Un capolavoro di Botticelli: la Calunnia di Apelle

UN CAPOLAVORO DI BOTTICELLI AGLI UFFIZI: LA CALUNNIA DI APELLE

C’è un capolavoro di Botticelli agli Uffizi, proprio accanto alla famosa “Primavera”.
Si tratta di un dipinto di piccole dimensioni intitolato la “Calunnia di Apelle” e che rischia sempre di passare inosservato, ma che se lo conosci non potrai fare a meno di guardarlo perché è ricco di significati ed è anche la chiave per capire il percorso di Botticelli.

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In questo post ti spiego perché questo capolavoro di Botticelli è così importante e cosa rappresenta la “Calunnia di Apelle”.

Un capolavoro di Botticelli agli Uffizi di Firenze: La Calunnia di Apelle

QUANDO BOTTICELLI DIPINGE LA CALUNNIA DI APELLE

Il capolavoro di Botticelli la “Calunnia di Apelle”, noto anche più semplicemente come “La Calunnia” è stato realizzato nel 1496 circa.
Lorenzo il Magnifico era morto qualche anno prima, nel 1492, e Girolamo Savonarola attaccava la cultura del tempo invitando tutti al pentimento finché fu condannato al rogo nel 1498.
Girolamo Savonarola aveva conquistato i fiorentini, e anche Sandro Botticelli, con le sue prediche appassionate contro la corruzione e la decadenza della Chiesa.

Il capolavoro di Botticelli, “La Calunnia”, sarebbe stato dipinto proprio in quella fase della vita dell’artista in cui una profonda crisi interiore cambierà per sempre il suo stile e i temi delle sue opere.
“La Calunnia” è dunque un’opera cruciale, realizzata negli anni in cui Botticelli era completamente conquistato dalle parole di Savonarola sul giudizio divino e sulla necessità di pentirsi.

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“La Calunnia di Apelle” è lo spartiacque tra il primo e il secondo Botticelli.

DESCRIZIONE DELLA CALUNNIA DI APELLE: COME SI LEGGE IL DIPINTO

Botticelli per realizzare l’opera si ispira ad un dipinto perduto del grande pittore greco Apelle (IV secolo a.C.) ma che viene descritto dallo scrittore greco Luciano Samosata.
Luciano sostiene che il dipinto fosse la trasposizione di una vicenda autobiografica dell’artista Apelle, che era stato accusato ingiustamente.

L’opera va letta da destra verso sinistra.
Sul trono si trova Re Mida con le orecchie d’asino e nei panni di un giudice, che ascolta i suggerimenti di “Ignoranza” e “Sospetto” che si trovano alle sue spalle.
Davanti a Re Mida si trova c’è “Livore (rancore) con il cappuccio nero e vestito di stracci che tiene per il braccio “Calunnia”, una donna bellissima che si fa sistemare i capelli da “Insidia” e “Frode”.
E’ calunnia a trascinare il “Calunniato con una mano, mentre con l’altra impugna una fiaccola che non illumina ed è il simbolo della falsa conoscenza.
Nella scena appaiono anche il “Rimorso” (la vecchia a sinistra) e la “Nuda Veritas” con lo sguardo rivolto al cielo mentre indica con il dito da dove viene l’unica vera fonte di giustizia.

Si tratta di un capolavoro di Botticelli di piccole dimensione ma con una grande carica drammatica e che segna non solo la crisi umana e spirituale del pittore ma anche il crollo di tutte le sicurezze maturate nel corso del ‘400 e che stavano traghettando il mondo verso il Rinascimento maturo.

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