Lione, dove i fratelli Lumière hanno inventato il cinema

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LIONE, DOVE I FRATELLI LUMIER HANNO INVENTATO IL CINEMA

Quando i fratelli Lumière inventarono il cinema erano considerati un po’ pazzi.
Si erano messi in testa di portare l’immagine animata nel mercato del futuro e proiettarla su un grande schermo.
Impresa folle e che non dava neppure garanzia di successo eppure ci provarono e fu così che nacque il cinema e se ci appassioniamo ancora alle storie e ai personaggi del grande schermo è merito loro.

Se siete amanti del cinema e amate andare alla ricerca di quei luoghi in cui potete rivivere la storia del cinema allora dovete visitare la città di Lione.

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Pinacoteca di Brera: cosa vedere e come arrivare

Pinacoteca di Brera | Musei Milano

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PINACOTECA DI BRERA: LE OPERE DA NON PERDERE E COME ORGANIZZARE LA VISITA

La Pinacoteca di Brera è un grande museo, che a differenza delle altre grandi pinacoteche italiane, come gli Uffizi di Firenze, non nasce dal collezionismo aristocratico.
Le opere che la Pinacoteca di Brera conserva non provengono dalla raccolta di opere di un Principe oppure di una corte o di una famiglia importante, ma è la raccolta di opere che servivano per l’istruzione gli allievi dell’Accademia di Belle Arti.
Nei primi anni dell’Ottocento, per volontà di Napoleone, questo luogo riservato allo studio fu trasformato in un museo con i capolavori provenienti dalle chiese e dai palazzi della Lombardia oppure acquistati per dare prestigio alla collezione.

Cosa vedere alla Pinacoteca di Brera

La Pinacoteca di Brera è uno dei musei più importanti d’Italia in cui ammirare alcuni dei maggiori capolavori della storia dell’arte.
Tutto merita attenzione e per visitare la Pinacoteca servono almeno due ore di tempo, ma in questo post ho fatto l’elenco delle 5 opere che assolutamente non dovete perdere.

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Biennale di Venezia 2017: non mi è piaciuta ma vi consiglio di vederla

Biennale Venezia | Padiglione Russia

BIENNALE DI VENEZIA 2017: PERCHE’ NON MI E’ PIACIUTA E PERCHE’ DOVETE VEDERLA

Vi sembrerà strano che scriva una recensione negativa della Biennale di Venezia 2017 e che vi consigli allo stesso tempo di andare a vederla.
Vi sembrerà ancora più strano che scriva una stroncatura per una mostra, cosa che non ho mai fatto ma per cui sapevo sarebbe arrivato il momento. Ed eccolo qui!
Dopo la Biennale del 2013 in cui si era dato spazio agli artisti e ai pensatori, la Biennale del 2015 è stata quella della frammentazione e di tutti i futuri possibili, mi aspettavo una Biennale di Venezia fatta di speranze e di artisti che sapessero descrivere il sogno di un mondo migliore in questa edizione curata da Christine Macel e che porta un titolo gioioso come VIVA ARTE VIVA.
Invece sono rimasta delusa!

Non ho mai scritto nel blog articoli che stroncano le mostre perché se una mostra non mi piace non perdo neppure il mio tempo per scriverci qualcosa.
Il fatto di non scrivere nulla equivale già ad un mio giudizio negativo 🙂
La Biennale di Venezia però è diversa, è l’evento dedicato all’arte contemporanea più importante del pianeta e anche quando mi lascia delusa, come quest’anno, ci penso per giorni e lascia sempre un segno su di me.

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Giuseppe Pellizza da Volpedo: biografia e opere

Giuseppe Pellizza da Volpedo | Panni al sole

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Panni al sole (1894). Image source: http://www.gognasrl.it/antiquariato

GIUSEPPE PELIZZA DA VOLPEDO: BIOGRAFIA E OPERE

Giuseppe Pellizza da Volpedo nacque a Volpedo (in provincia di Alessandria) nel 1868.
I suoi genitori erano piccoli proprietari terrieri e, dato che sin da piccolo aveva dimostrato di avere un talento particolare per il disegno, lo educarono nelle migliori accademie italiane.

Da Milano (all’Accademia di Brera sarà allievo di Francesco Hayez) a Roma, da Firenze a Bergamo e infine a Genova, il giovane Giuseppe Pellizza da Volpedo era perennemente insoddisfatto degli insegnamenti che riceveva e quindi la sua formazione sarà ricca di cambiamenti ma anche piena di stimoli, che lo porteranno a viaggiare in tutto il Nord Italia fino a compiere un viaggio a Parigi in occasione dell’Esposizione Universale del 1889.

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Arte contemporanea, cosa ne pensate?

Emiliano Zucchini | arte contemporanea

Emiliano Zucchini: Void, 2017. Foto di Alice Traforti.

ARTE CONTEMPORANEA, COSA NE PENSATE ?

“L’arte contemporanea è difficile”, “l’arte contemporanea vuole solo scioccare ma non ha niente da dire”.

Queste sono alcune delle frasi che si sentono più spesso quando si parla di arte contemporanea.
E’ vero che da quando è apparsa sulla scena la Fontana di Duchamp l’arte è cambiata e non è stata più la stessa, ne abbiamo parlato tante volte anche su Facebook.
Con questo post vi voglio proporre una riflessione sul contemporaneo scritta da Alice Traforti, con cui collaboro quando si tratta di arte contemporanea, che aveva già scritto un post per la mostra Flow, arte contemporanea italiana e cinese in dialogo.
Lascio la parola ad Alice!


Lo scorso marzo è uscito l’ultimo libro di Simona Maggiorelli: Attacco all’arte. La bellezza negata.
Non l’ho ancora letto, spero di farlo prestissimo perché porta nuova linfa a questioni con cui, nel mio piccolo, mi scontro quotidianamente.

Nel frattempo, io e Caterina abbiamo letto un breve estratto (in fondo al post trovi il link) molto denso di spunti che, toccando aspetti diversi, puntano il dito direttamente contro l’arte contemporanea.

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