Le storie controcorrente di Jago, Banksy, TvBoy in mostra

jago banksy tvboy | mostre Bologna

LE STORIE CONTROCORRENTE DI JAGO, BANKSY, TVBOY IN MOSTRA

Le opere di Jago, Banksy e TvBoy in mostra a Bologna per creare un dialogo “virtuale” tra il misterioso artista inglese e due tra i più influenti artisti italiani.

Cosa hanno in comune questi tre artisti per giustificare una mostra che, con 60 opere esposte, si presenta come una delle più importanti del panorama dell’arte contemporanea?
Ciò che li accomuna è il fatto che hanno sovvertito le regole dell’arte, rifiutando di entrare a far parte di un sistema che spreme gli artisti più che valorizzarli, esclude i migliori per fare spazio a coloro che sono più bravi a inserirsi in un sistema economico.

Jago, Banksy, TvBoy in mostra

img mostra jago Banksy tvboy

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Ci voleva un evento come questo.
Jago, Banksy e TvBoy in mostra a Bologna sono uno sberleffo al sistema dell’arte che è difficile da cambiare e quasi impossibile da conquistare.

Questi tre artisti hanno creato un precedente e fatto parlare della loro arte arrivando al cuore del grande pubblico, facendo a meno delle gallerie, dei curatori e di tutte quelle persone che dovrebbero facilitare la vita a un artista ma che finiscono per complicarla.

La mostra Jago, Banksy, TvBoy e altre storie controcorrente si presenta come una tripla monografica che mostra le opere più significative di ognuno di loro: dalle opere di Banksy come Girl with Baloon a Bomb Love di Banksy; Apparato circolatorio e Memoria di sé e altre opere di Jago; la serie dei baci e quella degli eroi di TvBoy, oltre a pezzi iconici dell’artista come la coppia “modernizzata” che ha dato vita alla enorme opera che dà il benvenuto all’aeroporto di Roma Fiumicino oppure il Gino Strada con il cartello “stop war” comparso una notte di qualche mese fa sui muri di Milano.

A questi tre nuclei si uniscono anche molte opere di varie generazioni di artisti che da loro hanno preso ispirazione e spunto, o che semplicemente si inseriscono nel percorso “controcorrente” che li caratterizza: da Obey – in mostra con il celebre manifesto Hope, realizzato nel 2008 per sostenere la campagna presidenziale di Barak Obama – a Mr. Brainwash (di cui, tra gli altri, un esemplare della sua Mona Linesa), da Ravo e La ragazza con l’orecchino di perla a Laika e il suo celeberrimo Not this “game” fino a Pau con la sua serie delle Santa Suerte.

La mostra di Bologna è un percorso suddiviso in 4 sezioni che porta il visitatore a cogliere le affinità esistenti tra questi artisti e li mette in relazione alle tendenze legate all’arte e alla street art europea.

Jago | Habemus Hominem

Jago, Habemus Hominem

LE SEZIONI DELLA MOSTRA DI JAGO, BANKSY, TVBOY

Jago
La prima sezione è dedicata a Jago.
L’artista italiano, di Frosinone, è noto per le sue sculture ed è un personaggio celebre sui social network, che usa per promuovere il suo lavoro.
La ricerca artistica di Jago affonda le proprie radici nelle tecniche tradizionali e ha un rapporto diretto con il pubblico grazie all’uso di video e dei social network, per condividere il processo produttivo.

All’età di ventiquattro anni, su presentazione di Maria Teresa Benedetti, è selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla LIV Biennale di Venezia, esponendo il busto in marmo di papa Benedetto XVI (2009) che gli è valso la Medaglia del Pontificato. La scultura giovanile è stata poi rielaborata nel 2016, prendendo il nome di Habemus Hominem e divene uno dei suoi lavori più noti.

Dal 2016, anno della sua prima mostra personale a Roma, vive e lavora in Italia, Cina e America. È stato professore ospite alla New York Academy of Art, dove tiene una masterclass e diverse lezioni nel 2018.
A seguito di un’esposizione all’Armory Show di Manhattan, Jago si trasferisce a New York e qui inizia la realizzazione di Figlio Velato, esposto permanentemente all’interno della Cappella dei Bianchi, in di San Severo Fuori le Mura a Napoli.

Nel 2019, in occasione della missione Beyond dell’ESA (European Space Agency), Jago è il primo artista a inviare una scultura in marmo sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’opera, intitolata The First Baby e raffigurante un feto, è tornata sulla Terra a febbraio 2020 sotto la custodia del capo missione, Luca Parmitano.
Nel novembre dello stesso anno realizza l’installazione Look Down, immagine di un nudo infantile allora temporaneamente collocata in piazza del Plebiscito a Napoli, ora nel deserto di Al Haniyah a Fujairah (UAE).
Il 1° ottobre 2021 installa invece l’opera Pietà nella basilica di Santa Maria in Montesanto, in piazza del Popolo a Roma.
Nel 2022 le opere di Jago sono in mostra a Roma, a Palazzo Bonaparte, con la sua prima grande personale.

Banksy | Girl with balloon

Banksy, Girl with balloon

Banksy
La seconda sezione è tutta dedicata a Banksy, l’artista inglese, che da anni mantiene un misterioso anonimato ma non smette di provocare discussioni e riflessioni con le sue opere ironiche e spietate nei confronti della società odierna.

Terrorismo, crimini di guerra, crisi economica, bullismo, abusi sul lavoro, immigrazione, non c’è uno dei temi della società contemporanea che Banksy non affronti.
Probabilmente è lo street artist più famoso ma anche più controverso al mondo, che ha creato con le sue opere una sottocultura a sé stante e capace di generare discussioni e punti di vista alternativi, incoraggiando anche una nuova rivoluzione nel mondo dell’arte.

Ciò che più sconvolge è la rapidità, l’immediatezza nel rappresentare questioni scottanti dell’attualità globale nelle sue opere. Banksy non ha bisogno di un curatore che spieghi le sue opere perché sono immediatamente comprensibili a tutte le latitudini e da tutti gli strati sociali.
I muri delle città, le scale dei palazzi, le pareti degli edifici più anonimi e gli angoli delle strade di periferia sono per Banksy una galleria a cielo aperto, uno spazio da conquistare con la forza dell’arte e suggerire riflessioni che segnano le anime e i cuori delle persone.

Mentre colpisce il mondo intero, la produzione artistica di Banksy ha creato un effetto a catena, stimolando tanti giovani artisti a continuare a proporre le loro opere direttamente nelle strade.

TVBOY | stop war gino strada

TVBOY, stop war gino strada

TvBoy
TVBOY, nato a Palermo nel 1980 ma cresciuto a Milano, è uno degli street artist italiani più famosi in questo momento.
Nel 2007 è uno dei protagonisti della mostra Street Art – Street View, la prima esposizione di arte urbana promossa in Italia da un’istituzione, che in un certo senso farà arrivare a una diversa presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica si questo tipo d’arte.

TVBOY, il cui vero nome è Salvatore Benintende, con le sue opere guarda certamente alla Pop Art, ma anche al mondo dei fumetti e dei videogiochi. Ha invaso le strade italiane, e non solo, con i suoi famosi baci ideali tra icone contemporanee (spesso in contrapposizione) divenendo non di rado l’immagine più diffusa sui media per spiegare i cambiamenti politici e sociali.

La sua forza è la produzione continua, esagerata, famelica. TVBOY ambisce a diventare un’enciclopedia per immagini della società contemporanea e ci sta riuscendo.

Dall’anonimato al reale, nuovi concetti spaziali, ma senza limiti
La quarta e ultima sezione della mostra mette insieme il sacro e il profano, giovanissime promesse e riconosciuti maestri, classicismo e sovversione.
Oltre il Barocco e il Rococò, i graffiti di Andrea Ravo Mattoni rendono vivi e presenti i capolavori dell’arte moderna normalmente esposti nei musei.

Tecnica e dimensione sono la sua cifra identitaria, la bomboletta spray sostituisce il pennello e le tele diventano grandi pareti, portando fuori dai musei i capolavori più importanti dell’arte italiana all’esterno e consentendo a tutti di poter vivere il quadro senza alcun filtro e limitazione.

Il muro, massima espressione della Street Art diventa la cornice per installare cartelli stradali e staccionate in legno; elementi che normalmente troviamo per strada diventano i protagonisti delle opere di uno degli street artist più famosi e controversi, Thierry Guetta, alias Mr Brainwash, che ha iniziato stringendo amicizia e filmando alcuni dei più influenti artisti del mondo, tra cui Banksy (seguito durante le sue incursioni alla Tate Britain e sul muro che divide Cisgiordania e Israele).
Citazioni del mondo dell’arte, riferimenti al consumismo e alla cultura che ha dominato la nostra società negli ultimi decenni sono amalgamati con un’onnivora visione ultrapop generando, secondo lo stesso artista, opere che rendono le persone felici, portando gioia, colore e messaggi positivi. Una sintesi chiara per dire che la vita è bella!

Un forte legame quello con la materia che controcorrente, e imponendosi sugli odierni abusi digitali, si colloca nelle figure in bilico tra sacro e profano di Pau.
Intaglio della matrice, processo di stampa home made e ritocco a mano di ogni singola stampa con tecniche miste sono i processi con cui Pau realizza le proprie personali dee della Fortuna, un connubio ideale tra mitologia greca, superstizione e iconografia cattolica. Con Santa Suerte, la Giustizia, è rappresentata come dea bendata, a simboleggiare il principio della sua imparzialità, raffigurata come una donna che non può guardare in faccia nessuno; una visione di Giustizia che, quasi fatalmente, tende ad accomunarsi a quella della Fortuna!

Con la visione disincantata e ironica di Laika, artista sincronicamente indipendente, misteriosa e libera, l’attenzione rimane viva, tenace come i suoi poster e adesivi, effimeri tableau vivant, che attraggono interesse e sguardi al nostro passaggio per strada.

Si può dire molto con la carta, anzi si può dire tutto!
Hope è un poster di carta, un manifesto che significa speranza ed è stata la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam.
Realizzata da Obey per la campagna elettorale del presidente Barack Obama, quest’opera è il simbolo di una rivoluzione: la vittoria del primo afroamericano a ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America.

street art | mostre arte

INFORMAZIONI MOSTRA JAGO, BANKSY, TVBOY

Jago, Banksy, TvBoy e altre storie controcorrente
Palazzo Albergati
Via Saragozza, 28 40123, Bologna
11 novembre 2022 – 07 maggio 2023

Una mostra che, attraverso 60 opere, racconta alcune delle storie più estreme e trasgressive della public art italiana e internazionale, attraverso il dialogo tra il misterioso artista inglese e i più influenti artisti italiani del momento.

Orari di apertura
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie
Mercoledì 8 dicembre 10.00 – 20.00 Venerdì 24 dicembre 10.00 – 17.00 Sabato 25 dicembre 16.00 – 20.00 Domenica 26 dicembre 10.00 – 20.00 Venerdì 31 dicembre 10.00 – 17.00 Sabato 1 gennaio 10.00 – 20.00 Giovedì 6 gennaio 10.00 – 20.00

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti
Intero € 15,00 Ridotto € 13,00

 

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