Jack Vettriano: il pittore del desiderio che la critica non ha mai capito
La storia di Jack Vettriano, all’anagrafe Jack Hoggan, sembra uscita direttamente dalle pagine di un romanzo d’altri tempi. Nato nel 1951 nella contea di Fife, sulla costa orientale della Scozia affacciata sul Mare del Nord, cresce in una famiglia modesta legata all’industria mineraria. Fin da bambino lavora per contribuire alle spese domestiche. A sedici anni lascia la scuola e diventa apprendista tecnico minerario, avviandosi a un destino segnato dalla fatica e dalla sopravvivenza quotidiana.
La svolta arriva in modo inatteso a ventun anni, quando riceve in regalo un set di pennelli e acquerelli. Inizia così a dipingere da autodidatta, copiando quadri famosi e sperimentando soggetti propri, spinto da un bisogno profondo di raccontare per immagini. La pittura, per lui, è un rifugio ma anche una via di fuga: la strada verso una vita diversa, fatta di bellezza, emozioni e desiderio.

Jack Vettriano, The Look of Love, 63.7×73.7cm, opera su carta museale, 2010
Jack Vettriano: il pittore del desiderio, tra romanticismo noir e atmosfere da cinema
La sua carriera professionale prende forma solo nel 1988, quando espone per la prima volta alla Royal Scottish Academy di Edimburgo. È un debutto folgorante: i suoi due dipinti vengono venduti il primo giorno di mostra. Da quel momento in poi, il suo nome inizia a circolare, ma non è quello con cui è nato. Per marcare la nuova identità artistica, sceglie un cognome dal suono elegante e misterioso: Vettriano, ripreso da quello della madre, figlia di un emigrato italiano originario della provincia di Frosinone.
Si trasferisce a Edimburgo e poi a Londra dove si afferma nel mercato internazionale grazie a uno stile riconoscibile e seducente. Nonostante ciò, il suo rapporto con la critica ufficiale resta burrascoso. Gli viene spesso rimproverata un’estetica troppo commerciale, illustrativa, distante dalle avanguardie e dai codici dell’arte contemporanea.
Eppure, il pubblico lo ama. Le sue opere vendono, le stampe dei suoi quadri arredano case e gallerie, le sue mostre registrano presenze record. Il motivo è semplice: Vettriano parla all’anima, con immagini che sembrano provenire da un sogno, da un film d’epoca o da un romanzo noir.
Lo stile di Vettriano: passione, mistero e poesia
L’universo pittorico di Jack Vettriano è popolato da uomini in smoking, donne affascinanti, nudi velati di mistero e passioni proibite. Le sue scene si svolgono in camere d’albergo, salotti sofisticati, club privati o spiagge ventose, come nella celebre opera “The Singing Butler”: una coppia danza sulla battigia, mentre una cameriera e un maggiordomo, armati di ombrelli, li proteggono dalla pioggia. Nella fantasia del pittore, il maggiordomo canta “Fly me to the moon” di Frank Sinatra, trasformando la scena in un inno struggente all’amore romantico.
I colori di Vettriano sono caldi e teatrali. Le luci sono tagliate con sapienza, come in un set cinematografico. Ogni quadro è una storia in bilico tra erotismo e malinconia. Le sue immagini sembrano frame rubati a un film di Hitchcock, a un racconto di Raymond Chandler o a un sogno vintage dal sapore dolceamaro.
Il pittore dell’amore inquieto
Il tema dominante nelle sue opere è l’amore, ma non quello rassicurante e sereno.
Vettriano dipinge un amore inquieto, fatto di attese, silenzi, tensioni non dette e desideri inconfessabili. I suoi personaggi raramente si guardano negli occhi. Sembrano vicini ma in realtà distanti, come se ognuno vivesse un proprio dramma interiore. La sensualità è sempre presente, mai volgare, sempre raffinata. Gli abiti eleganti, i gesti misurati, la cura per i dettagli evocano un’estetica senza tempo.
Le sue donne sono forti, sicure, dominano la scena. I suoi uomini sembrano preda di emozioni irrisolte. Il risultato è un mondo visivo affascinante, che tiene insieme seduzione, nostalgia e poesia.
Un successo popolare e un riconoscimento ufficiale
Il successo commerciale di Vettriano raggiunge l’apice nel 2004, quando “The Singing Butler” viene battuto all’asta da Sotheby’s per quasi 750.000 sterline, diventando una delle opere d’arte contemporanea più vendute nel Regno Unito. Nello stesso anno, la Regina Elisabetta II lo nomina Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) per i suoi servizi alle arti visive.
Nonostante la diffidenza della critica, la sua arte continua a conquistare il pubblico di tutto il mondo. I suoi quadri parlano un linguaggio universale: quello del desiderio, del ricordo, della vita interiore.

Jack Vettriano, The Singing Butler, 30×39 cm, opera su carta museale, 1992
Dove vedere le opere di Jack Vettriano
Nel blog c’è un post di molto tempo fa con alcune dele opere di Jack Vettriano. Ma se vuoi vederle dal vivo devi avere le possibilità di visitare alcune collezioni private e i musei del Regno Unito.
Il modo migliore per avvicinarsi al suo universo, però, è visitare le mostre monografiche che gli vengono regolarmente dedicate nelle gallerie a Londra, Edimburgo, Glasgow e nelle principali capitali europee. Alcuni dei suoi dipinti si possono ammirare anche in mostre temporanee in tutto il mondo, che celebrano il suo stile e il suo immaginario senza tempo.
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In questo blog non ti spiego la storia dell’arte, ma racconto le storie di cui parla l’arte