Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio a Milano
Hai presente quella sensazione che provi quando qualcosa è così bello da sembrare quasi proibito?
Ecco, a Milano, da fine gennaio 2026, quella sensazione prende forma. Corpo, desiderio e provocazione si incontrano nelle sale eleganti di Palazzo Reale con Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio, una mostra che ti consiglio di vedere se ami l’arte che non ha paura di mostrarsi.

Mapplethorpe a Milano. Desiderio, bellezza e provocazione
Dal 29 gennaio al 17 maggio potrai immergerti nell’universo visivo di uno dei fotografi più raffinati e controversi del Novecento, autore di immagini diventate vere icone culturali.
Il percorso espositivo, curato da Denis Curti, non è una semplice retrospettiva, ma il secondo capitolo di un viaggio iniziato con una mostra a Venezia su Mapplethorpe e destinato a proseguire a Roma.
Ogni tappa esplora un volto diverso dell’artista. Quella milanese si concentra sulla sua ossessione per la forma, sul desiderio reso estetica, sulla bellezza del corpo scolpito e fotografato come fosse marmo antico.
Appena entrerai nelle sale, ti accorgerai che nulla è lasciato al caso. Le immagini di Mapplethorpe sono rigorose e sensuali, perfette e disarmanti. I nudi maschili che sembrano sculture greche convivono con ritratti intensi, nature morte enigmatiche e dettagli che trasformano il quotidiano in mistero.
Ogni scatto racconta un desiderio che non ha bisogno di essere spiegato. Si sente, si vede, ti arriva addosso come una dichiarazione di libertà.
Molte delle opere in mostra sono inedite o raramente esposte. Si tratta di una selezione pensata per restituire al pubblico italiano l’essenza più pura di Mapplethorpe, quella che ha fatto discutere, scandalizzato, affascinato, lasciando un segno nella storia della fotografia contemporanea.
A rendere ancora più affascinante l’esperienza c’è anche Mapplethorpe Unframed, un podcast scritto e raccontato da Nicolas Ballario, disponibile dal 21 ottobre su Spotify, Apple Music e le principali piattaforme.
L’evento rientra nel programma culturale delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
Un dettaglio che non è solo simbolico. Il corpo atletico, la tensione muscolare, l’ideale di perfezione greca che Mapplethorpe ha inseguito per tutta la vita trovano proprio in questo contesto un’eco straordinaria. Guardando i suoi scatti, non potrai fare a meno di pensare a quanto il desiderio, la forza e l’eleganza siano parte della stessa narrazione visiva.

Patti Smith e Robert Mapplethorpe
Perchè visitare la mostra
Non è solo una questione di estetica, ma una questione di sguardo. Mapplethorpe ha fotografato tutto ciò che gli sembrava bello, anche quando quel bello faceva paura. I suoi soggetti sono uomini, donne, fiori, simboli che diventano specchi in cui riconoscere il desiderio, la tensione verso qualcosa di assoluto, il bisogno di dare forma a ciò che spesso resta nascosto.
La mostra è accompagnata da un ricco catalogo pubblicato da Marsilio Arte con ben 257 immagini che ripercorrono l’intera carriera del fotografo americano. Un documento importante per chi vuole approfondire la sua poetica, il suo linguaggio, il suo coraggio.
Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio è una mostra che va vissuta con tutti i sensi, che ti mette di fronte alla bellezza senza filtri. Se ami la fotografia, la forza delle immagini e le emozioni che restano anche dopo essere uscito da una sala, allora questa è la mostra che fa per te.
Informazioni per visitare la mostra
Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio
A cura di Denis Curti
Milano, Palazzo Reale
Dal 29 gennaio al 17 maggio 2026
Biglietti disponibili online e da prenotare subito.
Io ho già i miei scatti preferiti, ma sono curiosa di sapere quali sono i tuoi.
Seguimi su:
About me
In questo blog non ti spiego la storia dell’arte, ma racconto le storie di cui parla l’arte