Reina Sofía 2025: 404 nuove opere per una collezione più inclusiva e contemporanea
Nel 2025 il Museo Reina Sofía di Madrid ha compiuto un passo decisivo verso una lettura più ampia, critica e plurale della storia dell’arte moderna e contemporanea. Con 404 nuove opere acquisite, realizzate da 130 artisti, la collezione del museo si arricchisce di visioni, linguaggi e identità fino ad ora marginalizzate o assenti.
Il valore complessivo delle acquisizioni ammonta a 10,6 milioni di euro, frutto di acquisti, donazioni e depositi che preparano il terreno alla ristrutturazione delle collezioni prevista per il 2026, quando verrà inaugurato un nuovo percorso espositivo dedicato al periodo che va dalla Transizione spagnola ai giorni nostri.

Museo Reina Sofia Madrid
Il Reina Sofía si rinnova: 404 nuove opere per una storia dell’arte più inclusiva e contemporanea
Le opere acquisite rafforzano le linee di ricerca che il museo promuove da tempo: equilibrio di genere, decolonizzazione della narrazione europea e attenzione ai temi politici e sociali del presente e del passato.
Quasi il 60% degli acquisti è stato destinato a opere di artiste donne, in una strategia che intende colmare le lacune della storiografia tradizionale e valorizzare contributi spesso ignorati. Tra questi spicca Verbena de la Pascua (1927) di Maruja Mallo, capolavoro simbolico della Generazione del ’27, che torna in Spagna dopo decenni di esilio. Alla stessa artista si affianca Perfil de joven [Joven negra], fondamentale per una lettura femminista e transatlantica della modernità spagnola.
Tra le altre protagoniste della scena artistica recuperate dalla nuova acquisizione troviamo Delhy Tejero, Manuela Ballester, Esther Boix, Carmen Pagés, Amèlia Riera e Judy Chicago, le cui opere affrontano la seconda ondata del femminismo e la critica alle istituzioni culturali.
Concettualismo, videoarte e scultura
Il potenziamento della collezione interessa anche gli artisti concettuali, con opere emblematiche come Arquitectura prematura di Isidoro Valcárcel Medina e lavori legati all’esilio e alla memoria di Isaac Díaz Pardo.
Fotografia e video sono al centro di nuove acquisizioni come la serie completa Herbarium di Joan Fontcuberta, accanto a opere di Darío Villalba, Maider López e Jon Mikel Euba, il cui lavoro installativo amplia la rappresentazione della videoarte contemporanea nel museo.
La scultura trova spazio con l’arrivo di L’Aragonais ou Jeune homme à la marguerite (1927) di Pablo Gargallo, opera in terracotta dal forte valore simbolico, affiancata da opere di Victoria Civera, Salomé Cuesta e Guillermo Pérez Villalta, che unisce arte e design in modo innovativo.
Donazioni e archivi: nuove voci nella collezione
Le donazioni hanno svolto un ruolo decisivo, superando i tre milioni di euro. Tra i gesti più significativi va ricordato il contributo della famiglia Genovés, che arricchisce la presenza di Juan Genovés, artista chiave nella rappresentazione del periodo della Transizione.
Altre donazioni importanti sono quelle di Soledad Sevilla e Juan Uslé, che offrono una visione più completa della loro evoluzione artistica. Di rilievo anche l’ingresso dell’archivio di Miguel Benlloch, artista e attivista, che rafforza l’identità del museo come centro di studio e conservazione della memoria culturale e politica.
Uno sguardo globale e decoloniale
La collezione del Reina Sofía si apre ancora di più alle prospettive internazionali, con particolare attenzione all’America Latina e ai contesti non eurocentrici. Tra gli artisti presenti nelle nuove acquisizioni troviamo Giuseppe Campuzano, Marta Minujín, Lara Salous, Juan Pablo Echeverri, Luz Lizarazo, Ariella Aïsha Azoulay, Filiberto Obama Nsué e Juan Roberto Diago.
Queste opere affrontano temi legati al colonialismo, alle migrazioni, alle dissidenze sessuali e politiche, contribuendo a creare una narrazione dell’arte più inclusiva, critica e consapevole.

Museo Reina Sofia Madrid
Un museo in trasformazione continua
Il lavoro della Fondazione Museo Reina Sofía è stato decisivo nel sostenere questa grande operazione culturale. I depositi hanno raggiunto un valore di 4,6 milioni di euro, segnando un aumento del 64% rispetto all’anno precedente. Grazie a questo contributo, la collezione si arricchisce anche di opere di Francis Alÿs, Edgar Calel, Regina José Galindo, Santiago Sierra e molti altri artisti contemporanei, alcuni dei quali entrano per la prima volta nelle sale del museo.
Con questa imponente campagna di acquisizioni, il Museo Reina Sofía si conferma una delle istituzioni più dinamiche d’Europa, capace di ripensare la propria identità culturale in dialogo con il presente. La collezione cresce in quantità, qualità e profondità, anticipando un futuro in cui la storia dell’arte sarà sempre più molteplice, transnazionale e aperta alle differenze.
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