Galleria Borghese opere: i capolavori da vedere assolutamente

galleria borghese

GALLERIA BORGHESE OPERE: I CAPOLAVORI DA VEDERE ASSOLUTAMENTE

Galleria Borghese opere e meraviglie di uno dei musei più affascinati d’Italia.
Immersa nel verde del parco più grande di Roma, conserva le opere della spettacolare collezione del cardinal Scipione Borghese, nipote prediletto di Papa Paolo V, e mecenate di molti artisti attivi tra Cinquecento e Seicento.
All’interno della Galleria Borghese sono conservati alcuni dei più importanti capolavori della storia dell’arte e in questo post ti consiglio quali devi vedere assolutamente.

Fammi sapere cosa ne pensi della mia selezione e scrivimi nei commenti quali altre opere consiglieresti di ammirare con attenzione all’interno della Galleria Borghese 🙂

Galleria Borghese opere: i capolavori da vedere

GALLERIA BORGHESE OPERE DA VEDERE

Prima di visitare la Galleria Borghese è necessario prenotare i biglietti.
Infatti, l’ingresso al museo è limitato a un numero ben preciso di visitatori e spesso capita che  posti siano tutti esauriti. 
La prenotazione consente di scegliere il giorno e fissare l’orario d’ingresso, in base alle disponibilità rimaste. Per prenotare collegati alla pagina – Galleria Borghese Biglietti

Ecco le opere che devi vedere assolutamente !

Apollo e Dafne
Uno dei gruppi scultorei barocchi più belli, realizzato da Gian Lorenzo Bernini, su commissione del cardinale Scipione Borghese.
Il potente cardinale amava lo stile di Bernini e gli commissionò quattro gruppi di sculture ispirati alla mitologia: “Enea, Anchise e Ascanio”, il “Ratto di Proserpina”, “David” e questa rappresentazione del mito di “Apollo e Dafne”.
La straordinaria capacità di Bernini di lavorare il marmo, la cura dei dettagli e la complessità della composizione, rendono l’opera un capolavoro assoluto.
Sembra quasi di percepire il grido della ragazza, che sta per trasformarsi in un albero d’alloro, mentre la presa del dio Apollo fa sembrare il marmo soffice.

Apollo e Dafne | Bernini

Apollo e Dafne di Bernini

Amor Sacro e Amor Profano
Questo è probabilmente il più misterioso tra i dipinti realizzati da Tiziano Vecellio.
Acquistato dal cardinal Borghese, nel 1608, direttamente dall’artista, non sappiamo con certezza se si tratti di un lavoro eseguito su commissione.
Neppure il soggetto è chiaro e, infatti, gli studiosi hanno ipotizzato si tratti di una rappresentazione dei due aspetti dell’Amore: da un lato quello terreno e passionale, dall’altro quello celeste e ideale.
La scena è popolata da molti simboli: dalla coppia di conigli, simbolo di fertilità, al sarcofago, che allude alla morte.
Un’opera bellissima e misteriosa da osservare a lungo!

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Tiziano | Amor Sacro e Amor Profano

Tiziano, Amor Sacro e Amor Profano

Paolina Borghese
Paolina Borghese nelle vesti di “Venere vincitrice” è una delle sculture più belle di Antonio Canova.
L’opera fu commissionata nel 1805 da Camillo Borghese, marito di Paolina.
La donna era la bellissima e potente sorella di Napoleone Bonaparte, regina dei salotti di Roma e ammirata da tutta Europa.
All’epoca in cui posò per questa scultura aveva 25 anni e Canova decise di darle le sembianze della dea Venere con in mano il Pomo d’Oro, ovvero il premio con cui Paride aveva decretato la dea come la più bella tra le dee.
L’opera è uno dei punti più alti dell’arte di Canova e della scultura dell’Ottocento, ma è anche un prodigio d’ingegneria, infatti la scultura è dotata di un meccanismo che consente al triclinio di ruotare.
In questo modo, originariamente, l’opera era visibile da qualsiasi punto di vista.

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Canova | Paolina Borghese

Canova, Paolina Borghese

Ragazzo con canestro di frutta
Questo è uno dei dipinti che Caravaggio realizzò a Roma, nel periodo in cui lavorava presso la bottega di Giuseppe Cesari, detto Cavalier D’Arpino, un artista del tempo molto importante.
Gli studiosi hanno confermato che l’attività di Caravaggio presso la bottega del Cavalier D’Arpino consisteva nel realizzare quelle decorazioni, come la frutta e i fiori, che completavano le opere del maestro e che erano molto richieste tra i commettenti romani.
A guardar bene il canestro di frutta somiglia molto a quella “Natura Morta”, che poco tempo prima Caravaggio aveva realizzato a Milano e che la cui importanza la trovi descritta nel post Natura morta, Caravaggio e la Canestra di Frutta.
Il cardinal Borghese vide quest’opera, insieme a quella del “Bacchino malato”, e decise di inserirle immediatamente nella sua collezione.

Caravaggio | Ragazzo con canestro di frutta

Caravaggio, Ragazzo con canestro di frutta

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