Parigi trasforma la metro in un museo con Grand Paris Express
Entro il 2030 Parigi inaugurerà 68 nuove stazioni della metropolitana trasformandole in un vero e proprio museo diffuso. È questo l’ambizioso obiettivo del Grand Paris Express, uno dei progetti di infrastruttura e arte pubblica più visionari degli ultimi decenni, che combina innovazione, architettura e creatività internazionale per riscrivere il volto della città sotterranea.
Grandi nomi dell’arte contemporanea come Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto ed Eva Jospin, insieme a nuove voci emergenti, sono pronti a lavorare fianco a fianco con architetti e ingegneri per creare ambienti unici. Il risultato sarà un museo sotterraneo gratuito, accessibile ogni giorno da milioni di passeggeri.

Parigi trasforma la metro in un museo d’arte contemporanea
Il rapporto tra Parigi e l’arte metropolitana non è certo una novità. Già agli inizi del Novecento Hector Guimard, architetto e designer Art Nouveau, aveva dato forma agli iconici ingressi del metrò, alcuni dei quali ancora oggi punteggiano la città come portali verso un altro mondo. Proprio a Guimard sarà dedicato un museo permanente entro il 2028, all’interno dell’Hôtel Mezzara, oggi in fase di ristrutturazione. Il progetto è promosso dall’associazione Le Cercle Guimard e sostenuto dal collezionista Fabien Choné.
Il nuovo programma culturale prende il nome di L’Art du Grand Paris.
Le quattro linee previste dal Grand Paris Express ospiteranno oltre 70 installazioni permanenti, pensate non solo come decoro ma come vere e proprie opere d’arte contemporanea in dialogo con la città e con le comunità locali.
Le stazioni diventeranno spazi espositivi immersivi, in grado di accogliere eventi, performance e progetti partecipativi.
Tra gli artisti coinvolti figurano Sophie Calle, JR, Noémie Goudal, Hicham Berrada e altri grandi nomi della scena internazionale. Ogni opera è site-specific, pensata per dialogare con il quartiere che la ospita.
Il sito ufficiale Art du Grand Paris offre una panoramica dettagliata su ogni progetto.
Grand Paris Express: un piano per cambiare il volto della città
Il Grand Paris Express è molto più di una rete di trasporti. Con un investimento complessivo di 35 miliardi di euro, Parigi si prepara a realizzare quattro nuove linee metropolitane, 200 chilometri di tracciato e 68 stazioni per facilitare gli spostamenti tra periferie e centro urbano. Nel 2023, una mostra alla Cité de l’Architecture et du Patrimoine ha raccontato l’evoluzione di questa impresa, dalle origini della metro fino ai cantieri in corso e alle tecnologie d’avanguardia.
L’intero progetto è stato definito “il più grande cantiere urbano d’Europa” ed è destinato a modificare radicalmente la mobilità, l’architettura e l’identità visiva della capitale francese.
Arte pubblica come segno di identità
A dirigere il team curatoriale del progetto è José-Manuel Gonçalvès, ex direttore del centro culturale Centquatre-Paris. Con lui hanno collaborato esperti, curatori e conservatori per selezionare artisti capaci di raccontare le trasformazioni urbane in modo profondo e simbolico.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: realizzare un museo sotterraneo aperto a tutti, in grado di riflettere la diversità e la ricchezza dei territori attraversati dalla nuova metro.
Oltre ai già citati Kiefer, Pistoletto e Jospin, partecipano anche Daniel Buren, Otobong Nkanga, Petrit Halijaj, Xavier Veilhan, Joana Vasconcelos, Loris Cecchini, Mona Hatoum. Per ognuno è stata già individuata la stazione di riferimento e sono stati svelati i progetti attraverso modelli e rendering.

Grand Paris Express: alcune opere da non perdere
Alla stazione del centro aeronautico Le Bourget, Mona Hatoum realizzerà una sfera luminosa fluttuante, evocativa e poetica. Eva Jospin, ispirandosi al film Roma di Fellini, animerà la fermata Hôpital Bicêtre con le sue celebri sculture in cartone pressato. A Versailles-Chantiers, Anselm Kiefer interverrà con un’opera monumentale lunga 16 metri, inserita in una struttura trasparente progettata da Dietmar Feitchinger. Michelangelo Pistoletto illuminerà la stazione di Champigny Centre con la frase Love Differences, scritta in 16 lingue e realizzata in lettere al neon colorate.
A Saint-Denis Pleyel, infine, la collaborazione tra Prune Nourry e Kengo Kuma darà vita a 108 Veneri scolpite in terre locali, un progetto che unisce arte, natura e architettura.
Parigi ha deciso di non limitarsi a costruire nuove linee metropolitane ma di trasformarle in una gigantesca opera d’arte collettiva. Un invito a rallentare, osservare, lasciarsi sorprendere anche in un luogo quotidiano come una fermata del metrò. Perché l’arte, quando abita la città, cambia il nostro modo di viverla.
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In questo blog non ti spiego la storia dell’arte, ma racconto le storie di cui parla l’arte