sette anni passati a Firenze.

Artemisia Gentileschi | Giuditta che decapita Oloferne

Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne

Agnolo Bronzino, Ritratto di Lucrezia Panciatichi (1541 circa).
Lucrezia apparteneva a una delle più influenti famiglie di Pistoia, di cui un ramo importante si stabilì a Firenze a partire dal Cinquecento si stabilì a Firenze.
Questo dipinto fu eseguito nel 1541 da Bronzino ed è conservato agli Uffizi insieme al ritratto del marito di Lucrezia, Bartolomeo Panciatichi, realizzato dallo stesso artista. Probabilmente il quadro è stato commissionato quando Bartolomeo venne ammesso nell’Accademia Fiorentina.

Il ritratto di Lucrezia è una delle icone della ritrattistica cinquecentesca, che divenne ancora più famoso quando Vasari lodò i ritratti dei coniugi Panciatichi dicendo che sono “tanto naturali che paiono vivi veramente, e che non manchi loro se non lo spirito”.

Agnolo Bronzino | Ritratto di Lucrezia Panciatichi

Agnolo Bronzino, Ritratto di Lucrezia Panciatichi

Rosso Fiorentino, Putto che suona (1521).
L’opera è stata a lungo considerata come singola ma il restauro del 2000 ha permesso di comprendere che si tratta di un dettaglio tratto da una pala di maggiori dimensioni.
Lo sfondo scuro nasconde infatti le incisioni parallele del disegno di alcuni gradini, su cui l’angelo stava seduto, probabilmente ai pedi di un trono della Vergine col Bambino.
Impossibile, almeno per il momento, sapere quale fosse l’opera in cui si collocava questo angelo.

Rosso Fiorentino | Putto che suona

Rosso Fiorentino, Putto che suona

Caravaggio, Bacco (1596-1597).
Caravaggio, il genio “maledetto” che all’inizio del ‘600 rinnovò la pittura non solo in Italia ma anche in Europa, è il protagonista di una sala degli Uffizi dove si trova, tra gli altri capolavori, anche il celebre “Bacco”.
Commissionato dal suo protettore il cardinal del Monte, come regalo per il Granduca di Toscana Ferdinando I, e dipinto tra il 1596 ed il 1597.

L’uso sapiente del colore e della tecnica ad olio: l’effetto di incredibile realismo nella resa del canestro di frutta, dell’incarnato del giovane e delle trasparenze della coppa di vino faranno scuola.
Recenti restauri hanno evidenziato all’interno della caraffa di vino un volto di uomo che si ritiene essere l’autoritratto dello stesso artista.

Caravaggio | Bacco

Caravaggio, Bacco

Caravaggio, Medusa (1598) dettaglio – Uffizi, Firenze.
Caravaggio dipinge uno sguardo di terrore, un grido agghiacciante, dei serpenti che si muovono impazziti e un fiume di sangue che sgorga dalla testa della Medusa.
Medusa era mostruosa, trasformava le persone in pietra e Caravaggio la dipinge su uno scudo da combattimento.
Non un vero scudo, ovviamente, perché quest’opera era un dono del Card. del Monte (sempre lui, il protettore di Caravaggio) per il granduca di Ferrara I de’ Medici.

La storia e il significato di questo straordinario capolavoro la trovi nel post Dove si trova la Medusa di Caravaggio e il suo significato.

Caravaggio | Medusa

Raffaello, Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi (1518).
Questo dipinto è legato al matrimonio di Lorenzo duca di Urbino con la nobildonna francese Madeleine de La Tour d’Auvergne.
Il matrimonio venne celebrato a Firenze nel 1518 e il Papa leone X, zio dello sposo, impossibilitato a partecipare inviò quest’opera.
L’opera fu collocata a Palazzo Medici e i documenti storici lo ricordano “sopra alla tavola dove mangiava la Duchessa e gli altri signori”.

In principio l’opera conteneva solo il ritratto del Papa, mentre in un secondo momento furono aggiunti i ritratti dei due nipoti alle sue spalle, forse realizzati da Giulio Romano, l’allievo più promettente di Raffaello.

Raffaello | Leone X

Raffaello, Ritratto di Leone X

La Venere di Urbino di Tiziano Vecellio.
La Venere di Urbino è una delle opere più sensuali realizzate da Tiziano.
Venne acquistata, presso la bottega dell’artista nel 1538, da Guidobaldo della Rovere duca di Camerino e fu uno dei dipinti più famosi del Cinquecento e infatti furono numerose le copie e le riproduzioni nel corso dei secoli successivi.

Per sapere tutto su questo dipinto ti consiglio di leggere anche Venere di Urbino: 5 cose da sapere

Tiziano | Venere da Urbino

Tiziano, Venere da Urbino

Tondo Doni
L’opera era stata commissionata da Agnolo Doni, che voleva una rappresentazione della Sacra Famiglia.
L’importanza e la bellezza di questo dipinto consistono nella composizione studiata da Michelangelo, che pone al centro Maria, Giuseppe e Gesù Bambino come se fosse un gruppo scultoreo.

Per sapere tutto su questo dipinto ti consiglio di leggere anche Tondo Doni di Michelangelo: dove si trova e cosa rappresenta

Michelangelo, Tondo Doni. Galleria degli Uffizi, Firenze.

Paolo Uccello, Battaglia di San Romano (1438 circa).
Questo dipinto è la parte centrale di un grande trittico dipinto da Paolo Uccello nel 1438 circa, oggi smembrato e diviso tra Uffizi, National Gallery di Londra e Louvre di Parigi.
Il ciclo illustra le fasi della battaglia di San Romano che si svolse nel 1432 tra fiorentini e senesi e che vide la vittoria gloriosa di Firenze. L’opera fu dipinta per la ricca famiglia Bartolini ma nel 1492 risultava già nell’ inventario dei beni di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico.

Ciò che rende importante questo grande ciclo è l’utilizzo sperimentale e ardito della prospettiva, che rese Paolo Uccello famoso tra i suoi contemporanei.
La parte esposta agli Uffizi rappresenta il disarcionamento di Bernardino della Ciarda, condottiero senese ritratto al centro della scena insieme al suo cavallo bianco nel momento in cui viene colpito da una lancia nemica.

Paolo Uccello, Battaglia di San Romano

La Venere di Botticelli
Una delle opere più famose conservate agli Uffizi è la Nascita di Venere di Botticelli.
Il committente dell’opera era Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, che era anche la stessa persona che aveva commissionato a Botticelli anche la Primavera qualche anno prima (databile infatti al 1482 circa).

Per sapere tutto su questo dipinto ti consiglio di leggere anche Venere Botticelli: 5 cose da sapere

Venere | botticelli | Uffizi

INFORMAZIONI PRATICHE PER VEDERE LE OPERE DEFLI UFFIZI

Per vedere gli Uffizi consiglio di prenotare i biglietti per evitare la fila all’ingresso.
Sono disponibili on line, attraverso il sito, che io ho usato per visitare il museo, che ti permette di saltare la fila all’ingresso –> Galleria degli Uffizi – accesso prioritario

La Galleria degli Uffizi si trova nel centro storico di Firenze e arrivare è molto facile.
Il punto di riferimento per arrivarci è il Piazzale della Stazione Centrale di Santa Maria Novella.
Da qui bastano dieci minuti a piedi e vi trovate davanti agli Uffizi.

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