Le stanze del desiderio: il tempo sospeso nei quadri di Jack Vettriano

14/05/2013
Autore: Caterina Stringhetta

Nei dipinti di Jack Vettriano, succede qualcosa di strano. Le scene sono nitide, gli abiti eleganti, la luce tagliata con maestria, ma tutto sembra sospeso in un tempo che non esiste davvero. Non è presente. Non è passato. È una dimensione interiore, carica di attesa, di desiderio trattenuto, di storie non ancora accadute.

Jack Vettriano, Elegy for th Dead Admiral,

Jack Vettriano, Elegy for th Dead Admiral, 64×75.5cm, opera su carta museale, 1994

Ambientazioni misteriose, camere d’albergo e la poesia dell’attesa

Le camere d’albergo, i salotti silenziosi, le spiagge spazzate dal vento non sono solo luoghi, ma veri e propri personaggi. Spazi chiusi, spesso immersi in una luce artificiale, dove i protagonisti si incontrano, si sfiorano, si osservano senza parlarsi. Sono stanze del desiderio, luoghi teatrali dove ogni gesto è carico di tensione.

I personaggi non sorridono, non esprimono gioia. Sembrano immersi nei propri pensieri, fermi in un istante che durerà per sempre. È questo che rende Vettriano così cinematografico: le sue immagini non raccontano, suggeriscono. Non spiegano, alludono. Ogni spettatore diventa regista, libero di immaginare cosa sia successo un minuto prima o cosa succederà dopo.

Jack Vettriano opere

Jack Vettriano, Yesterday’s Dreams – Mad Dogs – A Marvellous night for a moondance

Il tempo nei quadri di Vettriano non scorre. Si ferma. Come il respiro prima di un bacio. Come un sogno da cui non ci si vuole svegliare.

Jack Vettriano, In Thoughts of You

Jack Vettriano, In Thoughts of You, 24×30 cm, opera su carta museale, 1997

Jack Vettriano, Café Days

Jack Vettriano, Café Days, 80×60 cm, opera su carta museale, 1995

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